altri risultati...
Trova le Mostre e gli Eventi nella tua Città | Segnala il tuo Evento
- Questo evento è passato.
Icon. Warhol, Basquiat, Haring, Scharf
sede: Convitto delle Arti (Noto, Siracusa).
cura: Edoardo Falcioni.
Dalla sacralità religiosa a quella consumistica della società contemporanea, l’evoluzione del concetto di icona è il fulcro della mostra dal titolo: Icon. Warhol, Basquiat, Haring, Scharf.
L’esposizione, curata da Edoardo Falcioni, per la prima volta riunisce i 4 artisti che hanno rivoluzionato il concetto di arte nel ‘900. A partire dal genio della Pop Art, Andy Warhol, gli artisti della scena newyorkese degli anni ’80, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e Kenny Scharf, interpreteranno il ruolo dell’arte e un nuovo immaginario collettivo attraverso la Street Art e il Graffitismo.
Tra le oltre 120 opere esposte a Noto, in gran parte uniche, a firma Warhol spiccano in particolare l’inchiostro serigrafico su carta Mona Lisa, (reversal series) – ca 1978, omaggio a Leonardo da Vinci; la serigrafia su seta Flowers (1983-85, ), appartenuta a Keith Haring; la macchina fotografica Polaroid Big Shot usata da Warhol, che la donò al fotografo romano Dino Pedriali; e l’iconica tela The only Way Out is In!., come sottolinea il curatore Edoardo Falcioni: “La mostra è un dialogo inedito tra gli artisti Warhol, Basquiat, Haring e Scharf: padre e figli spirituali, per la prima volta riuniti in una mostra in Italia, artisti che hanno rivoluzionato l’arte americana degli anni ’80 del XX secolo e quella contemporanea”.
Il percorso espositivo si articola in 5 sezioni. Nella prima, intitolata “L’icona come costruzione visiva. Dal mito pop alla rivoluzione dell’immagine”, sono le serigrafie Marilyn, Mao e Campbell’s Soup a sottolineare la consacrazione di Andy Warhol a figura centrale della scena artistica americana e mondiale. L’annullamento della soggettività nell’arte e l’utilizzo della riproduzione seriale, per riflettere l’immaginario collettivo, realizzano un nuovo paradigma nel legame tra arte e cultura di massa, in cui l’immagine non è più un’icona fissa ma flusso continuo di rielaborazioni. Una rivoluzione totale, che sarà ripresa da Haring, Basquiat e Scharf.
Con la seconda sezione, “Warhol e la nascita dell’icona contemporanea”, l’esposizione indaga più a fondo i simboli della cultura di massa dell’Universo-Warhol. L’immagine in serie del volto di Marilyn Monroe a colori rappresenta l’esempio eccellente della celebrità mediatica, novella icona, e dell’ossessione collettiva; la Campbell’s Tomato Soup, il simbolo di massificazione e di consumismo, mentre la celebre serie del 1975 Ladies and Gentlemen porta alla luce i protagonisti della comunità transessuale dall’oscurità delle notti newyorkesi.
La terza sezione, “L’icona e il sacro. L’immagine tra trascendenza e consumo” evidenzia la relazione tra icone religiose e cultura di massa, con opere su temi di fragilità, morte e redenzione. Esemplari sono The only Way Out is In!, il volto di Sant’Apollonia o il disegno Mother and Child di Warhol, il cui percorso artistico anticipa le tensioni culturali contemporanee, influenzando anche Haring e Scharf, che reinterpretano il sacro in chiave moderna.
Nella quarta sezione, “Intersezioni: oltre i confini dell’arte. Contaminazioni, culture visive e sonore degli anni Ottanta” l’icona attraversa nuovi media e discipline. In una sacralità incarnata in nuovi feticci, l’arte vive una fusione multidisciplinare permeata dalla cultura popolare: Warhol e Basquiat esplorano la contaminazione tra arti visive e musica, Haring porta il suo linguaggio negli spazi pubblici, Scharf predilige una estetica psichedelica per sfidare i confini tra arte e consumo. La mostra racconta questa trasformazione attraverso oggetti di culto, come quelli appartenuti e autografati da Michael Jackson: il famoso cappello “Fedora” bianco e la sua chitarra; ma anche la chitarra autografata dei Rolling Stones, le copertine dei vinili The Velvet Underground & Nico e Sticky fingers, realizzate da Warhol, insieme all’LP Beat Pop (1983) di Basquiat e Rammellzee, l’orologio Swatch Monster Time di Scharf (1994), e molto altro.
Chiude il percorso espositivo la quinta sezione “Disco Room – Studio 54”, una sala immersiva dedicata alla celebre discoteca newyorkese, crocevia di genialità che i 4 artisti, veri e propri iconoclasti, trasformarono in un palcoscenico artistico entrato nella storia.
Immagine in evidenza
Andy Warhol – Marilyn – 1967, 189/250 – Cm 91, 4 X 91, 4, Serigrafia su carta 1967, Collezione privata, Monaco