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Libera Mazzoleni. Io strega, io sorella

venerdì 11 Aprile 2025 - venerdì 13 Giugno 2025
Libera Mazzoleni. Io strega, io sorella

sede: Frittelli arte contemporanea (Firenze).
cura: Raffaella Perna.

Frittelli arte contemporanea presenta la mostra “Libera Mazzoleni. Io strega, io sorella”, a cura di Raffaella Perna, che propone per la prima volta un’ampia panoramica del lavoro dell’artista attraverso una selezione di oltre cento opere, tra dipinti, disegni, sculture, libri d’artista, fotografie e video, che ripercorrono la sua attività dal 1970 a oggi.

L’esposizione vuole indagare il rapporto con il mito e la storia, al cuore della sperimentazione condotta dall’artista per più di mezzo secolo. Il percorso espositivo si articola secondo tre nuclei che restituiscono le direttrici principali della sua ricerca: la presenza della linea curva concepita come un’estensione del corpo e come rappresentazione del fluire libero e non finalistico della vita; la denuncia dell’oppressione delle donne; l’esaltazione ironica e gioiosa dell’iconografia della Grande Dea, ripresa in funzione del presente per riaffermare il potere femminile e svelarne la rimozione storica.

Attenta lettrice degli scritti di Luce Irigaray, Mazzoleni nei primi anni Settanta si avvicina al pensiero del femminismo e sviluppa una ricerca sulle origini materiali e filosofiche dell’esclusione sistemica delle donne a partire dalla decostruzione della mitologia greco-romana, dall’analisi del linguaggio, dall’esplorazione critica della storia occidentale, antica e contemporanea.

Sfidare l’ordine del linguaggio maschile, facendone esplodere le dicotomie interne, lavorando sui vuoti e sui margini del sistema, è tra le strategie messe in atto da Mazzoleni sin dall’esordio, quando poco più che ventenne, introdotta da Pierre Restany, espone al Palazzo dell’Arengario una serie di lavori dedicati all’identità femminile, al rapporto con la natura e alle costrizioni socio-culturali subite e interiorizzate dalle donne: “Mi hanno detto più volte che non posso fare così, che non devo essere così, mi hanno detto che devo…”, scrive Mazzoleni in un’opera esposta in quest’occasione. Il carattere asettico e tautologico di molta parte dell’arte concettuale viene abbandonato a favore di uno sguardo che muove dal proprio vissuto per aprirsi a un racconto corale. L’opera di Mazzoleni coinvolge infatti, in modo caleidoscopico, la storia delle donne secondo una prospettiva diacronica. L’artista crea una propria genealogia e un pantheon di figure femminili, da Lilith alle streghe, nella cui storia di oppressione e ribellione s’identifica. Irride le rappresentazioni stereotipate della femminilità guardando all’evoluzione della moda e del costume (Identità, 1974; Corsetti, 2006); denaturalizza lo sguardo orientalista e patriarcale presente nella cultura eurocentrica (L’Odalisca, 1973). Indaga i segni della violenza, nelle sue molteplici espressioni, in opere come Ruhma (2004), work in progress composto ad oggi da 310 riquadri di stoffa colorata, su cui l’artista traccia i nomi e le date di eventi traumatici del Novecento, a partire dal nome della bambina afghana di quattro anni vittima del traffico di organi, che dà il titolo alla serie.

La mostra si pone in stretta continuità con la linea culturale e il programma espositivo perseguiti negli ultimi decenni dalla galleria Frittelli con l’obiettivo di promuovere e valorizzare l’opera delle artiste italiane del secondo dopoguerra.

In occasione dell’evento inaugurale l’artista, fedele al proprio progetto di un’arte in relazione con il mondo, realizzerà la performance Prometeo 2025.

Inaugurazione
venerdì 11 aprile 2025, ore 18

Immagine in evidenza
Libera Mazzoleni, performance Afanisi , 15 aprile 1977 (part.)

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