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Icone oltre il Pop. Franco Angeli – Tano Festa – Mario Schifano
sede: Museo delle Genti del Gran Sasso (Tossicia, Teramo).
cura: Silvia Pegoraro.
Il Museo delle Genti del Gran Sasso di Tossicia (Teramo) riapre i battenti della sua sede presso il quattrocentesco Palazzo Marchesale con la mostra “Icone oltre il pop – Franco Angeli / Tano Festa / Mario Schifano” a cura di Silvia Pegoraro.
Trenta opere, fra cui diversi inediti, di artisti considerati rappresentanti di punta della tendenza Pop italiana delineatasi a partire dai primi anni ’60 e divenuti quasi leggendari nell’immaginario degli studiosi d’arte come in quello dei collezionisti o dei semplici visitatori di mostre.
La città di Roma ha avuto un ruolo determinante per il rinnovamento artistico postbellico in Italia tra metà anni ’50 e fine anni ‘60. Dopo Burri, Afro, Turcato, all’aurora degli anni ’60 “una nuova generazione di pittori romani sta impetuosamente venendo alla ribalta”: una generazione artistica “di maturazione precoce e con caratteri più organici e compatti delle due precedenti”, come scrive all’epoca il critico Cesare Vivaldi, soffermandosi in particolare sui nomi di Franco Angeli, Tano Festa e Mario Schifano: essi formano un “movimento”, grazie alla comune modalità, “mediata” ma non “indiretta”, di rivolgersi alle apparenze del mondo.
Si tratta di tre personalità estremamente marcate e autonome nelle loro intuizioni, che svilupperanno, nei decenni, una ricerca connotata da forti tratti di individualità e originalità, come vuole mettere in evidenza il percorso della mostra attraverso opere datate dagli anni ’60 agli anni ‘80-‘90. Personalità artistiche, tuttavia, accomunate da un’unica energia rivoluzionaria, che rende Angeli, Festa e Schifano indimenticabili sperimentatori nel panorama artistico internazionale.
Questi tre artisti caratterizzano nel modo più incisivo la cosiddetta “Scuola di Piazza del Popolo”, spesso fatta coincidere con la “Pop Art italiana”, o con il suo settore maggioritario. Tuttavia, se è vero che la Pop Art si era imposta anche in Italia a seguito della Biennale di Venezia del 1964, questi artisti, pur avendo guardato con grande attenzione alle coeve esperienze d’oltreoceano, hanno sempre dimostrato una loro spiccata originalità per temi, posizioni ideologiche e abilità tecnica. Il loro sguardo “pop” è oggettivo e insieme antinaturalistico, nitido e senza sbavature sentimentali, eppure non di rado intensamente lirico.
Nelle loro opere – come questa mostra cerca di dimostrare – alla consapevolezza degli stereotipi visivi legati alla civiltà dei consumi si sovrappone il senso di una tradizione millenaria, piena di chiaroscuri e sfumature. Al posto del presente assoluto quanto effimero di un’estetica totalmente basata sulla riproducibilità tecnica, si avverte un passato profondo, carico di memorie, individuali e collettive. Una “maniera”, dunque, tutta europea e italiana, lontana dalle tecniche prettamente industriali utilizzate dalla Pop americana, e fondata su complesse stratificazioni culturali. Decisa, soprattutto – come sottolinea la curatrice – a non rinunciare alla manualità della pittura, intesa come amalgama di sensuale fantasia e di rigore, mosaico di richiami culturali e immediatezza espressiva. Franco Angeli, Tano Festa e Mario Schifano filtrano i dati ottici della scena urbana attraverso la lente di un’antica tradizione culturale – quella italiana – che trasforma la violenza e l’aridità di questi dati (esaltata, invece, nel Pop americano) in qualche cosa d’altro, di intenso e misterioso.
Immagine in evidenza
Mario Schifano, Ui sono K. Malewitsch e non sono morto nel ’20, 1966, tecnica mista su carta su tela (part.)