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Ignazio Schifano. Carte

sabato 6 Aprile 2019 - domenica 5 Maggio 2019

Ignazio Schifano. Carte

sede: Cocco Arte Contemporanea (Messina).
cura: Laura Faranda.

La mostra è una selezione di venti opere pittoriche, informali e figurative, di diverse dimensioni e tecniche (prevalentemente olio su carta e tecnica mista su carta), di Ignazio Schifano (Palermo, 1976).

I lavori di “Carte”, esposti per la prima volta a Messina e pensati appositamente per Cocco, oltre a spaziare fra diversi linguaggi, ci immergono in una grande originalità e qualità dell’uso del colore, del gesto vorticoso e informale, nel simbolo, fino ad arrivare alla figura. Prendono per mano chi li osserva facendolo approcciare alle tecniche più varie che l’artista approfondisce, perfezionandole e rivisitandole di volta in volta, attingendo alle già citate sue “radici” artistiche nel mondo del restauro e della pittura murale.

Tutte opere (anche con degli omaggi alla Città dello Stretto) espressione di una forte sensibilità, intrise di una poetica frutto dell’incontro tra la calura siciliana ed il grigio fumo di Londra, la città che per alcuni anni lo ha adottato.

Una analisi introspettiva ed originale da parte dell’artista e, nel contempo, una riflessione assolutamente contemporanea interpellando l’uomo, il suo essere pelle, carne, testa, anima, inconscio; ma anche il suo doppio, il sé contro sé, le sue gioie, le sue angosce. Una trasposizione della condizione umana nella sua singolarità e caducità. L’uomo di Schifano, in linea o meno con il contesto sociale in cui si inserisce, porta sempre con sé una consapevolezza identitaria accompagnata da un desiderio di preghiera di salvezza e di speranza, con i piedi ancorati sulla terra ma con lo sguardo rivolto sempre verso l’alto. Esattamente come nel restauro si è rivolti a conservare la natura originaria dell’arte, restaurandola, appunto, catturandola dal passato per rivolgerla, in nuova luce, al futuro.

Per questo tratto così introspettivo e sincero che delinea, in modo equilibrato e originale la intera esposizione, attraverso il punto di vista di più professionisti (in diversi settori) nella scrittura dei testi e in una intervista presenti in catalogo, si è pensato di creare pure un dialogo fra l’arte, in questo caso quella di Ignazio Schifano, con il mondo della psicanalisi, intendendo quest’ultima una delle valide ed efficaci forme di totale libera espressione. Provando a stare “sul pezzo”, percorrendo la scia dei progetti artistici, sempre più “frequentati” da addetti ai lavori e non, intrapresi da qualche tempo in Italia da diverse gallerie, strutture museali, fondazioni d’arte contemporanea. Dimostrando quanto il linguaggio artistico, specialmente quello dell’arte contemporanea, sia alla base del principio di tutte le cose, intriso di svariate sfaccettature disciplinari e interpretazione mentale ed istintiva libera, al di là di confini prettamente accademici e prestabiliti.

“Non c’è niente di più poetico dell’immagine di una giostra, nella spericolatezza dell’equilibrista e nell’abilità del giocoliere”.
(Ignazio Schifano)

“[…] Il lavoro di Schifano, principalmemte infomale, è anche intriso di un simbolismo tratteggiato da un grido alla Provvidenza, al perdono dell’uomo, alla unità primordiale del cerchio, alla libera espressione della mente. Inoltre, nonostante in “Carte” siano presenti diversi generi, pure una sorta di personale graffitismo tra bomboletta spray, acrilico e penna su rotolo cartaceo, vagamente richiamante i rotoli della pittura industriale(seppure in questo caso non stampati ma realizzati a mano), trovo che molte delle opere dell’artista rielaborino in modo acuto e del tutto originale, autentico, quell’opposizione dei colori, i piani sospesi, le antitesi positive-negative di energia e movimento incentrate sulla teoria della tensione nella composizione che hanno fatto di Hofmann l’artista che tutti conosciamo e che fanno di Ignazio Schifano un artista unico nel suo di genere, con una sua, personale qualità e grande acutezza”.
(dal testo in catalogo di Laura Faranda)

