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Heroes. Bowie – Sukita

domenica 4 settembre 2016 - domenica 9 ottobre 2016

Nel 1972 Masayoshi Sukita ha trovato la sua musa ideale in David Bowie. In 40 anni di amicizia e collaborazione, hanno attraversato insieme cambi d’identità e di look che hanno segnato più di un’epoca, da Ziggy Stardust al Duca Bianco, per arrivare nel 1977 alla loro immagine più iconica: quella della copertina dell’album Heroes. Una fotografia che è diventata un tatuaggio, a tal punto che l’artista l’ha riutilizzata con un brillante artificio per il suo ritorno a sorpresa nel 2013 con The Next Day. Il fotografo, oggi quasi ottantenne, non ha mai pensato a Bowie come ad un amico o ad un soggetto fotografico. Per lui, è sempre stato semplicemente “David Bowie”.

“Ero a Londra per fotografare Marc Bolan, ma non sapevo chi fosse Bowie”, racconta Sukita. “Lo avvicinai grazie a degli amici e gli mostrai il mio portfolio. Non sapevo che musica facesse, ma avevo sentito che aveva studiato danza con Lindsay Kemp. Il suo linguaggio corporeo era straordinario e piaceva molto a tutt’e due la colonna sonora del film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Così combinammo tutti questi elementi nelle nostre foto e quel che ne venne fuori fu semplicemente iconico”.

Il segreto delle immagini di Sukita è la naturalezza con cui ha affrontato e interpretato la complessità in continuo movimento di Bowie, in particolare durante il servizio da cui fu tratta la copertina di Heroes. Sukita: “Bowie aveva prodotto il disco The Idiot di Iggy Pop e vennero insieme in Giappone a promuoverlo. Mi chiamarono per un’ora di foto ciascuno. Nessuno parlò di scattare la copertina di un disco e quindi non pensai a nulla di creativo o concettuale. Catturai Bowie al naturale, seduto, in piedi, capendo che quella era la chiave più interessante. Invece di dargli indicazioni su come posare, mi limitai a fi ssare la sua “persona”. Gli spedii i provini e un mese dopo Bowie mi fece sapere di aver scelto una di quelle fotografie per la copertina di Heroes. Più tardi fu premiata come miglior copertina dell’anno da una rivista inglese. Ne fui davvero felice ed orgoglioso”.

La mostra comprende 37 immagini, a partire da una serie di ritratti realizzati a Londra nel 1972 e a New York nel 1973, seguita da immagini dal vivo in Giappone nello stesso anno. Non mancano gli scatti iconici e diverse fotografie “alternative” del servizio di Heroes del 1977, immagini di viaggio a Kyoto, in Giappone, del 1980 e alcuni ritratti più recenti, scattati tra il 1989 e il 2002 per la promozione dell’album Heathen, compreso quello di un manichino a grandezza naturale, fatto costruire da Sukita per poter realizzare fotografie sempre nuove senza disturbare il soggetto “originale”. Un caleidoscopio prezioso per verificare una volta di più come solo il cambiamento continuo sia la chiave per rimanere profondamente se stessi.
Guido Harari

Mostra realizzata in collaborazione con ONO Arte Contemporanea.

Dettagli

Inizio:
domenica 4 settembre 2016
Fine:
domenica 9 ottobre 2016
Categoria Evento:

Luogo

WALL OF SOUND GALLERY
Via Italo Gastaldi, 4
Alba, CN 12051 Italia
+ Google Maps
Sito web:
www.wallofsoundgallery.com