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Lichtwelde. La svolta di luce

domenica 15 Maggio 2022 - sabato 18 Giugno 2022

Lichtwelde. La svolta di luce

sede: Crea Cantieri del Contemporaneo (Venezia).
cura: Pier Paolo Scelsi, Elmar Zorn.

Nasce Crea Cantieri del Contemporaneo, realtà di produzione artistico culturale nell’isola della Giudecca. Muove i suoi passi dall’esperienza dell’associazione One Contemporary Art, attiva fin dal 2016, nell’area della Cantieristica Minore Veneziana. Il connubio tra artigianato e arti visive pone in essere un circuito di sostegno alle rispettive attività con una missione condivisa e un’identità partecipata. Tali premesse hanno portato metodologie di collaborazione internazionale che vedono il primo esempio costituirsi in “Fundamenta”, un progetto permanente che unisce realtà culturali di Monaco di Baviera e Venezia, storicamente luoghi di importantissima innovazione nella storia dell’arte.

La prima tappa di questo sodalizio è la mostra “Lichtwende. La svolta di luce”.
Opere video, installazioni e sculture sono raccolte in un’esposizione che verte sulle differenti declinazioni della percezione, dell’inconscio e della sovrapposizione, tutte proprietà di un elemento tanto fisico quanto immateriale, come la luce.
Con la loro poetica Ugo Dossi, Martin Rosenthal e Anie Speermann hanno attraversato le decadi dell’arte, esplorando molteplici medium, in continua ricerca e sperimentazione di linguaggi espressivi della contemporaneità. Ancora una volta Venezia diventa ponte tra tradizione e innovazione, di centro di incontro e commistione tra professionalità apparentemente distanti quali l’artigianato e le arti contemporanee trascendendo le diverse geografie.

Per “Lichtwende, la svolta di luce”, Ugo Dossi ribadisce la sua ricerca artistica che ruota attorno alla creatività dell’inconscio, al sensuale e soprannaturale. Gioca con le immagini archetipiche e collettive, con disegni automatici, proiezioni subliminali, con fenomeni paranormali. Con i suoi segni crea immagini interiori, che descrive come le uniche reali perché hanno un effetto. Le sue installazioni sono state esposte due volte a Documenta (Documenta 6 e Documenta 8), alle Biennali di Venezia (1986 e 2011), Parigi (1975) e Buenos Aires (2000), oltre che in numerose mostre personali in musei internazionali, da ultimo nel Museo d’Arte Egizia di Monaco e attualmente nel Museo Würth. Tipico del lavoro di Ugo Dossi è il suo trattamento delle forme di rappresentazione dell’illimitato, che portano il pensiero nella percezione dell’infinito che sta dietro a ogni cosa. Dossi riprende questo argomento ancora e ancora. Per il suo contributo a Documenta 6, l’ha elaborato come forma matematica di un modello del mondo e della “libertà relativa”. Per Documenta 8 l’ha collocato nello spazio del mondo inconscio dell’immaginazione con proiezioni di immagini subliminali. Un senso dell’universale intenso, intimo e unico si irradia da tutte le sue opere.

Monadea è invece l’installazione sonora e video di Martin Rosenthal su testi originali di Giordano Bruno. Per l’autore la monade definita da Giordano Bruno è un frattale primordiale che sembra visionario e senza tempo fino al presente. La parte più piccola in cui il tutto diventa visibile proprio come in qualsiasi altro frattale. Ci stiamo avvicinando all’era quantistica di cui la sovrapposizione è un fondamento. Nell’opera Monadea le sovrapposizioni sono visibili più volte. Più chiaramente nella doppia composizione bilingue del testo di Giordano Bruno. Un’installazione sonora e video che permette di vivere percezioni parallele che sembrano estranee al nostro sistema percettivo, anche se le incontriamo ogni giorno. Ad esempio, nel vaporetto, sul bus, nella folla alla stazione dei treni, ovunque in un mondo pieno di gente, pieno di lingue, pieno di emozioni e pieno di attenzioni. In un secondo filmato di presentazione, Ugo Dossi e Martin Rosethal inoltre mostreranno una serie di brevi video che confluiranno nella scena artistica come NFT, completando così la visione della nuova era del mondo virtuale. Nel suo lavoro, Martin Rosenthal affronta e trascende i limiti della percezione. L’intervento veneziano va ad aggiungersi a un’importante biografia che racconta installazioni in musei in Cina, Europa e USA e proiezioni su larga scala a Lichtsicht 4 e 6 alla Projection Biennale di Bad Rothenfelde.

Pegasus è l’opera di Anie Speermann per Venezia. Una creatura magica che dispiega i suoi effetti nella mente. È un dono per l’umanità che vuole volare in un lontano interiore dando ali ai pensieri. In quanto animale araldico della poesia, Pegaso è un simbolo di libertà di pensiero. La ricerca dell’artista vuole risvegliare il desiderio di libertà. Pegaso si mostra come un cavallo volante e un simbolo di luce incomprensibile, sferico, immateriale. È la figura di spicco del mondo onirico dell’artista. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Monaco, Anie Speermann, ha studiato al Lychett Minster e nei laboratori di Pietrasanta/Carrara. Conta residenze artistiche in Argentina, Uruguay, Francia, Ungheria e Repubblica Dominicana. Dal 2014 al 2016 studia a Nizza, dal 2017 partecipa alla fondazione di Lichtwende progetto che coinvolge numerosi artisti ospiti. Del 2018 sono i nuovi design di immagini per il ciclo Pegasus.

Dettagli

Inizio:
domenica 15 Maggio 2022
Fine:
sabato 18 Giugno 2022
Categoria Evento:
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Luogo

CREA CANTIERI DEL CONTEMPORANEO
Giudecca 211-b
Venezia, 30133 Italia
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