“La vita, amico mio, è l’arte dell’incontro”scrive il poeta e compositore brasiliano Vinicius de Moares in Samba de Bençao. Il caso ci sorprende, ci cattura costringendoci a dare un senso a ciò che avviene dentro di noi. Sembra questa l’avventura avvincente che ispira le opere dell’artista palermitano, Ignazio Schifano. […] Nelle opere di Schifano possiamo ritrovare gli odori dei mercati, le voci della città e i giochi che facevamo da bambini: una cultura popolare che si rinnova ad ogni incontro con il suo tratto spontaneo, denso di potenza emotiva, ma ciò che ci colpisce enormemente della produzione pittorica dell’artista è certamente il modo straordinario di padroneggiare le libere associazioni all’interno delle sue opere che sembrano prodotte dal flusso del processo dell’inconscio”.
(dal testo in catalogo di Marina Di Pasquale)

La formazione artistica di Ignazio Schifano è legata al mondo del restauro e dell’antiquariato, campi in cui fa esperienza ventennale. Dopo l’Accademia di Palermo, si trasferisce a Londra, approfondendo i suoi studi legati all’arte pittorica e al restauro ed iniziando una collaborazione con il rinomato Titian Studio. In Italia, consegue la qualifìca di Retauratore di Affreschi e Pitture Murali. E’ protagonista di mostre personali e collettive. Alcuni dei suoi lavori fanno parte della collezione del Castello di Fumone(FR), della Collezione MacS (Museo d’Arte Contemporanea Siciliana) di Catania, del Museo di Rende e del Palazzo della Provincia di Cosenza. Collabora con diverse gallerie in Italia, tra cui la galleria Lombardi nella sua sede di Palermo e di Roma e la romana Pio Monti Arte Contemporanea. Del suo lavoro si sono interessati critici e storici dell’arte, tra cui Claudio Strinati, Andrea Romoli Barberini e Alba Romano Pace. Vive tra Palermo e Roma.

Laura Faranda è curatrice e critica d’arte contemporanea. Presto dirige il suo percorso formativo verso l’arte, in ogni suo riflesso: dalla tradizione medievale alle espressioni di avanguardia, seppure con una visione umanistica più ampia. Diviene, così, anche Dottore di Ricerca in Geografia Umana e Culturale, attenta alla interazione fra Arte e Territorio e fra questo ultimo ed i fenomeni antropologici-culturali che si ineriscono in esso. Nel tempo, fa suo focus di indagine l’arte contemporanea, approfondendola nelle sue varie inclinazioni ed interazioni con l’uomo ed il luogo. Definisce la sua formazione con un master in “Curatore Museale e di Eventi”, presso IED-Roma. Ha collaborato, per la critica e la curatela, a diverse mostre e ad eventi artistico-culturali, pure creandoli e promuovendoli lei stessa. Ha partecipato alla stesura di cataloghi critici, curato il testo critico di esposizioni e scritto per blog professionali di settore e testate di Arte e Cultura.

Marina Di Pasquale è psicologa e psicoterapeuta della Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica (S. I. P. P), membro della European Federation for Psychoanalytic Psychotherapy (E. F. P. P.), da diversi anni si occupa di Psicologia forense in particolar modo è esperta in materia di abuso e maltrattamento infantile. Svolge l’attività di perito e consulente presso diverse procure e Tribunali della Sicilia. Il legame tra l’arte la letteratura e la psicoanalisi e da sempre un suo oggetto di interesse, ha scritto per Psichomedia “Sylvia Plath: la scrittura-difesa di una bambina che voleva essere Dio” e “La relazione medico-paziente nel Don Chisciotte di Cervantes”. Ha l’hobby del nuoto e della micologia. Vive e lavora a Palermo.

Testi in catalogo di Laura Faranda, Marina di Pasquale, Anthony Molino.
Traduzione testi, Francesca Del Grosso.
Inaugurazione: Sabato 6 Aprile 2019 alle ore 18

Dettagli

Inizio:
sabato 6 Aprile 2019
Fine:
domenica 5 Maggio 2019
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

COCCO ARTE CONTEMPORANEA
Via Francesco Todaro, 22
Messina, 98123 Italia
+ Google Maps
Telefono:
349 8150444