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Il Collasso dell’Entropia – Drei

sabato 21 giugno 2014 - domenica 21 dicembre 2014

Come recita un detto tedesco: Alle Guten Dinge Sind Drei (“Tutte le cose buone sono tre”). In attesa della pausa estiva, il terzo appuntamento de Il collasso dell’entropia propone una serie di nuovi interventi all’interno del MAC di Lissone, arricchendo ulteriormente la “collezione espansa ed effimera” del museo. L’obiettivo è quello di trasformare tutto l’edificio in superficie espositiva, ossia in uno spazio in cui i fruitori possano fare esperienza dell’intero complesso architettonico.
Dal mese di febbraio, una ricca e variegata selezione di opere ha iniziato a trasformare il museo in un grande ed eclettico contenitore per l’arte e il design. Alle opere di Andreco, A/R Studio, Arruzzo, Bergamasco, Bosco, Canesi, Carboni, Consiglio, Coser, Consani, Dal Molin, Dall’O, Damiani, De Bernardo, Facco, Fossati, Gligorov, Grassino, Hernández, Eškinja, Gilberti, Kehrer, Manzini, Mazzonelli, Persiani, Prevedello, Sal, Serusi, Spanghero, Spinelli, Termini e Vendramel si affiancano ora quelle di sette nuovi autori.
Riflettendo sul collasso dell’ordine gerarchico, l’installazione Tu envidia es mi progreso di Esteban Ayala (Quito, Ecuador, 1978) propone un monumento composto soltanto da una postazione vuota sulla quale l’artista invita le persone a salire.
L’intervento artistico di Daniele Carpi (Chiavenna, 1976) si inserisce direttamente nell’architettura dell’edificio. Sfruttando la soglia del vecchio ingresso del MAC, l’artista ha creato una struttura che occupa uno spazio intermedio (né all’interno né all’esterno del museo) ove saranno collocate delle sculture modellate con materiali organici.
Francesco Cossu (Carbonia, 1985) presenta alcune “armi da fuoco” realizzate assemblando materiali poveri e riciclati; la ricerca di Cossu è infatti incentrata sul recupero e la ricombinazione di materiali, immagini e idee che vengono comunemente considerate dei “rifiuti”.
Le opere di Gianfranco Mazza (Soveria Mannelli, 1988) fanno parte della serie Wooden draft che consiste in disegni generati attraverso l’uso del legno e delle sue difformità cromatiche e “linfatiche”. Le opere danno vita a geometrie minimali la cui natura equivoca ci costringe a commettere un errore di valutazione.
La Scatola della linea verticale di Daniele Pulze (Piove di Sacco, 1988) si basa sul presupposto che un’architettura è una scatola cartesiana: spazio fisicogeometrico in cui possiamo visualizzare linee e piani. In questo contesto linea e scatola si possono incontrare, e aprire una scatola può portare a immaginare una linea che vi fuoriesce; allo stesso modo, spostare una scatola equivale a spostare una linea.
Days before you came di Matteo Sanna (San Gavino Monreale, 1984) è un calco del volto dell’artista, ottenuto utilizzando una federa di lino imbevuta di amido di mais, colla e vernice acrilica. Il calco della testa forma un tutt’uno con la federa ricamata, come a voler ribadire che il vissuto dell’artista è il principale elemento indagato, in questo caso presente anche a livello “fisico”.
L’urgenza del messaggio di Silvano Tessarollo (Bassano del Grappa, 1956) si coglie nell’uso di materiali naturali e industriali, nei quali possiamo riconoscere il nostro destino, un destino a cui concedere (forse) una possibilità… L’eterna tensione tra uomo e natura si connatura in due volti deformati: il primo è espressione della sua stessa decadenza, il secondo è privo di un occhio e chiede udienza alla nostra coscienza.

Dettagli

Inizio:
sabato 21 giugno 2014
Fine:
domenica 21 dicembre 2014
Categoria Evento:

Luogo

MAC – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI LISSONE
Viale Elisa Ancona, 6
Lissone, Monza 20851 Italia
+ Google Maps
Telefono:
039 2145174
Sito web:
www.museolissone.it