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Giancarlo Cuccù. L’arte consapevole

sede: Galleria Arianna Sartori (Mantova).
cura: Arianna Sartori.
Paesaggi, ritratti, nature morte: in questa occasione Giancarlo Cuccù ha selezionato una serie di opere recenti che affrontano i temi ricorrenti nella sua trentennale attività di pittore che ha scelto di vivere appartato, mantenendosi estraneo alle dinamiche del mercato dell’arte contemporanea e scegliendo con cura quando presentare al pubblico le sue opere. Un ritegno che lo accomuna ad altri artisti marchigiani del secolo scorso: in particolare la sua scelta appare assai simile a quella operata da Osvaldo Licini che, dopo una lunga esperienza parigina, dal 1926 optò per vivere isolato dal mondo nel piccolo borgo sibillino di Monte Vidon Corrado, trovando nelle viscere degli Appennini i motivi della sua pittura ancestrale.
Il paesaggio marchigiano, da sempre celebrato per sua varietà e la sua dolcezza, viene interpretato da Cuccù in chiave espressionistica: i colori si fanno violenti, le pennellate assumono spessori materici inconsueti, le linee ondulate delle colline appaiono tormentate da una forza interna che le deforma come se una presenza ctonia le facesse sobbalzare.
I ritratti colgono l’inquietudine esistenziale di giovani donne, di bambini dall’aria affranta e dimostrano come per l’artista marchigiano non sia essenziale la verosimiglianza, ma sia piuttosto determinante indagare l’animo di quanti si pongono davanti al suo cavalletto: richiamando un passo dello “Zibaldone” di Giacomo Leopardi, nel quale il poeta afferma che spesso ci colpisce di più vedere il ritratto di una persona conosciuta piuttosto che incontrarla, Cuccù scandaglia in profondità i sentimenti e li rappresenta con pennellate vibranti, cariche di colore e di umori che nascono dalla conoscenza diretta del male di vivere.
Anche le natura morte non sfuggono a questa ricerca emotiva, per cui i pesci o i mazzetti di fiori di campo mantengono traccia della loro vita anche se ne sono ormai privi, tanto che per queste composizioni si addice di più la definizione di nature vive.
Cuccù ci dimostra come si possa operare nel campo dell’arte anche vivendo in un centro lontano dal clamore e dal caos delle metropoli e che anzi, scegliendo di non condividere la petulante contemporaneità affidata per lo più al mondo dei social, si possa a ritrovare quella dimensione riflessiva che consente di valutare quanto la vita ci riserva con più consapevolezza e coraggio
Stefano Papetti
Direttore della Pinacoteca civica di Ascoli Piceno, storico dell’Arte
Inaugurazione
Sabato 29 ottobre alle ore 17.00
Immagine in evidenza
(part.)