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Guglielmo Spotorno – Mostra Personale

giovedì 29 Settembre 2016 - domenica 20 Novembre 2016

Una selezione di quaranta opere che suggerisce i variegati interessi di Guglielmo Spotorno è esposta a Torino nello spazio Art Garage.
“Un’artista complesso, profondamente attento ai mutamenti della vita umana e della natura, spinto sempre da curiosità e passione – spiega Ermanno Tedeschi curatore della personale – molteplici sono gli ambiti della sua produzione artistica. Nella serie delle marine emerge in pieno la sua sensibilità di cogliere l’esterno come l’interiorità, la pace come il dramma. Le città’ umanizzate, la serie del web e gli autoritratti sono una rappresentazione sociologica della realtà”.

Un lavoro meticoloso, riflessivo, tra scienza empirica, filosofia ed estetica. Il senso del bello affinato per contaminazione e vicinanza a personaggi che han frequentato la sua casa sin dall’infanzia. Per molti Casorati, de Chirico, Fontana, Guttuso, ma anche Fellini sono icone della rinascita culturale del secondo dopoguerra, per Spotorno sono stati artisti con cui dialogare e da osservare da vicino grazie alla madre Enrica pittrice, scultrice e gallerista.
“Non ho studiato all’Accademia perché per me era prevista un’altra carriera, ma negli anni ’70 ho iniziato a dipingere da solo, sono un autodidatta mosso da grande curiosità. Ho iniziato a farlo di nascosto e ancora oggi ho lo studio separato dalla casa e non voglio altri presenti quando lavoro.”

Guglielmo Spotorno è un uomo che non può vivere senza arte e senza mare, per questo ha scelto, molti anni fa, la Liguria e ha girato e amato tutte le isole del Mediterraneo in superfice e sott’acqua, sono infatti centrali nel suo lavoro le marine che rappresentano la sezione più numerosa delle opere in mostra.
Soggetti diversi, sempre forti, in costante ricerca oltre il paesaggio, come in Mare aLampedusa del 2014 in cui meduse nere e bianche ricordano teschi o, sempre dedicato all’isola, la tela del 2016, in cui tratteggia nel blu, un nuotatore fantasma braccato dai pesci.
Complessi, tra cubismo e futurismo, i quadri della sezione dedicata alle città umanizzate: luoghi geograficamente indefiniti come in Città – le antenne dei poveri e Città che brucia entrambe del 2016 o identificati come Berlino Est del 2015, Pechino del 2013 e New York dello stesso anno. “Sono soggetti che m’ispirano, non sempre le ho visitate, ma le ho studiate.” prosegue Spotorno.
Rappresentato ed espresso in vari modi, il concetto di sfera: nella forma circolare-piazza intorno a cui si irraggiano i palazzi delle sue città umanizzate o i vortici informatici della sezione web tema centrale delle opere: “la mia conoscenza è indipendente dal computer, lo contesto per perché da la possibilità di un protagonismo assurdo, in particolare con i social, sono l’emulazione dell’imbecille. Certo, non sono un utopista e lo uso, per riscontri”.
La quarta area tematica parla più intimamente di sé. L’inquietudine che trapela nei due autoritrattiInutile eleganza e Autoritratto, entrambi del 2015, opere cronologiche in cui il nero pieno è il tempo della notte, degli incubi, il grigio è il risveglio che permette di metter a fuoco le linee verticali suggerite dalla fisicità delle grate della sua finestra, la sezione sulla destra, apre alla vita, il futuro.

“In pittura è necessario l’errore. Un punto di caduta che serve come riferimento e richiamo. La perfezione non è giusta. Talvolta è una linea rossa, un punto vivace di colore che cattura l’attenzione di chi guarda. Il critico di professione vede subito altro, per gli altri ci vuole un’esca. ” Spotorno torna così ad una metafora marina per spiegare il suo stile “Con le mie opere interpreto e interrogo la fortuna: è l’occhio che trova la soluzione che all’inizio non si immaginava.”

Dettagli

Inizio:
giovedì 29 Settembre 2016
Fine:
domenica 20 Novembre 2016
Categoria Evento:

Luogo

ART GARAGE
Via Tirreno, 19
Torino, 10134 Italia
+ Google Maps

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Ufficio Stampa
Maria Grazia Balbiano