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Kossuth 1981 – 2009

30 Maggio 2015 - 31 Ottobre 2015

Nelle cinque sale del nuovo spazio ricavato al piano terreno del Palazzo Vescovile, l’antologica “Kossuth 1981 – 2009” presenta 78 opere, tra sculture, quadri e disegni, quale fluida narrazione dei momenti significativi del lungo percorso artistico di Kossuth, artista poliedrico che ha iniziato in età matura a dedicarsi all’arte figurativa, dopo un’importante carriera musicale.
Per 29 anni Kossuth ha lavorato intensamente dal primo all’ultimo giorno con la stessa passione, lo stesso impegno e piacere.
La mostra presenta le meraviglie di un grande artista, sofisticato e attento: i temi indagati e i diversi materiali usati si mescolano in un percorso senza cronologia, nel rispetto di quell’esigenza di approfondimento ed espressione che ha dominato ogni sua opera.
Per Kossuth non esistevano barriere o differenze: i soggetti, la scultura, la pittura e la musica erano “Arte”, ogni aspetto diveniva mezzo per realizzare il proprio mondo.
Ha vissuto tutta la vita con grande e profondo amore per ogni aspetto e persona a cui si sia interessato.
È proprio per questo che nelle sue opere domina l’essenza della figura umana, ossessione vitale e fonte ispiratrice di infinite possibilità espressive.
Il percorso nello Spazio di Città della Pieve si apre con l’affascinante visione della scultura in bronzo di Roberto Bolle, etoile internazionale, collocata nel cortile del Palazzo Vescovile.
Nelle sale attigue si snodano tutti i temi affrontati da Kossuth: i miti, il balletto, il ritratto, la religione, la famiglia.
Nella prima sala i ritratti in bronzo e terracotta di grandi artisti quali Ottavio Mazzonis, Alessandra Ferri e Mario Soldati dialogano con il paesaggio su tela di Città della Pieve, con i tratti leggeri del “Nudo” a matita e con gli intensi bronzi della la coppia mitica “Dafne e Apollo”, della ballerina “Camilla” e di “Pomona”.
Nella seconda sala i nudi, di forte impatto emozionale, diventano puro omaggio alla vita, in un pudore raccolto e armonico: “Eterno Femmineo”, “Wendy”, la “Nascita d’Adone”, la “Nascita di Mercurio” e “Innamorata” sono scolpiti con una plasticità perfetta.
Il corpo, sia maschile sia femminile, è indagato dall’artista nella sua fisicità e spiritualità, per quel che di inafferrabile e misterioso esso conserva: “Il corpo umano è incomprensibile – diceva lo stesso Kossuth – sono ancora lontano dal padroneggiarlo.
Lo guardo e mi chiedo: come nasce questa forma?
E più tento di approfondire e più mi sfugge.
Io ricerco nella figura umana, tra statica e anatomia, l’opera di Dio”.
La terza sala si illumina con due opere in resina bianca, fonte di profonda ricerca formale: in “Capriccio” protagonista è la musica, prima passione di Kossuth; con “Nascita d’Adamo” il virtuosismo dei corpi lascia il posto all’astrazione.
La tematica musicale prosegue sulle pareti con le tele “Capriccio” e “Paganini”.
L’etoile internazionale Massimo Murru è il protagonista della quarta sala: Alexander Kossuth non ha canoni e non li ricerca, si lascia ispirare dall’idea che il modello suggerisce e di cui coglie l’anatomia delle masse muscolari e la grazia che le muove.
È l’anima che parla attraverso il corpo, da qui la scelta frequente di modelli nel campo della danza, ballerine e danzatori in un susseguirsi di movimenti del corpo ritmati e modellati su un testo musicale, come le altre due sculture in questa sala, “Alessia” e “Ballerina con tutù”.
La quinta sala è dominata dal grande bronzo “Giada con turbante”: a stupire ogni volta è lo straordinario uso della materia.
Kossuth, che ha abbandonato il linguaggio della musica per concentrare la propria creatività in ambito plastico, è un esempio chiaro di contemporaneità che sfugge alle mode.
La figura non è mai ritratta e mai immobile nei suoi lavori, ma muove verso tensioni muscolari ed emotive.
Leggerezza ed equilibrio, raffinatezza ed eleganza si fondono perfettamente con l’impiego del bronzo e delle resine.
Le opere di Kossuth sono l’anima del nuovo spazio culturale della città umbra: la programmazione delle future mostre annuali avranno come tema i soggetti del suo lavoro.
Ogni anno la scelta sarà fatta in collaborazione con insegnanti e studenti di un istituto scolastico di Città della Pieve.
Il tema scelto – i miti, i ritratti, le opere religiose, il disegno, le fusioni a cera persa, etc.
– verrà approfondito con ricerche ed elaborati, attraverso lo studio di opere di Kossuth e di altri artisti contemporanei, con le quali sarà realizzata la mostra annuale.
Obiettivo di questo Spazio e dell’associazione Ankamò è promuovere l’arte e avvicinare ad essa i giovani e tutti coloro che ne hanno interesse.
Linea guida del progetto è il pensiero “Se guardi, conosci.
Se studi, ricordi.
Se fai, capisci”.
Fare, rendere visibile, udibile e tangibile agli altri la propria visione affinché sia condivisa è la necessità dell’Artista.
Alcuni artisti riescono a farlo attraverso le loro opere, altri devono utilizzare parole per spiegarsi, a volte devono far intervenire parole d’altri perché le loro non bastano.

