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Leonardo Moretti. Precipitato

domenica 12 Maggio 2019 - lunedì 20 Maggio 2019

Leonardo Moretti. Precipitato

sede: InCuboAzione (Santa Maria a Colonica, Prato).
cura: Federica Gonnelli.

A 8 anni dalla sua nascita, InCuboAzione, lo studio di Federica Gonnelli, conferma la sua natura di spazio incubatore di progetti, rivelazioni, opere e responsi, aprendosi finalmente o sarebbe meglio dire incubando al suo interno, per 8 giorni il progetto inedito di un artista.
“/Sim·bï·ón·te/”, il titolo scelto per questa rassegna, deriva da simbiosi ed è usato in biologia per indicare un organismo che vive all’interno o sulla superficie di un altro organismo vivente, che in questo caso lo ospita, stabilendo con esso un rapporto di commensalità o simbiosi mutualistica.
È proprio questo aspetto di simbiosi tra chi viene ospitato e chi ospita, che interessa sottolineare nell’ottica del progetto.
Il/Sim·bï·ón·te/in questo primo appuntamento è Leonardo Moretti, le cui opere dialogano con quelle presenti in studio di Federica Gonnelli, traendo entrambi reciproco vantaggio dall’esperienza in comune e attivando una ulteriore possibilità di ricerca.
Un dialogo virtuoso che si allarga incontrando l’osservatore, a sua volta partecipe della simbiosi.

Nel progetto inedito “Precipitato”, attraverso una sequenza di elementi basici per colore e medium, Leonardo Moretti ci consegna un codice attraverso il quale analizzare e quindi “decodificare un mondo in costruzione”, come lui stesso scrive. L’artista come un chimico seleziona gli elementi che compongono l’opera come se fossero molteplici precipitati, sostanze solide insolubili, ottenute per precipitazione da soluzioni sovrassature, come il visivo contemporaneo, sovrassaturo di immagini, nell’era della riproducibilità e condivisione. Un precipitato che si separa da una soluzione in gran quantità e sedimenta con facilità, lasciando il visivo, la soluzione chiara e limpida. Un precipitato che nell’opera di Leonardo è al tempo stesso l’elemento finale di un processo e l’elemento primario della successiva costruzione. L’artista dispone infatti frammenti di nastro adesivo da imballaggio rosso, giallo e blu su superfici differenti, di colore bianco, trasparenti o rettificate mediante il segno, ipotizzando tracce da seguire per possibili percorsi, mai univoci. Gli elaborati presentati si offrono come vere e proprie “tabule rase da dove poter costruire qualsiasi cosa”. Ed è proprio a causa della necessità di poter costruire concettualmente e materialmente qualsiasi cosa che Leonardo si avvale di vari mezzi, innestando pittura, fotografia ed installazione attraverso molteplici materiali plastici di supporto. L’artista fonda tutta la sua elaborazione sulla “ricodifica degli oggetti plastici e di consumo industriale, considerati solitamente materiali non nobili”, completamente atipici rispetto il panorama artistico canonico, che “vengono denaturati dalla loro tradizionale e pulita impostazione visiva”, continuando ad interrogarsi su come questi materiali, proprio per merito della loro atipicità “possano, attraverso la trasformazione della loro superficie, portare ad una riflessione verso una multi-interpretatività delle cose, che spesso, viene dimenticata” proponendo altri punti di vista, aprendo nuovi percorsi narrativi e altre possibilità percettive. L’interprete e soggetto ricorrente, focale, non come rappresentazione figurativa, ma come essere pensante, di queste nuove visioni, narrazioni e percezioni nell’opera di Leonardo è l’individuo con l’insieme dei rapporti che esso stabilisce con gli altri e le dinamiche che mette in atto all’interno della società contemporanea. L’artista identifica nella riproducibilità industriale l’emblema della nostra società “il suo più grande eccesso ed estremizzazione nella superficialità, con noi stessi, con l’immagine che diamo di noi al mondo e nei rapporti con gli altri”. In particolare l’obiettivo della ricerca di Leonardo, mediante l’alterazione delle caratteristiche estrinseche dell’oggetto industriale per mezzo dello stesso atto artistico, è “creare una relazione tra serialità, casualità e gesto pittorico, per aprire una linea di riflessione e frattura sulla tematica della riproducibilità” e conseguentemente una riflessione sulla nostra quotidianità. All’interno della ricerca dell’artista è possibile percepire un movimento che non è altro che il movimento stesso della precipitazione, che possiamo paragonare ad uno zoom avanti, indietro e viceversa. Leonardo, da una visione macro ne ritaglia una micro che rimanda alla macro visione iniziale. Il “precipitato logico” prendendo in prestito il linguaggio della giurisprudenza, è per l’artista ciò che si manifesta come conseguenza necessaria di determinate premesse che “ci permette, se vogliamo, di poter scorgere collegamenti e uguaglianze invece che distanze e differenze”.

