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Freedom Manifesto. Humanity on the move \ Umanità in movimento

giovedì 1 novembre 2018 - domenica 18 novembre 2018

Freedom Manifesto. Humanity on the move \ Umanità in movimento

sede: Lazzaretto di Cagliari (Cagliari).
cura: Fulvio Caldarelli, Armando Milani, Maurizio Rossi.

Il Centro di ricerca interdisciplinare sul paesaggio contemporaneo ha lanciato nel 2017 un appello ad artisti e visual designer per raccogliere il loro punto di vista su un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti: la migrazione di uomini e donne in fuga dalla guerra, dalla miseria, dalla sopraffazione.
Interrogati sul diritto fondamentale alla Libertà, gli autori coinvolti hanno risposto con una riflessione in forma di poster, mezzo di comunicazione scelto per diffondere – tra parole e immagine – il loro messaggio.
Primo risultato, la mostra collettiva “Freedom Manifesto. Humanity on the move \ Umanità in movimento” svoltasi nell’autunno 2017 al Museo Centrale Montemartini di Roma.
A un anno di distanza, l’immigrazione resta ancora oggi un tema di dolorosa attualità sociale e politica: risvegliare le coscienze e sollecitare nuove percezioni sull’umanità in movimento continua ad essere la sfida dell’edizione 2018 a Cagliari di Freedom Manifesto.

Il nuovo allestimento abita un luogo storicamente emblematico, sede della nostra memoria collettiva: il Lazzaretto di Cagliari, edificato nel XVII secolo come spazio di quarantena per uomini, merci e animali provenienti da paesi colpiti da epidemie, affidati alle cure di monaci e medici; e sempre qui, nel secondo dopoguerra, trovarono ricovero gli sfollati della città distrutta dai bombardamenti.
Il manifesto, forma di comunicazione di massa esplosa nella seconda metà del XIX secolo, continua a rappresentare il medium più immediato per esporre messaggi davanti ai nostri occhi distratti. Nelle intenzioni dei curatori della mostra – Fulvio Caldarelli, Armando Milani e Maurizio Rossi – la volontà di “reclamare” e “pubblicizzare” punti di vista che sembrano non trovare più spazio nel paesaggio contemporaneo.

Ad impreziosire il curioso mini-catalogo della mostra, pubblicato nel classico formato dei manifesti per affissione (70 x 100 cm), il contributo critico del sociologo Alberto Abruzzese che scrive: “Il manifesto storico – con tutte le sue appendici tardo-moderne e post-moderne – è stato lo strumento di persuasione o dissuasione di soggetti sociali individuati nel loro ruolo politico e professionale. Ora dovrebbe aprirsi la fase di una comunicazione attenta alla vocazione delle persone, al senso rimosso della vita vissuta piuttosto che alla professione alla quale essa stessa ci costringe”.
Insieme ai poster realizzati per l’occasione da graphic designs contemporanei – come Félix Beltrán, Ginette Caron, Milton Glaser, Alain Le Quernec, Italo Lupi, Astrid Stavro, Heinz Waibl – l’esposizione ha il merito di presentare al pubblico italiano una nutrita rassegna di autori provenienti da tutto il mondo, tra i più interessanti della nuova generazione.

Autori in mostra Valentina Agriesti, Stefano Asili, Ruedi Baur, Erin Bazos, Félix Beltrán, Mauro Bubbico, Marlene Buczek, Angelo Buonumori, Fulvio Caldarelli, Elio Carmi, Ginette Caron, Fang Chen, Alessio Cosma, Roberto Del Balzo, Francesco Dondina, Erika Giusti, Milton Glaser, Puya Habibzadehkavkani, Gianni Latino, Gli Impresari, Italo Lupi, Alain Le Quernec, Giovanni Lussu, Armando Milani, Maurizio Milani, German Montalvo, Ricardo Salas Moreno, Antonio Pace, Mario Piazza, Antonio Romano, Michele Reginaldi, Michele Santella, Filippo Sassoli, Astrid Stavro, Studio Origoni Steiner, Parisa Tashakori, Paolo Tassinari, Luigi Vernieri, Mario Fois, Heinz Waibl, Zup Design