altri risultati...
Trova le Mostre e gli Eventi nella tua Città | Segnala il tuo Evento
- Questo evento è passato.
Le 5 generazioni – Sicilia oggi. Alle radici delle Neoavanguardie

sede: Museo delle Trame Mediterranee – Fondazione Orestiadi (Baglio di Stefano, Gibellina, Trapani).
Dopo l’opening del 19 ottobre all’Atelier sul Mare di Antonio Presti, la rassegna “Le 5 Generazioni – Sicilia Oggi” si sposta nel suo epicentro simbolico, al Museo delle Trame Mediterranee presso il Baglio di Stefano, Fondazione Orestiadi di Gibellina (Trapani).
La sezione “Alle radici delle Neoavanguardie”, curata da Toti Garraffa, Enzo Fiammetta e Calogero Barba, è una ricognizione storiografica dedicata a svelare sessant’anni di ricerca artistica che animò la Sicilia tra gli anni Sessanta e Settanta. Gibellina, emblema della resilienza post-Belìce e prossima “Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026”, funge da catalizzatore per questa azione intellettuale.
La mostra agisce come un cantiere di scavo in una faglia storica’, portando in superficie le esperienze che anticiparono le neoavanguardie italiane degli anni Settanta. Il focus ricade su Palermo, un periodo d’oro della creatività cittadina’ dove convergevano figure chiave come Umberto Eco, Edoardo Sanguineti e Alberto Arbasino, a fianco della nascente Scuola di Palermo’ (Michele Perriera, Roberto Di Marco, Gaetano Testa). Come descrive Guido Valdini nel suo testo critico: «Le persone convenute a Palermo [nel 1963] erano accomunate sia da una volontà di sperimentazione che da una esigenza di dialogo rissoso, senza pietà e senza infingimenti… Non ci si dichiarava perplessi: ci si diceva contro». Il fenomeno fu amplificato dall’essenziale sperimentazione musicale che produsse il Festival internazionale della Nuova Musica (grazie a figure come Agnello, Titone e Carapezza), un crocevia che fece da collante tra arte visiva, teatro e letteratura, con la presenza di compositori come John Cage e Karlheinz Stockhausen. Il pubblico avrà l’opportunità di ripercorrere le esperienze della Scuola di Palermo, del Festival internazionale della Nuova Musica, del Gruppo ’63, attraverso opere visive e plastiche di protagonisti come Gaetano Testa (figura chiave del Gruppo ’63), le avanguardistiche di Francesco Carbone (attraverso le sue iniziative come Presenza Sud, Nuova Presenza e il Museo Godranopoli), e quelle di esponenti del Novorganismo di Catania, della Scuola di Caltanissetta.
Un capitolo cruciale della mostra è dedicato alla figura poliedrica di Francesco Carbone (1923-1999), l’artista-operatore che ha saputo connettere la ricerca estetica più avanzata all’antropologia sociale. Carbone fu fondatore, nel 1968, del Centro di Ricerche Estetiche Nuova Presenza, un laboratorio sperimentale volto a «superare la visione localistica e isolata dell’arte», anticipando le istanze dell’Arte Povera e dell’Arte Concettuale. Negli anni Settanta, Carbone si fece pioniere dell’Arte Antropologica e della Land Art nel contesto rurale di Godrano. Il culmine della sua ricerca fu il Museo Interdisciplinare Godranopoli (1981-83), descritto come il primo museo interdisciplinare in Italia a unire etnoreperti, arte contemporanea e archeologia industriale, basandosi sulle teorie di comunicazione di Marshall McLuhan. Calogero Barba, curatore e studioso di Carbone, ne sottolinea la rilevanza metodologica: «Il suo approccio, oggi riconoscibile come anticipatore di alcune istanze dell’Arte Antropologica. Nonostante la sua rilevanza storica e metodologica, Carbone è rimasto, fino a oggi, ignorato nelle pubblicazioni recenti dedicate al settore». La mostra di Gibellina si fa carico di questo recupero storiografico, riposizionando la ricerca di Carbone come un pilastro della Land Art mediterranea.
Inaugurazione
Domenica 8 novembre 2025 alle 17:30
Informazioni
le5generazioni.it
Immagine in evidenza
Giacomo Baragli – Elmetto