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Geo-Graphies: rituali identitari e fragili ecosistemi – Mostra collettiva

sabato 7 Marzo 2020 - domenica 7 Giugno 2020

Geo-Graphies: Rituali identitari e fragili ecosistemi - Mostra collettiva

sede: Fondazione Palmieri (Lecce).
cura: Dores Sacquegna.

L’esposizione, allestita presso la chiesa Rinascimentale di San Sebastiano, luogo – che dal 1634 ha accolto nei suoi ambienti donne provenienti da varie geografie – oggi si confronta con le “geo-grafie” del nostro tempo, evocando la sua storia tra echi e richiami, tra rinvenimenti e ascolti.

Per la nuova edizione al femminile, in mostra ventisette artiste con tematiche di grande attualità sociale, ambientale, identitaria e diversità culturale.
Un dialogo a più voci che dall’Europa all’Asia, dal Medio Oriente all’America, arriva a Lecce, con una molteplicità di interventi che abbracciano le arti visive e la performance con “Travesia” dell’artista colombiana Sandra Miranda Pattin, un azione che ha attraversato vari luoghi e culture, prima di approdare a Lecce e, che riflette sulle dinamiche delle migrazioni, nello specifico delle donne che tentano la traversata.
A rappresentanza dell’evento e in anteprima nazionale a Lecce, due madrine di eccezione del XXI secolo: Louise Bourgeois and LeoNilde Carabba.

L’evento è diviso in due sessioni di ricerca di cui: Rituali identitari e Fragili Ecosistemi. Nel corpus di opere di “Rituali Identitari”, le opere evocative e fluorescenti di LeoNilde Carabba, il potere ancestrale della Fenice con Sandra Miranda Pattin; l’installazione sulle donne vittime della violenza di razza con Christine Palamidessi; il frammento e le figure archetipe infantili con Maria Luisa Imperiali; l’identità nell’era della tecnologia con Eva Clone in realtà aumentata di Pey-Chwen Lin; le donne di San Sebastiano con Beatrice Hansson. Fragili identità con Zhiwei Pan; la letteratura e il mito, con Kohlene Hendrickson, e Laetitia Ambroselli. Teatri immaginari e corpi antropomorfi con Agnieszka Laskus, e Bikkel. Solidarietà femminile con Aristi Hadjisavva, e solidarietà all’Amazzonia con Sal Sidner. Simboli, scrittura e archetipi, con Margot Reding-Schroeder. In “Fragili ecosistemi”, l’attenzione degli artisti è incentrata su tematiche specificatamente ambientali, come la riduzione dei ghiacci artici con Brigitt Müeller Hunziker, o le conseguenze del surriscaldamento globale e l’inquinamento con Christel Sobke. Paesaggio-corpo e unità-frammento con Valérie Novello; animali estinti con Catherine Bercusson; rapporto tra essere umano e spazio urbano con Tomomi Sato. I video – Baraka, Wasl, Al Tariqah (2013 – 2014) – dell’artista irachena Sama Alshaibi, fanno parte della serie “Silsila” composta da un totale di 7 performance, realizzate in 15 Paesi musulmani del Medio Oriente, Nord Africa e isole delle Maldive nel sud-est asiatico. L’artista esamina i diversi ecosistemi nelle dimensioni umane della migrazione e della forza delle donne. Sama Alshaibi ha trascorso gran parte della sua giovinezza come una rifugiata politica durante la guerra Iran-Iraq degli anni’80-‘88 spostandosi tra Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Nel 2000, è diventata cittadina americana. Al suo attivo ha diverse mostre e collezioni museali incluso il MoMa di New York. Irem Çoban – con Tell me my future (2019) – attraverso il rituale del caffè turco, riflette sulle proprie origini e cultura, offrendo il proprio corpo come contenitore. Kacie Lees – con Aure de Lieu Page 147 (2020) – studia i fenomeni naturali, assemblando estratti del 1902 sullo studio della natura umana di William James e tracce vocali personali, in un dialogo tra passato e presente. I suoi progetti scientifici sono stati esposti tra gli altri presso Necessary Phenomenon O’Project Space di Los Angeles, CA, al “Feminist Ecology: Women and the Earth” presso il Koehnline Museum of Art a Des Plaines, Illinois. Tanja Ravlic – con Upwards (2015) – riflette sull’acqua come fattore psichico, mentre Sihui Shao – con Red Ocean (2017) – riflette sull’acqua come elemento di purificazione, film che ha partecipato recentemente al Wuzhen International Theatre Festival. Sall Lam Toro, di origine papuana – con Medusa is Gaia (2019) – esplora la dicotomia tra vita e morte, con allusioni all’antropocene e rituali di evocazione del divino. Questo progetto è stato incluso recentemente al Kunsten Modern Art Museum di Aalborg in Danimarca.

Espongono: Sama Alshaibi (Iraq), Laetitia Ambroselli (Francia), Catherine Bercusson (Regno Unito), Bikkel Artist (Olanda), LeoNilde Carabba (Italia), Pey-Chwen Lin (Taiwan), Irem Çoban (Turchia), Aristi Hadjisavva (Cipro), Beatrice Hansson (Svezia), Kohlene Hendrickson (Svizzera), Maria Luisa Imperiali (Italia), Agnieszka Laskus (Polonia), Kacie Lees (USA), Daria Makarenko (Russia), Brigitt Müller Hunziker (Svizzera), Valérie Novello (Francia), Christine Palamidessi (USA), Zhiwei Pan (Cina), Sandra Miranda Pattin (Colombia), Tanja Ravlic (Croazia), Margot Reding-Schroeder (Lussemburgo), Tomomi Sato (Giappone),  Sihui Shao (Cina), Sal Sidner (USA), Christel Sobke (Germania), Sall Lam Toro (Portogallo).

Mostra organizzata da Primo Piano LivinGallery Progetti & Servizi per l’Arte Contemporanea, per la Giornata Mondiale della Donna.
Inaugurazione: Sabato 7 marzo ore 17:30
Riapertura Lunedì 25 Maggio ore 17:30 – 20:30