Wolfgang Alexander Kossutora nasce a Pfronten, in Germania, nel 1947.
Respira da subito l’arte in famiglia, dal padre scultore e nonno pittore.
Dopo gli studi, nel 1968 si trasferisce a Napoli dove frequenta il Conservatorio e si diploma in violino.
Vince il concorso internazionale come terzo primo violino al Teatro alla Scala di Milano.
Dal 1970 al 1972 suona in orchestra e contemporaneamente studia composizione e direzione d’orchestra.
Nel 1975 debutta con l’orchestra del Teatro alla Scala in qualità di direttore.
Nel 1979 la radicale svolta artistica di Kossuth: abbandona l’avviata carriera musicale per dedicarsi completamente alla scultura.
Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera e frequenta il corso di scultura del professor Enrico Manfrini, quanto basta per esaurire in tre mesi la conoscenza di tutto quello che gli interessa.
Si getta con tutte le sue energie nel modellare e da quel momento la scultura diventa la sua vita.
Nella sua professione Kossutora non perde un minuto: oltre a modellare, studia insieme al patinatore della fonderia da cui si serve in Italia una patina personale e molto elaborata che viene realizzata con l’argento, controlla personalmente e rifinisce egli stesso il cesello e la patina di ogni scultura.
Tutto, infatti, deve essere eseguito con grande precisione e accuratezza in modo che il modellato, l’anatomia, la raffinatezza dei particolari vengano in tutte le opere di grandi o piccole dimensioni esaltati al massimo.
Illustri personaggi della musica, della letteratura, della danza hanno posato per lui, grandi ammiratori della sua arte, tra i quali: Alberto Erede, Leonard Bernstein, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Luciana Savignano, Milva, Valeria Moriconi, Mario Soldati, Sergiu Celibidache, Sandor Vegh, Sierk Schroder, Ottavio Mazzonis, Andrea Jonasson- Strehler, Liliana Cosi, Alessandra Ferri, Massimo Murru, Roberto Bolle.

Dettagli

Inizio:
30 Maggio 2015
Fine:
31 Ottobre 2015
Categoria Evento:

Luogo

SPAZIO KOSSUTH – RIMESSE DEL PALAZZO VESCOVILE
via Vannucci, 12
Città della Pieve, Perugia 06062 Italia
+ Google Maps
Sito web:
www.kossuth.org

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Ufficio Stampa
Sistema Museo