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Hu Huiming. Huisthis? Who is this?

mercoledì 3 ottobre 2018 - sabato 20 ottobre 2018

Hu Huiming. Huisthis? Who is this?

sede: MAEC – Milan Art & Events Center (Milano).

Who is this? È la domanda che ci si pone per riconoscere un’identità, o un concetto tangibile, ma la risposta si rivela un paradosso se pensiamo che non esista un’identità univoca ed integra, ma soltanto frammentata, doppia, definibile o perlomeno configurabile attraverso una coppia di concetti opposti, conviventi.
È la prima descrizione che l’artista fa di sé, la sua appartenenza ad una filosofia scettica, dove il dubbio caratterizza ciò che si vede o si crede.
Persino nella sua totalità la supposta verità non è mai tangibile allo stesso modo dai diversi individui, tale è ingannevole la sua percezione da risultare la sua componente più affascinante.
Eppure tra quello che oggettivamente esiste esperibile per tutti e ciò che vive soltanto nella difformità soggettuale esiste una sottile fenditura, dove il simbolo emoziona con l’inganno percettivo, dove la soggettività tocca l’universalità del sentire umano.
In questo sottile cono d’ombra si colloca il lavoro artistico di Hu Huiming.

La prima sala della galleria è dedicata al ciclo degli Specchi e a quello della Cornici dipinte. In entrambi i casi la composizione stessa offre allo spettatore la possibilità di inserirsi nella fruizione dell’opera come elemento destabilizzante ed intrusivo, di farne parte e di potersi distanziare da essa.
Sulla superficie di ogni specchio si riflettono la sala, l’osservatore, persone e momenti di vita diversi, che si relazionano ad un’altra presenza, quella dei dipinti ad olio frammentari. Si può fotografare l’immagine di sé specchiata, oppure catturare un dialogo tra la pittura e chi guarda. La domanda è sul modo in cui la nostra identità condizioni il nostro rapporto con l’arte, e su come l’inganno generi emozioni diverse.
Gioca invece con l’assenza dell’immagine tutto il lavoro seriale, di pezzi unici, con le cornici. I dipinti ci sono, ma non vi è visibile supporto all’interno della convenzionale cornice. Nella sua parte interna in vetro, notiamo la statica corposità dell’affresco, che per come è nata la tecnica non necessita per nulla di intelaiatura, oppure la leggera stratificazione di diversi piani e trasparenze, ancora una volta fuori luogo in un’area di delimitazione. Pittura beffarda che obbliga a ragionare su ciò che è dentro e ciò che è fuori dalla vista in un quadro, a riconoscere di perdersi oltre un confine.

Su questo doppio binario della logica degli opposti si configura il progetto sui libri Untitled del 2017: unifica in diverse fasi processi di distruzione e costruzione, caos e disciplina metodica, figurazione e celamento dell’immagine, unicità e serialità. L’artista brucia una parte di manufatti storici come libri vecchi o antichi per aprirli e incollarli così da diventare supporto pittorico di ritratti, occhi, bocche, gesti ed espressioni che funzionano coralmente, fissando nel presente la loro storia e trasformando il corpus dei libri un’installazione di attimi dipinti sulle parole. A non smentire l’inquietudine è sempre il corpo che a cavallo tra due opposti di realtà e finzione interviene come mediatore tra due universi. Nella seconda sala della galleria esso sarà protagonista con la pittura su supporto più tradizionale, accanto ai libri.
Il corpo rappresentato da alcune sue parti, più spesso ciò che ha un ruolo attivo con l’espressione come il volto, occhi e bocca, o le mani, parlano il linguaggio dei sentimenti, del cuore, senza dimenticare che proprio esso è “ingannevole sopra ogni cosa”, come recita un noto passo biblico. Inganno divertente e gioioso però. Nella logica del gioco, come in un trompe l’oeil o in un giardino di delizie cinquecentesco, le mani e il busto nudo con body painting, il volto attraverso le lenti, sono protagoniste dei tre video del 2017 “Il fiore nello specchio e la luna nell’acqua”. Un gioco con l’illusione ottica tra vero e verosimile / dipinto ci attira nella sala del piano seminterrato, allestita con dei frame dei video e la proiezione in loop.

Hu Huiming è un’incontentabile artista a tutto tondo. Si è resa nota al pubblico in Italia come fotografa in occasione del MIA Photo Fair, ma la sua ricerca è multidisciplinare, instancabile nella personale scoperta ed appropriazione di un linguaggio sempre nuovo.
Dal suo arrivo in Italia nel 2011 Huiming elabora installazioni video e performance, si dedica sia alla pittura ad olio che alla fotografia, facendo spesso confluire le discipline in un’opera. La contaminazione tiene come punto di riferimento la figurazione, gli elementi naturali e il corpo umano.
Rappresentativo della sua poetica, incipit sul suo sito web, è il detto cinese “la realtà è come il fiore nello specchio e la luna nell’acqua”, perché le emozioni scaturite dall’immagine sono generate da un inganno della percezione, un’illusione. Leit motiv di tutta la produzione artistica di Hu è la dualità, simboleggiata attraverso il suo contenuto figurale o compositivo e vissuta nel procedimento che comprende azione performativa e disciplina grafica e pittorica, frutto sia di spontaneità che di studio metodico.
La ricerca cresce nella convinzione che ogni cosa esista data l’esistenza del suo contrario, e nel credo che “chi gioca onestamente con l’arte trova sempre nel suo percorso a giocare con gli opposti”.

Inaugurazione: Mercoledì 3 Ottobre ore 18:30

Dettagli

Inizio:
mercoledì 3 ottobre 2018
Fine:
sabato 20 ottobre 2018
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

MAEC – MILAN ART & EVENTS CENTER
Via Lupetta, 3
Milano, 20123 Italia
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Sito web:
www.ma-ec.it