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Giottolandia – Quando la natura imita l’arte

venerdì 9 febbraio 2018 - domenica 8 aprile 2018

Giottolandia - Quando la natura imita l'arte

sede: Museo di Storia Naturale – La Specola (Firenze).
cura: Stefano Dominici, Roberto Mari.

Le pietre esposte in questa mostra curata da Stefano Dominici, responsabile della Sezione di Geologia e Paleontologia del Museo di Storia Naturale, e da Roberto Mari, scopritore e assiduo raccoglitore di questi ciottoli, provengono da spiagge e greti di torrenti della Maremma tosco-laziale, la terra dei “giottoli”.

I “giottoli” sono pietre fatte di calcare, un materiale non prezioso, ma che in questi esemplari sfoggia livree ricche di colori e disegni multiformi, quasi delle anticipazioni della pittura astratta.
Il nome richiama il mondo dei pittori toscani e la povertà francescana del materiale di cui sono fatti.
Nonostante la fama che la pietra paesina, il più celebre esempio di pietra che sembra dipinta, si è guadagnata nei secoli in Toscana, i “giottoli” maremmani non sembrano aver attirato l’interesse dell’uomo fino a oggi.

La mostra temporanea ne propone per la prima volta l’evocativa bellezza, accanto a quella degli splendidi minerali esposti nell’allestimento “Mineraliter”, già aperto al pubblico del Museo presso “La Specola”.

Alla scoperta di Giottolandia
“A differenza delle cosiddette pietre preziose – da sempre avidamente ricercate e ancor oggi all’origine di guerre, massacri e ogni genere di nefandezze – i sassi sono per antonomasia l’emblema di ciò che è privo di qualsiasi valore. A un sasso si dà un calcio distrattamente o, quando da ragazzi se ne raccoglie uno, è per giocare a gettarlo il più lontano possibile, o contro un bersaglio… o contro qualcuno (che non è più un gioco, ma non sono in fondo i sassi l’arma più primitiva, povera e diffusa del mondo?). Tuttalpiù, sulle spiagge, si cercano i ciottoli più piatti per farli saltare sull’acqua: è un bel gioco, vince chi fa più salti, ma anche il ciottolo vincitore va prima o poi a fondo ed è perduto per sempre. Insomma, non sembrerebbe esserci nulla di più povero e disprezzato di un sasso, anche se, perlomeno nell’epoca moderna del turismo balneare di massa, i ciottoli più o meno levigati e arrotondati che si trovano su alcune spiagge hanno avuto e hanno i loro amatori.
Tuttavia, da quel che si vede cercando sul web, questo diffuso interesse per i ciottoli sembra concentrarsi esclusivamente o prevalentemente sulla loro forma (il perfetto ovale o tondo e simili), ovvero questi sono visti come “sculture” naturali, mentre non ho trovato tracce di ricerche tese a esplorare le qualità figurative, “pittoriche”, che si possono trovare nei ciottoli di alcune spiagge e fiumi del pianeta.
Quanto a me, il mio incontro con i ciottoli “dipinti” è avvenuto sulle coste e lungo i fiumi della Toscana, che possono vantare – la mia sola raccolta personale è più che sufficiente a dimostrarlo – una pressoché inesauribile varietà di “caleidoliti”, come potrebbero essere chiamati, civettando col linguaggio scientifico, questi ciottoli che recano su di sé una “bella immagine”.
Io, però, col linguaggio scientifico ho poco a che fare, come per nulla scientifico è lo sguardo con cui osservo, raccolgo, levigo e fotografo i miei ciottoli. E così m’è venuto in mente di chiamarli “giottoli”, in onore del grande pittore toscano: Giotto infatti è non solo l’artista in cui – sin dal leggendario aneddoto dell’incontro con Cimabue – sembra sia la natura stessa a dipingere, ma è altresì il cantore del mondo francescano e dei suoi valori di povertà e umiltà. Infine, è appunto toscano come i ciottoli da me raccolti.
Dal punto di vista estetico, i giottoli appartengono a quello stesso genere di bellezza assoluta che è offerto per esempio da certi tramonti e paesaggi naturali. Una bellezza senz’arte, anche nel senso che la forza di queste “belle immagini” e lo stupore che producono derivano in certa misura proprio dal fatto che non sentiamo in esse alcun tipo di “artificio” o studio.
Ma bellezza assoluta, bellezza senz’arte, vuol anche dire che per godere di una tale bellezza non è necessaria nessuna mediazione o precondizione culturale – “non c’è nulla da sapere prima, nulla da dover dire dopo” – ovvero si tratta di una bellezza pienamente accessibile all’analfabeta quanto al supercolto, l’unica condizione essendo uno spirito aperto allo stupore estetico.
Questo nuovo continente estetico rappresentato da Giottolandia, aperto a ogni ricco di spirito anche se povero di tasca, è in realtà diventato pienamente esplorabile solo in seguito alla disponibilità del moderno mezzo tecnico della macrofotografia, dato che i giottoli, come i loro confratelli più comuni, sono mediamente piccoli, anzi alcuni dei più belli possono essere piccolissimi (meno di 2 cm di diametro) e in moltissimi casi, guardandoli al naturale, la bellezza delle immagini in essi contenute può essere solo intravista o addirittura quasi inavvertibile. D’altra parte, come osservò Nabokov – che pure faceva uso della macrofotografia nei suoi studi sui lepidotteri – per ogni oggetto c’è una peculiare dimensione nella quale la sua bellezza può essere pienamente percepita, e per i giottoli come per le farfalle questa dimensione è quella di un maggiore o minore ingrandimento del soggetto originale”.
Roberto Mari, Giugno 2008

Attività collaterali alla mostra

Geologia intorno ai giottoli
Conferenza del Prof. Marco Benvenuti, Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Firenze
Martedì 20 febbraio, ore 16:30 (ingresso gratuito)
Sala Strozzi, via La Pira, 4 Firenze

Pietre di Giottolandia
Incontro con Roberto Mari
Mercoledì 7 marzo, ore 16:30 (ingresso gratuito)
Zoologia, ‘La Specola’, via Romana, 17 Firenze

Laboratori creativi di pittura su ciottoli
Domenica 18 febbraio, ore 10:30; sabato 3 marzo, ore 14:30;
sabato 7 aprile, ore 10:30
Zoologia, ‘La Specola’, via Romana, 17 Firenze
Per adulti e bambini dai 10 anni in su. Max partecipanti 15. Durata: 2 ore.
Costo: ingresso + laboratorio (3 euro) per ogni visitatore.
Il costo dell’attività comprende la visita alla mostra e i materiali necessari per il laboratorio. La prenotazione è obbligatoria.

Concorso per aforismi
Da alcune suggestioni evocate dal libro di Alejandro Jodorowski Le pietre del cammino (Giunti, 2013), ampliamente corredato da immagini dei giottoli di Roberto Mari, i visitatori sono invitati a lasciare il proprio aforisma alla fine del percorso della mostra. I più significativi saranno pubblicati sui canali social del Museo.

Dettagli

Inizio:
venerdì 9 febbraio 2018
Fine:
domenica 8 aprile 2018
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Sito web:
http://www.giottoli.com/

Luogo

MUSEO DI STORIA NATURALE LA SPECOLA
via Romana 17
Firenze, 50125 Italia
+ Google Maps
Telefono:
055 2756444
Sito web:
www.msn.unifi.it