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Getulio Alviani. Il movimento del pensiero

giovedì 19 aprile 2018 - domenica 3 giugno 2018

Getulio Alviani. Il movimento del pensiero

sede: Conceptual Arte Contemporanea (Milano).

Le opere selezionate della mostra Il Movimento del Pensiero, tutte appartenenti agli anni 1960 – 1970, trattano il movimento della luce intesa come avvenimento visuale che si identifica attraverso le sue matrici metalliche, ognuna delle quali completamente autonoma: sono le sue celebri composizioni metalliche, di acciaio o alluminio, lavorate secondo un processo di fresatura (superfici a testura vibratile) o di tornitura meccanica (superfici tornite), queste ultime spesso concepite come moduli componibili e di dimensioni inferiori.

Con le superfici a testura vibratile, lo sviluppo delle ricerche visive di Alviani si tramuta in evento estetico, frutto di un lucidissimo processo inventivo che si può quasi considerare un’incunabolo agli studi sui temi della percezione e della visione nelle realtà tecnologiche e artistico-digitali contemporanee.
“Geneticamente progettista”, Alviani è stato sempre sostenitore di una necessità di rigore e precisione, che lo ha portato a considerare design industriale e architettura come fondamentali alla risoluzione dei problemi legati all’esistenza dell’uomo.
Allo stesso modo, l’arte va considerata come una necessità, e l’opera non è altro che il risultato di una ricerca, e quindi la risoluzione di un problema, nello specifico di un problema legato alla percezione visiva.

“Nell’oggetto compare un problema, non tanto come problema particolare o di fisica, per esempio, o di geometria, ma soprattutto il concetto di problema; cioè si tratta della problematicità stessa che trova una sua forma espressiva”.
E ancora “Quella delle mie superfici è una storia che avviene nel mondo del lavoro produttivo, non dell’arte”.

Le opere di Alviani riescono a riprodurre visivamente lo strettissimo rapporto che esiste fra spazio e tempo, attraverso una progettazione quasi maniacale che coinvolge lo spettatore, in quanto è proprio la percezione dell’osservatore dell’opera, ad attivarla e a realizzarla.
Una “fruizione dinamica”, quindi, né sensoriale né emotiva, bensì psicologica, in cui l’opera si delinea attraverso i celebri fattori teorizzati dall’artista: riflessione, fonte luminosa, angolazione visiva, movimento, vibratilità dell’oggetto, comportamento del fruitore.

Da sempre interessato alla luce come fenomeno fisico, impiegando calcoli esatti ed estrema attenzione ad ogni dettaglio nel raggiungimento dell’eccellenza, Alviani ha sempre affermato che la sua arte è fatta per far pensare, e l’aspetto estetico non è da tenere in considerazione.
La sua particolare poetica artistica, caratterizzata da una sintesi estrema della razionalità (che forse raggiunge il suo apice negli studi di grafica “Da 0 a 9” e “Da A a Z”) fa sì che l’opera non sia più un prodotto soggettivo della mano dell’artista, bensì risultato di un’indagine rivolta a problemi di ordine strutturale nel rapporto fra opera e spettatore, inaugurando così una nuova fase della grammatica dell’arte.

Testi di Claudio Cerritelli.
Catalogo disponibile in galleria.

inaugurazione: 19 aprile a partire dalle ore 18.00

Dettagli

Inizio:
giovedì 19 aprile 2018
Fine:
domenica 3 giugno 2018
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

CONCEPTUAL ARTE CONTEMPORANEA
Via Goffredo Mameli 46
Milano, 20129 Italia
+ Google Maps
Telefono:
02 70103941
Sito web:
www.conceptual.it