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La Villa Romana di Positano è pronta a mostrare i suoi tesori

mercoledì 1 agosto 2018

La Villa Romana di Positano è pronta mostrare i suoi tesori

sede: Villa Romana di Positano (Positano).

La Villa Romana di Positano, uno dei più suggestivi spazi archeologici ipogei di età romana rinvenuti negli ultimi anni in Italia meridionale apre, per la prima volta al grande pubblico, Mercoledi’ 1 Agosto dalle ore 9:00 alle 21:00.
Dopo due importanti campagne di scavo (2003 / 2006; 2015 / 2016) il sito, di cui si conoscono le origini sin dal 1758, è pronto a mostrare i suoi tesori.

La villa romana di Positano
Alla fine del I sec. a. C. anche il vallone che oggi ospita Positano, con la sua spiaggia, con le acclivi pareti calcaree e il microclima particolarmente salubre, diventa sede di una sfarzosa villa d’ozio. L’elite romana già da tempo aveva scelto le coste del Golfo di Napoli e della Penisola Sorrentina per edificarvi lussuose residenze ove trascorrere il tempo libero tra giardini e ricchi ambienti affrescati con spettacolari vedute sul paesaggio costiero. L’esistenza della villa era nota già da tempo. Karl Weber, addetto agli scavi borbonici, descrive nel 1758 strutture con affreschi e mosaici al di sotto della Chiesa madre e del campanile. Lo studioso Matteo della Corte pensò di aver individuato la villa di Posides Claudi Caesaris, potente liberto dell’imperatore Claudio, da cui deriverebbe lo stesso nome di Positano. Intorno alla metà del I sec. d. C. , la villa era in corso di restauro per i danni prodotti dal sisma del 62 e per un probabile passaggio di proprietà intervenuto nel frattempo. Il terremoto divenne occasione per riproporre una nuova e ricca veste agli ambienti di rappresentanza, come testimonia una delle sale da pranzo della villa, il lussuoso triclinium venuto alla luce nella cripta. Sulle pareti, ricoperte con motivi del quarto stile pompeiano, sono visibili architetture a più piani. Nella parte superiore la scenografia architettonica è parzialmente celata da una tenda con mostri marini, delfini guizzanti e amorini in stucco. Di grande effetto è lo scorcio di un palazzo con porta socchiusa e loggiato con elegante balcone. La zona mediana è decorata da pannelli a sfondo monocromo ornati da eleganti ghirlande. Una serie di medaglioni conteneva ritratti e scene mitologiche, come la raffigurazione del centauro Chirone che impartisce lezioni di musica al giovane Achille; quadretti con nature morte e un paesaggio marino, con una baia attorniata da edifici porticati e da scogli, arricchivano l’insieme. Un paesaggio non dissimile si doveva godeva da questa sala triclinare aperta sulla baia di Positano. La lussuosa residenza fu danneggiata in modo irreversibile dall’eruzione vesuviana che distrusse Pompei. La colonna eruttiva si innalzò nell’atmosfera per oltre venti chilometri, superando l’alta dorsale dei monti Lattari e ricadendo verso sud. Le forti piogge, che sempre si associano alle eruzioni, attivarono valanghe di fango che si ingrossarono verso il fondovalle e si consolidarono rapidamente. I tetti spioventi favorirono lo scivolamento delle pomici verso l’esterno, solo piccoli quantitativi entrarono da porte e finestre. Poco dopo valanghe di fango raggiunsero la villa con una velocità rilevante, riempiendone gli ambienti e facendo crollare, sotto l’enorme spinta, tetti e solai. Le colonne in stucco del portico furono abbattute e trascinate all’interno del triclinio, mentre contro la parete nord si accumulava il materiale ligneo del soffitto, dei tramezzi e delle stesse impalcature dei restauri in corso. Questo accumulo ha protetto i resti di un armadio che conservava il vasellame bronzeo. La parte mediana della parete est subì uno spostamento di circa quaranta centimetri verso valle, testimoniato da un’ampia frattura, la prova più spettacolare della violenza dell’evento.
Maria Antonietta Iannelli
Funzionario Archeologo a. r. – Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino

