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La Collezione Strada. Un’anteprima

venerdƬ 8 Luglio 2022 - venerdƬ 30 Settembre 2022
La Collezione Strada. Un'anteprima

sede: Museo Archeologico Nazionale della Lomellina (Vigevano, Pavia).
cura: Emanuela Daffra, Rosanina Invernizzi, Elisa Grassi, Stefania Bossi, Angelo Rossi.

Nel Museo Archeologico Nazionale della Lomellina a Vigevano sarĆ  esposta una selezione di quarantacinque oggetti archeologici appartenenti alla collezione Strada. Formata da Antonio Strada (1904-1968) a partire da un nucleo di reperti rinvenuti nei terreni di famiglia giĆ  nel XIX secolo e arricchita anche con successivi acquisti da altre collezioni, raccoglie 269 pezzi appartenenti ad un arco cronologico che si estende per oltre diciotto secoli, dalla preistoria all’etĆ  longobarda, con particolare concentrazione di oggetti databili tra l’etĆ  della romanizzazione (II-I secolo a.C.) e la prima epoca imperiale romana (I-II secolo d.C.).

Il nucleo più prezioso ĆØ costituito dagli oggetti in vetro di etĆ  romana tra i quali spicca la splendida coppa firmata da Aristeas, databile al secondo quarto del I secolo d. C., un vero e proprio unicum per la qualitĆ  e l’eccezionale stato di conservazione.

Si tratta di un’anteprima, preludio all’esposizione dell’intera collezione che avverrĆ  entro l’anno. Anteprima doverosa perchĆ© conclude, garantendo la fruizione pubblica, una azione di tutela da parte del Ministero della Cultura che ha inizio nel 1999, quando la collezione fu dichiarata di eccezionale interesse culturale. Conservata nel castello di famiglia a Scaldasole, la collezione Strada era nota agli studiosi giĆ  a partire dagli anni ’60 del Novecento, soprattutto per la ricchezza e la qualitĆ  del vasellame in vetro. Tuttavia l’importanza dell’insieme, la ricchezza in relazione al contesto lomellino, la qualitĆ  e l’eccezionalitĆ  di alcuni oggetti consigliavano l’acquisizione a favore di un museo pubblico, per garantirne una più ampia fruibilitĆ , favorirne lo studio e diffonderne la conoscenza.

Il Ministero della Cultura ha perciò deciso di avviare la procedura di esproprio per pubblica utilità con assegnazione al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina. Il museo avrebbe così ampliato le proprie collezioni con un nucleo importante, significativo anche per la storia del collezionismo locale, mentre la raccolta, dialogando con il patrimonio del museo, avrebbe trovato un più articolato contesto storico. Il lungo iter di acquisizione si è concluso di recente ed è importante offrire al pubblico la possibilità di ammirare un nucleo di oggetti particolarmente significativi, in attesa che, dopo i necessari interventi di restauro, si giunga ad una mostra complessiva prima e a un allestimento permanente poi.

Caratteri della collezione
Pur comprendendo oggetti riferiti ad un vasto arco cronologico, la Collezione Strada si caratterizza soprattutto per la ricchezza e la particolaritĆ  degli oggetti in vetro di etĆ  romana, che ne costituiscono indubbiamente il punto di forza. Quasi tutti i reperti provengono della Lomellina, territorio noto a livello archeologico proprio per l’abbondanza, la varietĆ  e la raffinatezza della produzione vetraria.
I manufatti, rinvenuti in gran parte durante lavori agricoli tra l’Ottocento e i primi anni del Novecento provengono per la maggior parte da corredi funerari, come prova l’integritĆ  di molti di essi. I materiali comprendono diverse tipologie, dalla ceramica di uso comune a quella più raffinata, dai vetri alla coroplastica, dagli oggetti d’ornamento agli utensili in metallo. Nel tempo, Antonio Strada arricchƬ la raccolta di reperti ereditati con l’acquisizione di altre collezioni private: tra queste le più consistenti sono la Steffanini, composta di oggetti rinvenuti a Mortara e nei dintorni, e la collezione Volpi-Nigra di Lomello, costituita principalmente da reperti della necropoli delle Brelle. Non mancano pezzi di provenienza extra territoriale (Magna Grecia ed Etruria), probabili acquisti di viaggio o frutto di doni e scambi, e oggetti falsi o di dubbia antichitĆ , come spesso si riscontra nelle collezioni.

Il percorso espositivo
Il nucleo di oggetti presentato in questa anteprima ĆØ esposto in due vetrine, collocate nella sala II del museo, dedicata all’etĆ  romana, situata nella cosiddetta terza scuderia del castello visconteo -sforzesco di Vigevano.
Nella prima vetrina sono esposti reperti databili tra la tarda etĆ  del Bronzo (XIII secolo a.C.) e l’epoca longobarda (VII secolo d.C.). In alcuni casi si tratta di testimonianze rare nel territorio ma per lo più sono manufatti che trovano ampio riscontro negli oggetti esposti in museo, sia nelle tipologie che negli ambiti culturali. Fra le testimonianze di etĆ  romana predomina per quantitĆ  la ceramica, con il vasellame di uso comune e prodotti più raffinati di importazione
Purtroppo, come spesso accade nelle collezioni, la perdita dei contesti originari rende talora difficile precisare le datazioni.

Il gioiello della raccolta
La seconda vetrina raccoglie una selezione di manufatti in vetro: l’oggetto più noto ĆØ l’eccezionale coppa biansata in vetro soffiato in stampo, decorata a rilievo, che reca la firma di Aristeas, databile al secondo quarto del I secolo d. C. La coppa, in vetro verde chiaro, con decorazioni a girali d’acanto e tralci di vite, fu rinvenuta ad Albonese alla fine dell’Ottocento ed entrò a far parte della collezione Steffanini, successivamente acquisita da Antonio Strada. L’eccezionalitĆ  di questo reperto non risiede però soltanto nell’alta qualitĆ  esecutiva e nella raffinatezza della decorazione, ma si deve soprattutto al fatto che si tratta dell’unico esemplare firmato da Aristeas giunto a noi integro. Di questo artigiano del vetro sono conosciuti infatti solo altri cinque manufatti, tutti pervenutici in condizioni frammentarie. La coppa, insieme ad altri esemplari firmati dal più noto Ennione, ĆØ stata esposta recentemente in due prestigiose occasioni al Metropolitan Museum di New York e al Corning Museum of Glass, acquistando fama internazionale tra gli studiosi.
La coppa apparteneva ad una produzione di vasellame pregiato e destinato alle Ć©lites, opera di artigiani probabilmente mediorientali, di cui sono stati ritrovati alcuni esemplari in territorio pavese e piemontese: la loro presenza testimonia l’esistenza di vivaci scambi commerciali nell’area nel corso della prima etĆ  imperiale.
Altre raritĆ , sempre tra gli oggetti in vetro, sono la pisside in vetro blu e un’anforetta porpora con decorazione piumata in bianco, mentre altri manufatti trovano riscontro nella ricca documentazione vitrea del territorio lomellino.

Immagine in evidenza
Coppa biansata in vetro verde chiaro soffiato in stampo, decorata a baccellature e girali vegetali. Al centro entro la tabula ansata la firma dell’autore in greco: Aristeas fece. Da Albonese. Secondo quarto del I secolo d.C.

Dettagli

Luogo

  • MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA LOMELLINA
  • Piazza Ducale, 20
    Vigevano, Pavia 27029 Italia
    + Google Maps
  • Numero di telefono 0381 72940