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Il più bello di tutti – Mostra collettiva

mercoledì 30 Ottobre 2019 - mercoledì 13 Novembre 2019

Il più bello di tutti - Mostra collettiva

sede: Centro Culturale Zerouno (Barletta).
cura: Anna Soricaro.

Un film nato da un’antica leggenda popolare cinese che vede la protagonista Mulan fingersi uomo e combattere al posto dell’anziano ispira un nuovo evento d‘arte contemporanea.
Un film in cui la figura femminile perde la consueta immagine romantica per lasciar spazio ad un carattere moderno, meno legato agli stereotipi.

La scelta di connettere la citazione di questo film ad un evento d’arte contemporanea è dettata dalla diversità che questo film detiene perché si accomuna alla volontà di prediligere in esposizione opere non convenzionali, dalla tecnica e dalla resa inconsueta, originali nei tratti, tagli, impostazioni.
Il titolo è un estratto dalla citazione prescelta poiché non è facile né possibile individuare l’opera d’arte più rara di tutte però è comune che l’opera d’arte nata durante periodi intensi detenga segni, ricordi, gesti e sensazioni rare ed è, per questo, che è ‘la più bella di tutte’.

Sono state prescelte opere figurative inconsuete di quattro grandi artisti Luciano Curtarello, Silvia Delledonne, Giuseppe Persia, Giampaolo Spedicato, in questo che è un evento raro, ‘il più bello di tutti’per la diversità e l’unicità di resa.

Giampaolo Spedicato dipinge da sempre ed è proprio quell’abilità innata che si percepisce nei dipinti.
La pittura è bisogno ed esigenza così come il fascino che nutre nei confronti dell’esotismo e della cultura indiana.
Partendo da immagini che sceglie per esigenze individuali, foto reperite ovunque, si assiste ad una elaborazione straordinaria creando una particolare velatura.
Ed è proprio questo ricercare foto da cui ricavare arte che mostra l’essenza di una pittura che diviene contemplazione in lui.
Una pittura intensa sul piano espressivo che incanta per la cura dei dettagli, una ricerca che pare il ricamo di una anziana mano esperta.
Colori forti ed intensi lasciano spazio a notevoli suggestioni, un’arte che fa lavorare la mente e scatena l’immaginazione poichè ogni opera è un racconto.
Silvia Delledonne sia lascia guidare artisticamente da emozioni nate spontaneamente.
Cominciando a dipingere per un bisogno innato e frequentando la scuola del disegno per puro gioco è così che si è insinuata la passione, divenendo oggi una cosa necessariamente da fare.
Opere astratte e figurative insieme ed è in questo che risiede la grandezza di un’arte che affina la figurazione a poche isolate rappresentazioni installate in spazi soavi, quasi incantati, onirici.
I colori scelti in base allo stato d’animo evidenziano la profondità di ogni dipinto esito e segno di ostacoli superati.
Un fondo bianco che è esplicitazione di una realtà interiore in cui spazi vuoti e ricolmi di silenzio evocano sogni, ricordi, emozioni e sensazioni.
Si sprigiona così una pittura silenziosa e quasi rarefatta in cui l’oro e dettagli come le panchine offrono un segno di accoglienza e profondità.
Giuseppe Persia è un artista che eleva la fotografia ad una pregevole forma d’arte individuando concettualità sempre diverse e mai prettamente esplicite.
In questo evento l’artista gioca con l’osservatore nel fotografare ad arte qualcosa che prima non era mai stato colto così da vicino.
Forse Arcimboldo, nella pittura, aveva ideato qualcosa di simile, ma non in b/n e non in tal modo.
In esposizione si troveranno risultanze di foto ravvicinate dall’apparente ideazione concettuale che raffigurano corpi o parti essi.
Ed è così che si crea interazione con l’osservatore: la risposta di cosa è realmente fotografato avverrà solo nelle sale, a chi saprà confrontarsi con lo scatto dal vivo.
Persia ha la maturità artistica di poter giocare con il pubblico, incantarlo e stimolarlo tra ambivalenze, supposizioni e giochi di luci.
Luciano Curtarello ferma luci ed ombre nei volti delle donne, offrendo spaccati di grande schiettezza ed introducendo l’osservatore in quegli sguardi in cui ci si sente intrappolati, cogliendo la schiettezza dei volti e l’intimità degli occhi.
Ebbene sì, Curtarello riesce a giungere all’anima delle protagoniste cogliendone l’intimità.
Parte dalla realtà per creare dei chiaro-scuri di impatto che, resi con tonalità sempre differenti, riescono a identificare attimi particolari.
Un’arte altamente contemporanea perché tutta questa grandezza è l’esito di una produzione digitale, un programma consente all’artisti di dipingere al pc, non fotografie rielaborate, ma una creazione digitale che dopo la stampa viene manualmente ritoccata, tratteggiata e resa unica.
Una resa digitale grandiosa perché ogni opera d’arte gode di intromissioni e manomissioni dell’artista sempre diverse, interpretazioni singolari che rendono la soluzione finale irripetibile.
Si assiste spesso oggi a rese iperrealiste e tutti sono grandiose nel saper rendere i diversi aspetti della contemporaneità: Curtarello palesa la natura digitale delle sue opere evidenziando come l’arte contemporanea possa essere definita tale anche perché si avvale di idea ed innovazione che in lui divengono grandiosità e verità.

“Il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e bello di tutti”.
(Mulan, Kids, USA, 1998)

Espongono: Luciano Curtarello, Silvia Delledonne, Giuseppe Persia, Giampaolo Spedicato
Inaugurazione: mercoledì 30 ottobre ore 18:00

Dettagli

Inizio:
mercoledì 30 Ottobre 2019
Fine:
mercoledì 13 Novembre 2019
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

CENTRO CULTURALE ZEROUNO
via Indipendenza, 27
Barletta, Barletta-Andria-Trani 76121 Italia
+ Google Maps
Telefono:
329 4229027
Sito web:
www.zero-uno.org
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