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It might include or avoid feelings – Mostra collettiva

martedì 12 Novembre 2019 - martedì 14 Gennaio 2020

It might include or avoid feelings - Mostra collettiva

sede: Hyphen Projects (Milano).
cura: Attilia Fattori Franchini.

Ci sono coloro, come Gio Ponti o Nanda Vigo, che non distinguono tra architettura e design e spaziano con fluidità tra registri differenti.
C’é chi, come Carlo Scarpa, concepisce e utilizza il tempo come materia malleabile.
Ci sono poi i progetti sovversivi di Alessandro Mendini e Gae Aulenti e i divani performativi di Cini Boeri, che sfidano il corpo e la sua presenza in pubblico.

Quando Ettore Sottsass iniziò a progettare macchinari, si rese conto che gli oggetti di uso quotidiano, appoggiati uno accanto all’altro o vicino alle persone, possono influenzare non solo le condizioni fisiche del fruitore, ma anche le emozioni.
Sono in grado di toccare i nervi, il sangue, i muscoli, gli occhi e l’umore di chi li usa.
Il design, soggetto alle leggi della domanda e dell’offerta, è spesso uno specchio non solo della rivoluzione estetica, ma anche dell’evoluzione sociale.
Un progetto carico di ideologia politica.
Immaginazione, classe e socialismo in libera espressione.
E poi, ci fu il Postmodernismo a cooptare l’attivismo e ad abbracciare il capitalismo.
Vogliamo appropriarci di questa eredità come fosse parte di un DNA nascosto, un impulso subconscio che ci è apparso una volta in sogno e non siamo ancora stati pronti a esplorare.

Gli artisti presenti nella mostra impiegano architettura e design, prodotti, elementi decorativi, oggetti domestici e funzionali come riferimenti nel loro lavoro: nodi immaginari che aprono a narrazioni più ampie e a riflessioni sulla contemporaneità.
Portando le caratteristiche spaziali e fisiche a un punto di astrazione e, al contempo, riflettendo su figure storiche e approcci alla funzionalità; emergono tematiche come il consumismo, il desiderio, la classe e il potere.
Il capitalismo è messo in discussione attraverso la citazione di oggetti e ambienti, ricercato e deriso per mezzo della rappresentazione dei meccanismi del desiderio.
Prendendo Milano e la sua storia di sperimentazione creativa radicata nell’industria come punti di osservazione, gli artisti mirano a riconfigurare il presente per mezzo di citazioni dirette e dialogo con il passato.

Espongono: Alessandro Agudio, Alessandro Carano, Anna Franceschini, Dario Guccio, Lorenza Longhi, Daniele Milvio, Ilaria Orsini
Inaugurazione: 12 novembre 2019, 18:30 – 21:00

Dettagli

Inizio:
martedì 12 Novembre 2019
Fine:
martedì 14 Gennaio 2020
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

HYPHEN PROJECTS
Via Olona 25
Milano, 20123 Italia
+ Google Maps
Sito web:
hyphenprojects.com