Restauro e musealizzazione del sito
Nel corso degli ultimi dieci anni, due successive campagne di lavori (2003 / 2006; 2015 / 2016) hanno messo in luce una porzione di inestimabile interesse archeologico della villa romana di Positano. La presentazione dei rinvenimenti archeologici avviene con la contestuale musealizzazione dei prestigiosi ambienti di pertinenza della soprastante Chiesa Madre. La rilevanza dei ritrovamenti, la suggestiva collocazione al di sotto del piano di calpestio dell’ambiente ipogeo medievale della chiesa madre, ad una profondità di circa 11m, è testimonianza eclatante delle stratificate radici storico artistiche della città costiera. Architetture, pitture murali e suppellettili domestiche, attestano l’importanza culturale del contesto antico. A conclusione dei meticolosi lavori di scavo, degli interventi di consolidamento delle strutture, delle accurate opere di restauro delle superfici affrescate e delle suppellettili (bronzo, ceramiche, ecc. ), sono stati realizzati percorsi aerei (passerelle e scale in vetro e acciaio corten), al fine di rendere accessibile e fruibile al pubblico dei visitatori l’ambiente ipogeo sotto al quale si trova “l’angolo di casa” più bello e antico di Positano. Il percorso di visita rende leggibili i risultati dell’impegnativo intervento di restauro, con la stratigrafia delle trasformazioni, che la storia degli eventi umani e naturali, ha lasciato sulle strutture messe in luce. La conservazione dei rinvenimenti è stata raggiunta con una sinergia di fattori dove un ruolo fondamentale è dato da un sistema di automazione della struttura museale per la gestione degli impianti e dei sistemi di controllo ambientali e strutturali. Oggi il sistema predisposto per il monitoraggio del microclima, oltre a registrare i parametri microclimatici, svolge il ruolo di attivazione e / o spegnimento delle macchine tese a garantire il mantenimento dei valori microclimatici dell’ipogeo favorevoli per la conservazione delle superfici affrescate. Tra i fattori che contribuiscono in maniera determinante al mantenimento del microclima ipogeo rammento l’importanza di una regolamentazione degli ingressi, con soglie massime di visitatori per visita mai superiore a 10. L’obiettivo è di raggiungere un equilibrio, con minime alterazione dei parametri e un ridotto intervento degli impianti. Il completamento dei lavori è avvenuto a seguito di un complesso di opere che hanno visto la convergenza e lo sforzo di professionalità plurime: un cantiere “dialettico” pertanto, con la partecipazione di Soprintendenze e Istituzioni di ricerca per la diagnostica e la conservazione, come l’Istituto Superiore Centrale per il Restauro di Roma (ISCR). Grazie a un laborioso processo di attività scientifiche e il recupero materiale di spazi e reperti si inaugura così una reale identità monumentale della città di Positano che si trasmette tanto alle generazioni della cittadina costiera quanto ai numerosi turisti che essa ospita.
Diego Guarino, Direttore dei Lavori

I dipinti delle superfici architettoniche della villa Romana del I sec. d.C.
L’affresco ritrovato a Positano rientra nel cosiddetto Quarto Stile, che si sviluppa intorno alla metà del I sec. d. C. , originato probabilmente dalle novità artistiche introdotte nella sfarzosa dimora dall’imperatore Nerone nel cuore di Roma. Questo nuovo stile dilaga presto in tutto l’impero romano e perdura almeno fino al 79 d. C. , anno dell’eruzione del Vesuvio che, distruggendo le città vesuviane, pone fine alla possibilità di classificare ulteriori evoluzioni stilistiche della pittura romana. Caratteristica del Quarto Stile è la tripartizione della parete in zoccolo (parte bassa), zona mediana e zona superiore. La zona mediana presenta un’alternanza di larghi pannelli e di scorci architettonici, nei quali emerge il gusto per le prospettive articolate. Nel pannello centrale si trova sempre un quadro mitologico, mentre in quelli laterali la decorazione può spaziare tra quadretti con paesaggi, figure volanti, amorini, medaglioni ritratto, etc. La zona superiore è decorata con edicole prospettiche, elementi floreali e fantastici. Altro filone compositivo del Quarto Stile, è quello delle scaenae frontes che imita le scenografie teatrali e di cui abbiamo testimonianza proprio nella zona superiore dell’affresco di Positano. La tecnica con cui veniva realizzata la pittura parietale è detta ad “affresco”, perché si dipingeva sull’intonaco ancora umido (fresco). Ciò faceva sì che i colori si amalgamassero con gli strati preparatori di calce e polvere di marmo formando uno strato compatto e capace di mantenere i colori lucidi e resistenti nel tempo. I decoratori iniziavano a lavorare dalla parte alta della parete e applicavano l’intonaco non sull’intera superficie, ma solo sulla zona che potevano finire nell’arco di una giornata. I quadri centrali e le vignette laterali venivano realizzati per ultimi. Si lasciava uno spazio libero nel quale i pittori più qualificati (pictores imaginarii) potevano eseguire i quadri – quasi sempre a carattere mitologico – grazie all’aiuto di cartoni. Le cornici, dal motivo ripetitivo, erano realizzate con l’uso di stampi. La maggior parte dei colori antichi era di origine minerale: i gialli, i rossi, i bruni, alcuni verdi, erano ottenuti per decantazione – e talvolta per calcinazione – di terre naturali. Altri erano di origine vegetale, come il rosa e il nero, ottenuto spesso dal nerofumo. Particolarmente costoso era il blu, conosciuto anche con il nome di blu egizio ottenuto prevalentemente dal riscaldamento di una miscela composta da silicato di rame, calcite e carbonato di sodio come fondente.
Luciana Jacobelli

Inaugurazione 18 Luglio 2018 alle ore 18
(Dal 19 al 31 luglio visite gratuite per residenti a Positano)
La villa aprirà al pubblico dal 1 agosto, sarà visitabile tutti i giorni dal lunedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle 21.00, ticket 15,00 euro.

Dettagli

Data:
mercoledì 1 agosto 2018
Categoria Evento:
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Luogo

VILLA ROMANA DI POSITANO
Positano, SA 84017 Italia + Google Maps
Sito web:
www.ambientesa.beniculturali.it