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La Biennale di Venezia a Ceglie Messapica: Riccardo Guarneri

lunedì 2 luglio 2018 - domenica 30 settembre 2018

La Biennale di Venezia a Ceglie Messapica: Riccardo Guarneri

sede: MAAC – Museo Archeologico e di Arte Contemporanea (Ceglie Messapica).
cura: Christine Macel.

Il MAAC – Museo Archeologico e di Arte Contemporanea di Ceglie Messapica in provincia di Brindisi, avvia un evento espositivo di lungo respiro, che si prolungherà sino al prossimo inverno, con appuntamenti monografici dedicati ad artisti contemporanei che hanno esposto le loro opere in occasione di una tra le più antiche e importanti rassegne internazionali d’arte contemporanea al mondo: la Biennale di Venezia.
Il primo appuntamento nella Galleria espositiva del MAAC è con la Personale di Riccardo Guarneri, ottantaquattrenne artista fiorentino, ospite alla cinquantasettesima Biennale di Venezia, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel.
Riccardo Guarneri si è imposto sia come una figura artistica indipendente, sia come precursore delle tendenze pittoriche astratte degli anni 70′.
Dall’inizio della sua carriera negli anni 60′, ha sperimento senza sosta l’armonia tra segno, colore e luce, inventando un originale linguaggio lirico, infatti oltre ad essere un pittore, Guarneri è altresì musicista.
L’intero repertorio dell’artista, che comprende strutture geometriche ma anche segni colorati più caldi ed organici, può essere inteso come un’ode all’ascolto, l’ultimo passo per permettere alla melodia intrinseca ai dipinti di penetrarci profondamente.
La selezione di opere esposte sottolinea l’integrità artistica di un pittore dedicato a ricercare variazioni estetiche intorno ad un tema centrale.
L’artista ha centrato la sua ricerca intorno all’estetica del segno e della luce, liberandosi da preoccupazioni figurative o narrative senza però cedere al dogma concettuale caro al minimalismo.
Quadrati e linee perdono plasticità a favore di vibrazioni cromatiche: la contemplazione prolungata dei dipinti rivela infatti un’asimmetria nelle figure geometriche.
Calligrafie a matita, prive di significato semantico, ma visualmente sostanziali, accentuano il gioco di sfumature e di trasparenze luminose.
Alcuni critici hanno sottolineato un’assonanza tra l’opera di Guarneri e le semplificazioni cromatiche dei pittori Color Field, bensì il paragone con Agnes Martin sembra più adatto all’approccio Zen e lirico di Riccardo Guarneri.
Le linee di Guarneri trasmettono l’illusione di essere definitive, i colori pastello esprimono dolcezza e, dissolvendosi l’uno nel altro, rinforzano il sentimento di confini irresoluti.
Le sfumature raffinate e le tonalità impalpabili dei suoi dipinti rendono la riproduzione fotografia problematica sia oggi che sessant’anni fa, in disarmonia con la subordinazione all’iconografia digitale e con l’istantaneità che distingue l’arte contemporanea.
L’omogeneità della carriera artistica di Guarneri è un omaggio alla longevità della pittura e alla sua capacita ad essere continuamente reinventata.
Le opere di Guarneri rimangono presenze cariche di mistero. Cercano la complicità dello spettatore: lo invitano a uno sguardo prolungato per stabilire una forma di intimità, e quindi scoprirne profili, segni, accordi tonali non immediatamente intuibili. Opere del genere esprimono un ideale di quiete e di serena concentrazione. Al contempo però emanano un senso di energia: nella dialettica tra segni e forme, nella tensione tra la nettezza di un profilo e l’evanescenza della macchia. Quella di Guarneri, insomma, è una pittura dal carattere anche evocativo. Per dirla con le parole dello stesso artista “una pittura che può essere leggerissima e insieme forte”.

