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Giuseppe Ponzio. Piano bianco

venerdì 2 Dicembre 2022 - sabato 14 Gennaio 2023

Giuseppe Ponzio. Piano bianco

sede: HyunnArt Studio (Roma).
cura: Laura Turco Liveri.

Il bianco segna il bianco e il nero il nero.
Con tale disarmante semplicità, Giuseppe Ponzio dà un’indicazione di lettura del proprio pensiero, frutto di lunghe riflessioni, discussioni e meditazioni.
Punto di arrivo di un percorso che, partito in nuce dall’analisi e dalla sintesi visiva di culture e scritture ‘altrè, arriva a un distillato segnico che riassume pensiero, parola e immagini.

Il bianco segna il bianco e il nero il nero.
Direzioni e indicazioni che si estroflettono dal quadrilatero dell’opera tracciando piani e spazi aperti e multidirezionali, dove il vuoto riempie e muove l’esplorazione visiva, emotiva ed esperienziale di chi guarda.
Anima con anima, Ponzio ci conduce, con accogliente levità, in un empireo del pensiero dove perfino le parole, ancora non nate, si originano.
Il cuore si apre, l’anima esplora e si espande.
Si arriva a un punto di partenza.

In esposizione a Hyunnart Studio sono presentati circa 15 lavori realizzati in polimaterico tridimensionale cromaticamente calibrati soprattutto sul bianco e nero, che si collocano nell’ultima fase del percorso artistico di Giuseppe Ponzio.
Nella lunga storia creativa dell’artista, il pensiero e la riflessione sono stati sempre indissolubilmente interconnessi con l’espressione artistica.
Ma dopo molti anni di continuo esercizio pittorico, il pensiero gli prende la mano, e la realizzazione dell’opera diviene pratica quotidiana, variante mai seriale che si articola nei segni e nei simboli a lui propri, sviluppati nel lungo tempo di elaborazione del suo sentire, dalle opere precedenti agli ultimi ‘bianchì.

Lo accompagna da sempre il filo nero del segno, continuo, sinuoso, ondeggiante, come le intime “capriole di fumo del focolare” di ungarettiana memoria; un filo con cui Ponzio esplora l’intimità del proprio gesto e la sensibilità del racconto della vita, che si affina via via che il filo si dipana dalla mano allo strumento.
Un segno fino ad allora impastato nel colore e in forme comunque identificabili, riassuntive di rappresentazioni iconiche sintetiche, modulate nella composizione e rafforzate dalle stratificazioni materiche, dalla corposità delle stesure e da indissolubili connubi con materiali estranei alla pittura e al collage tradizionale.

L’autore si lascia andare, nel procedere del suo percorso artistico, dalla propria storia al pensiero riflessivo e, come un rabdomante cerca, individua, scava e trova l’acqua, così Ponzio scopre nuove forme e perfino volti – descritti e al contempo ironicamente negati dal carattere immateriale del segno e dalla volontà di rimanere nella bidimensionalità del piano bianco (che è anche spazio infinito).
L’autore si abbandona quindi a scritture automatiche quasi intelligibili, risvegliando quell’interesse iniziale per le scritture anche tramite la meditazione Zen e lo studio della filosofia sia orientale che occidentale, e, con un lungo e attento allenamento, arriva alla perfezione degli ideogrammi, che indaga nei corsi e seminari sullo Shodo.
La calligrafia, profondamente legata all’emozionalità e intenzionalità personale nonché al gesto propriamente artistico, diviene riassunto e presupposto dell’espressività sorgiva dell’autore, decantata nella chiarezza del nuovo segno.
Solo allora Ponzio può conciliare emozionalità, energia vitale e spazialità geometrica, alleggerendo il portato emotivo della composizione e giocando ogni volta ad ingannare i canoni consueti della visione e le aspettative del nostro pensiero.
Cercando la strutturazione del pensiero e del proprio sentimento così come lo ha definito nella professione di architetto del sacro, apre nicchie sghembe in parti asimmetriche e imprevedibili del piano o dei piani di sfondo che articolano l’intero diaframma tra lo spettatore e l’autore.
Frammenti spezzati si compongono in vuoti pieni di spazio.

Giuseppe Ponzio nasce ad Asmara, in Eritrea, nel 1953, terzo di tre figli, da una famiglia di origine siciliana, trasferitasi alla fine dell’800. Il nonno capostipite aveva fondato la prima fabbrica di mattoni della città e suo padre vi aveva costruito diversi edifici, tra cui una fontana monumentale e la moschea. Si diploma a 17 anni e si trasferisce in Italia, a Roma, per iscriversi all’Università “La Sapienza”, dove si laurea in Architettura, con il prof. Berarducci. Contestualmente coltiva la sua passione per la pittura. Consolida l’amicizia culturale con alcuni amici, soprattutto con Doriano Fasoli, con il quale stringe un rapporto intellettuale fraterno più che trentennale. Importante è la lunga frequentazione con l’architetto Danilo Guerri, in lunghe giornate insieme, a confronto con le opere di architettura a Roma.

Inaugurazione
venerdì 2 dicembre ore 18.00

Immagine in evidenza
Giuseppe Ponzio. Arato e seminato – 2011 tela su tavola cm60x50

Dettagli

Inizio:
venerdì 2 Dicembre 2022
Fine:
sabato 14 Gennaio 2023
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

HYUNNART STUDIO
viale Manzoni, 85/87
Roma, 00185 Italia
+ Google Maps
Telefono:
335 5477120;