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Ignazio Gadaleta. Punti – Pittura + Radianti

sabato 24 settembre 2016 - domenica 27 novembre 2016

Nel 1936, Walter Benjamin aveva detto che “colui che si raccoglie davanti all’opera d’arte vi si immerge”. È ciò che accade di fronte ai dipinti di Ignazio Gadaleta: lo spettatore ha l’impressione di penetrare all’interno della pittura, quasi potesse immergersi nel suo tessuto cromatico e segnico. Quella di Gadaleta è una pittura da guardare da lontano e da molto vicino, chiede di essere vista ma anche vissuta per riuscire a percepire e interpretare le fini tessiture ora fitte, ora più rade e sfrangiate – che si articolano in cunei, irradiazioni o linee di frequenza.
Come fosse dotata di una memoria propria, la pittura rattiene un’emozione, ma soprattutto riesce a “suggerire uno sguardo”. C’è in queste opere una persistenza dei nitori connessi al mare e al cielo, ed è proprio per questo motivo che, mentre le si osserva, si ha l’impressione di potersi immergere nell’acqua e nella luce. Gadaleta lascia decantare le immagini, le metabolizza fino a raggiungere una sintesi coloristica, la cui intensità viene strutturata in campi ondulatori e in poli magnetici. I fondi vibranti sono ottenuti con una tavolozza iridata che degrada dall’azzurro al viola e al rosa, con contrappunti in arancio e grigio. Ogni cromia è concepita come materia viva che freme. E infatti è un continuo pulsare: intimo, interno alla pittura e alle sue logiche strutturali. Benché l’impasto del colore sia tattile e fragrante, la pittura sembra venir meno, quasi volesse diventare immateriale. L’aggettivo “radiante”, che ricorre spesso nella poetica dell’artista, allude proprio all’emissione di energie, di una purapittura.
La mostra che l’artista ha concepito per il MAC di Lissone è suddivisa in piccoli nuclei, come altrettanti capitoli di una storia in cui l’autore “pensa in termini di pittura”: un pensiero incessante, ottenuto mediante fraseggi e costrutti che caratterizzano queste opere realizzate alla fine degli anni Ottanta e nei primissimi anni Novanta. L’evidente contiguità e consequenzialità tra opera e opera si ritrova anche negli stessi elementi che le compongono, stabilendo una frequenza e una tensione retinica che viene imbrigliata nelle maglie dell’olio, in quel denso reticolato che si effonde sulla superficie delle tele o delle tavole in legno.
Scandendo i ritmi, i colori, gli spazi e i volumi, le opere di Gadaleta prefigurano le disseminazioni realizzate negli anni Duemila; all’esposizione si aggiunge infatti un intervento sitespecific in cui l’effetto dei radianti si combina con l’idea dei puntipittura, sviluppandosi in una estensione ambientale che corrisponde a un’emissione luminescente che assimila l’opera al contesto. Lo spettatore avrà quindi la sensazione di essere avvolto da traiettorie puntiformi che pervadono (anziché limitarsi a invadere) lo spazio espositivo.
Per Ignazio Gadaleta, la pittura è un lavoro endogeno, una suadente ricerca che irrora le geometrie adamantine con un effetto centrifugo che obbliga il riguardante a muoversi intorno all’opera. “Questa evolvenza della permanenza percettiva”, ci dice Gadaleta, “è amplificata e moltiplicata, perché l’immagine diviene multipla e non più univoca. Come in un ipertesto visuale, non c’è più una successione determinata, un’unica evidenza, ma una molteplicità di vedute, date dalla vitalità e dalla emotività di chi fruisce l’opera”.

Nato a Molfetta nel 1958, Ignazio Gadaleta vive e lavora a Milano.

Dettagli

Inizio:
sabato 24 settembre 2016
Fine:
domenica 27 novembre 2016
Categoria Evento:

Luogo

MAC – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI LISSONE
Viale Elisa Ancona, 6
Lissone, MB 20851 Italia
+ Google Maps
Telefono:
039 2145174
Sito web:
www.museolissone.it