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Giovanni Chiaramonte. Fotografia come misura del mondo

domenica 10 Novembre 2024 - domenica 9 Marzo 2025
Giovanni Chiaramonte. Fotografia come misura del mondo

sede: APE Parma Museo (Parma).
cura: Arturo Carlo Quintavalle.

APE Parma Museo, centro culturale ed espositivo della Fondazione Monteparma, presenta la prima retrospettiva dedicata a Giovanni Chiaramonte (1948-2023), figura centrale della fotografia italiana ed europea.
La mostra raccoglie circa 400 opere che illustrano e celebrano l’evoluzione di “uno dei più interessanti esponenti della fotografia italiana degli ultimi cinquant’anni”, come lo definisce il curatore Arturo Carlo Quintavalle.

È proprio il lavoro di Quintavalle, che nel 1968 fonda lo CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, con una sezione dedicata alla fotografia, ad avvicinare Chiaramonte alla città di Parma. Circa 50 anni dopo, l’importante collaborazione instaurata tra CSAC Centro Studi Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e Fondazione Monteparma permette di costruire un originale racconto che si snoda lungo un percorso rispettoso della cronologia e in dialogo con gli spazi suggestivi e connotati di APE Parma Museo, insediato in uno storico palazzo nel cuore di Parma che per oltre un secolo è stato la sede provinciale della Banca d’Italia. Oltre alle opere provenienti dal considerevole Fondo Chiaramonte detenuto dal CSAC, la mostra è arricchita dalle fotografie che Nicolò, Ruggero, Emanuele, figli di Giovanni Chiaramonte, hanno donato alla Fondazione Monteparma.
Ad accompagnare la mostra, la prima grande monografia su Giovanni Chiaramonte che apre la collana di monografie a marchio Electaphoto, un nuovo progetto editoriale e grafico della casa editrice Electa. In mostra il volume presenta una sovraccoperta dedicata.

Fotografia come misura del mondo: uno sguardo che penetra nelle cose alla ricerca del divino.
La retrospettiva intende dare voce alla complessa esperienza artistica di Chiaramonte, trasmettendo al pubblico la sua dedizione alla conoscenza del mondo e il suo totale impegno verso chi lo abita. Nelle sue opere, è evidente l’intento di cogliere l’ordine intrinseco delle cose e del mondo, posizionando gli elementi in prospettiva e all’interno di uno spazio misurato. Anche i paesaggi non si sottraggono a questa esplorazione. Ripresi con grande attenzione agli assetti geometrici, i luoghi da lui ritratti sono sempre profondamente umani. Pregni di simboli, tradizioni e racconti: nei suoi scatti sono le persone o le loro tracce a determinare l’equilibrio della composizione. Le sue fotografie, di qualità altissima, sono inoltre caratterizzate da un’intensità commovente: spaziando dalla dimensione figurativa a quella concettuale, la sua ricerca, intrisa di spiritualità, è tesa a penetrare nell’essenza delle cose, rivelando “la luce del divino nel mondo”.

In mostra sono esposti i lavori che coprono gran parte della produzione fotografica di Giovanni Chiaramonte: Ultima Sicilia (1970), Numerazione Desolazione (1972), Sequenze nel tempo (1973-74), Giardini in Sicilia (1974), La Creazione/Neon (1974), Discorso di Natale (1974), Dov’è la nostra terra (1974), Finestre (1978), Verso il celeste (1978), Giardini e Paesaggi (1980-83), Paesaggio Italiano (1980-86), Vitriol (1984), Viaggio in Italia (1984), Terra del ritorno (1985-89), Penisola delle figure (1989-1993), Westwards (1996), Ai confini del mare (1985-1995), Cerchi nella città di mezzo (2000), Attraverso la pianura (1987), Venezia (1987-2006), Berlino (1984-2011), L’altro-nei volti, nei luoghi (2010), Interno Perduto (2012), Jerusalem (1988), Salvare l’ora (2011-2012), Oceano Latino (1996- 97, 2003).

L’ampia monografia (pp. 455) “Giovanni Chiaramonte” (Milano: Electa, 2024) che accompagna la mostra è di Arturo Carlo Quintavalle e contiene anche un saggio di Paolo Barbaro. Si tratta del primo volume della nuova collana di Electa dedicata alla fotografia.

Immagine in evidenza
Duomo (n. 137 dalla serie Cerchi della città di mezzo), 1999. C-print 2024, 300 x 400 mm. Fondazione Monteparma © Eredi Giovanni Chiaramonte

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