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Gillo Dorfles. Ibridi e personaggi

sede: Paula Seegy Gallery (Milano).
cura: Martina Corgnati.
Paula Seegy Gallery rende omaggio a Gillo Dorfles, importante figura del panorama artistico e culturale contemporaneo, con la mostra “Gillo Dorfles. Ibridi e personaggi” a cura di Martina Corgnati.
Attraverso un’accurata selezione di opere che comprendono lavori su carta, su tela, sculture, piatti e ciotole in ceramica realizzati nell’ampio lasso temporale compreso tra il 1946 e il 2013, viene tracciato un excursus dell’intelligente, brillante, carismatica e ironica presenza dell’artista e critico nella scena dell’arte. Dorfles ha coltivato nel corso di tutta la sua vita sia come teorico, sia come artista una posizione slegata dai conformismi e dalle regole accademiche che gli ha permesso di elaborare intuizioni critiche, teorie innovative e, parallelamente, uno stile visivo originale; due versanti di una stessa inscindibile ricerca.
Il percorso espositivo illustra le tappe salienti della lunga carriera artistica di Dorfles dagli esordi, alla fondazione del MAC Movimento Arte Concreta in cui trova terra feconda per la crescita della sua poetica e della sua attività critica, fino ad arrivare, a seguito di un’interruzione durata circa vent’anni, a una cifra stilistica singolare, ad un’espressività mai abbandonata, che si concretizza nella sperimentazione di tecniche diverse, dalla ceramica, alla matita, alla tempera, agli acrilici. La sua spiccata versatilità si percepisce anche nella ricerca cromatica che spazia dal verde acqua al rosa confetto, dal fucsia all’azzurro come si osserva nelle opere Un occhio, una mano (1989), Il regno vegetale (1989), Due schieramenti (2001), Lumacone (2004).
Le pareti sono popolate da carte e tele con “personaggi ibridi – come afferma Martina Corgnati – giocolieri ameboidi, distinti signori col farfallino, addirittura un dissacrante ritratto di Sigmund Freud, coppie procaci ed orecchiute, tutti sempre fluidi e pronti a tornare repentinamente in quei puri giochi di linee e di arabeschi dai colori infantili dai cui sono emersi, apparentemente un attimo prima”. Uno stile inconfondibile e un linguaggio visivo iconico che si ritrova nei piatti e nelle ciotole che dominano il centro della sala accanto alla grande scultura in vetroresina di cm 148×78.
In mostra fra i lavori esposti si ammira anche una raffigurazione di “Vitriol”, personaggio esoterico inventato da Dorfles, nel quale si rispecchiava, spesso presente nei disegni e negli appunti a partire dal 2010. Il significato dell’acronimo spesso usato dagli alchimisti “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem”, ovvero “Visita l’interno della terra e, con successive purificazioni, troverai la pietra nascosta” diventa una sorta di mantra che vede nella figurazione la possibilità di far affiorare a livello conscio aspetti celati dell’inconscio.
Lontano da schematismi geometrici, da regole precostituite, l’artista predilige la rappresentazione di immagini che gli affiorano alla mente, di figure dettate dalla fantasia in maniera istintiva, senza filtri. Le linee morbide, i volumi sinuosi e le forme fluide, animate da elementi simbolici si intrecciano in una trama visiva che riflette un gesto libero, quasi affidato alla spontaneità della mano e alla sua intelligenza inconscia. Da un’immagine all’altra, da un segno all’altro, si snoda un filo ironico e poetico che descrive le molteplici sfaccettature di una personalità creativa, libera e anticonformista, unica nel panorama italiano e internazionale.
Inaugurazione
giovedì 20 novembre, ore 18
Immagine in evidenza
Gillo – Dorfles – Il – fustigatore – 2007 – acrilico – su – tela – cm50x70 (part.)