La presenza temporanea della Biennale di Venezia al MAAC di Ceglie Messapica sarà rafforzata dall’esposizione parallela e contemporanea di due opere originali di Giorgio de Chirico, entrambe facenti parte della Collezione Arrigoni, anch’essa ospitata alla Biennale Arte di Venezia 2017, presso il Padiglione Armenia.
Una scelta insolita quella di ospitare una collezione di grandi maestri del Ventesimo secolo alla Biennale, che consacra gli artisti contemporanei e soltanto di rado dedica spazio a quelli del passato.
La Collezione Arrigoni è pregevole e contiene esemplari notevoli tra i quali le due opere in esposizione al MAAC: “Piazza d’Italia con Arianna”, Olio su tela, 1916 e “Aringhe”, Olio su cartone telato, inizio anni Quaranta, opera tornata in Biennale dopo 75 anni. L’opera era già stata esposta nel 1942 alla 22 a edizione della Biennale di Venezia, e recentemente, sottoposta all’autorevole parere di Paolo Picozza, Presidente della Fondazione Isa e Giorgio de Chirico, ne ha suscitato il caloroso apprezzamento. Aringhe è un lavoro molto apprezzato dagli intenditori di Giorgio de Chirico, nonostante il soggetto non appartenga alla vocazione strettamente metafisica e nonostante non sia stata eseguita negli anni Dieci, quelli “sublimi” per de Chirico.

“Ho lasciato emergere la luce del bianco. Ho voluto che diventasse tutto leggerissimo, trasparente, poco decifrabile. Affascinato dalle chine dei maestri Zen, ho lavorato sui quadri bianchi e, con matite o l’acquarello, che trasfiguravano nella leggerezza e nella sfumatura il loro stesso colore, ho conferito la luminosità che volevo, divenuta poi caratteristica delle mie opere. La luce viene dalle trasparenze, da dentro al quadro, e si proietta nell’esteriorità.” (Riccardo Guarneri)

Riccardo Guarneri – Cenni Biografici
Nato nel 1933 a Firenze, dove vive e lavora. Inizia a dipingere nel 1953, alternando la pittura all’attività musicale. Dopo una breve stagione informale, dal 1962 intraprende una ricerca fondata sul segno e sulla luce che diventano suoi principali oggetti di studio all’interno di un impianto geometrico minimale. Esordisce all’Aja nel 1960 con la prima mostra personale. Sei anni dopo partecipa alla Biennale di Venezia (con Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi) e alla mostra Weiss auf Weiss alla Kunstalle di Berna. Nel 1967 è invitato alla Biennale di Parigi nella sezione “Nuove Proposte”. Nel 1972 tiene la prima antologica al Westfalischer Kunstverein di Münster. Partecipa alle Quadriennali di Roma del 1973 e del 1986. Nel 1981 al Palazzo delle Esposizioni di Roma espone a Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980, mostra che nel 1997 viene riproposta alla Kunsthalle di Colonia Abstrakte Kunst Italiens ’60 / ’90. Nel 2007 partecipa a Pittura Analitica, anni ’70 al Palazzo della Permanente di Milano. Nel 2008 è tra gli artisti della mostra Pittura Aniconica presso la Casa del Mantegna di Mantova. Tre anni dopo prende parte a Percorsi riscoperti dell’arte italiana – VAF-Stiftung 1947- 2010 al Mart di Trento e Rovereto. Nel 2015 è tra gli artisti di Un’idea di pittura. Astrazione analitica in Italia, 1972- 1976 presso la Galleria d’Arte Moderna di Udine e nel 2016 partecipa ad altre due importanti mostre collettive: Pittura Analitica. Anni ’70, presso la galleria Mazzoleni Art di Londra, e Gli anni della pittura analitica. I protagonisti, le opere, la ricerca al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Nel 2000 realizza il progetto per il mosaico di 24 mq della stazione Lucio Sestio della metropolitana di Roma e nel 2004, presso la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, si tiene l’importante mostra antologica Contrappunto luce. Con l’occasione viene edito un catalogo con saggi critici di Giovanna Uzzani e Maria Grazia Messina, dichiarazioni dell’artista e un’antologia di scritti critici, a tutt’oggi testo di riferimento per l’opera di Guarneri. Ha insegnato pittura nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Bari, Venezia e Firenze ed è inoltre Accademico Emerito per l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Nel 2017 Guarneri è invitato alla 57. Biennale Internazionale d’Arte di Venezia Viva Arte Viva, a cura di Christine Macel.

Ufficio Stampa: Maria Grazia Vernuccio
Inaugurazione: lunedì 2 luglio 2018 ore 19:00

Luogo

MAAC – MUSEO ARCHEOLOGICO E DI ARTE CONTEMPORANEA
Via Enrico de Nicola
Ceglie Messapica, BR 72013 Italia
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Telefono:
0831 376123