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Liuba. Guardando oltre

sede: Galleria Marconi (Cupra Marittima).
La mostra, che si avvale del testo critico di Valentina Falcioni, ĆØ un percorso che include una riflessione sulla cecitĆ , sia fisica che mentale, si collega anche al tema dei rifugiati e del ‘non vedere’ l’altro da sĆ© e la sua umanitĆ . A questo proposito Liuba spiega: “Ho scelto di lavorare sull’idea di cecitĆ , sia fisica che mentale, concepita sia come disagio reale dei non vedenti, ma anche come metafora della cecitĆ e superficialitĆ che permea il nostro mondo contemporaneo, dove fra social media, fretta e contatti fugaci, non riusciamo piu a āvedere’ in profonditĆ , diventando, in un certo qual modo, ciechi. Ciechi al senso della vita, ciechi alle piccole cose, ciechi ai bisogni degli altri. Il tema della cecitĆ , disabilitĆ reale e metafora più ampia che ingloba la nostra non-percezione del reale, lo collego, per evidenti ragioni, alla problematica della migrazione dei rifugiati, persone che lasciano la loro terra per problemi molto gravi, che spesso sono āvisti’ in maniera stereotipata o addirittura strumentalizzati a fini politici, con la conseguenza che molte persone ānon vedono’ la loro storia umana e la comune appartenenza che abbiamo con queste persone”.
Liuba alla Galleria Marconi, oltre alla personale “Guardando oltre”, presenta una nuova performance collettiva partecipativa urbana, intitolata “Tiresia Marittima”, al quale il pubblico ĆØ invitato a partecipare. Alle ore 18 c’ĆØ la performance partecipativa, alle ore 19 l’inaugurazione della mostra. A coloro che parteciperanno alla performance verrĆ rilasciato un attestato di partecipazione autografato dall’artista.
La personale di Liuba ĆØ il quarto appuntamento della rassegna Di versi diversi?, che accompagnerĆ la Galleria Marconi durante la stagione espositiva 2016/2017.
āCambiamo prospettiva sulle cose, cerchiamo di ritrovare un senso alle parole diverso da quello che normalmente diamo loro, arricchire lo sguardo, il senso, il tempo. Con i molti anni di attivitĆ che ho alle spalle, ho imparato che cāĆØ sempre qualcosa da imparare, ecco vorrei che Di versi diversi? fosse la possibilitĆ che ci si offre di riuscire a vedere le cose da unāaltra direzione. Il verso ĆØ una prospettiva, ĆØ il percorso che facciamo e che dobbiamo avere la possibilitĆ di modificare. La nostra societĆ ĆØ fatta di versi diversi che si incrociano e che permettono agli uomini di progredire. Cosa cāentra lāarte in tutto questo? Tutto: lāarte ĆØ ricerca, amore, linguaggio, ma soprattutto ĆØ un percorso che non può fermarsi allāapparenza, al comodo, allo scontato, proprio perchĆ© guarda allāanima dellāuomo. E verso poi ĆØ anche poesia e questo vorrĆ dir pur qualcosaā¦ā
(Franco Marconi)