Leonardo Moretti consegue nel 2018 il Diploma di Laurea di Secondo Livello in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi – Decorazione, con valutazione 110 e lode su 110, presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2016 – 2017 svolge un Tirocinio formativo come assistente all’insegnamento artistico/laboratoriale presso il Liceo Artistico di Porta Romana, Firenze. Tra le più recenti esposizioni, attività e curatele segnaliamo: Underground – Il nostro nascosto – Mostra collettiva presso nuovo spazio BlackOut – Corte Genova, in collaborazione con Capanno BlackOut, a cura di Selina Fanteria, Via Genova 17, Prato; Where To Now? – Fare arte contemporanea – Workshop e allestimento della mostra presso Officina Giovani – Ex Macelli, Prato, con gli artisti Marina Arienzale, Roberto Fassone, Enrico Vezzi e Virginia Zanetti, con Serena Becagli, Francesca Biagini, Matteo Innocenti e Dania Menafra, a cura di Estuario. Identità Sprecise 2 – Video-installazione con l’artista Alice Ferretti presso Le Murate Pac – Progetti per l’arte contemporanea, Firenze, assieme al Talk per il progetto SUFA (Stand Up For Africa) di Paolo Fabiani e Rossella Del Sere, con la partecipazione di Pietro Gaglianò curatore dell’edizione SUFA 2018, all’interno della programmazione del BHMF 2019 (Black History Mont Florence) curato da Justin Randolph Thompson. Le Architetture Dello Sporco – Progettazione, curatela e partecipazione alla mostra collettiva presso la Limonai di Villa Vogel, Firenze, con la partecipazione dell’artista Luca Matti e del musicista Roberto Cagnoli come koBe, in collaborazione con Galleria Cartavetra e la rivista artistico-letteraria Stanza251. Holding Patterns. Arte – Impresa – Territorio. Nari Ward – Workshop e allestimento della mostra a Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno. In collaborazione con il Comune di Santa Croce sull’Arno, Accademia di Belle Arti di Firenze, Galleria Continua e Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, a cura di Ilaria Mariotti. Spazio Traccia – Progettazione, curatela e partecipazione della mostra collettiva presso Saci Art Gallery, Via S. Antonino 11, Firenze, con la partecipazione dell’artista Luca Matti. 48H – Leonardo Devito – Federica Gonnelli – Pietro Desirò – Leonardo Meoni – Progettazione e curatela della rassegna espositiva su quattro appuntamenti presso Palazzo dei Pittori, Firenze, studio di Bartolomeo Ciccone, in collaborazione con la Galleria Cartavetra e Studio 38 Contemporary Art Gallery, patrocinata dall’Accademia di Belle Arti di Firenze. Contemporanea – Progettazione e curatela del workshop con mostra finale attorno alla tematica di arte e territorio presso Officina Odeon 5, Signa. In collaborazione con il Comune di Signa, l’Accademia di Belle Arti di Firenze e il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato. Con la partecipazione di Ilaria Mariotti, critica, curatrice e docente, Paolo Parisi, artista e docente, Marco Raffaele, artista e docente.

Inaugurazione: Domenica 12 Maggio 2019 alle ore 17

Dettagli

Inizio:
domenica 12 Maggio 2019
Fine:
lunedì 20 Maggio 2019
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

INCUBOAZIONE
via delle Fonti 480
Santa Maria a Colonica, Prato 59100 Italia
+ Google Maps
Sito web:
www.federicagonnelli.it