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Livorno – Eventi e luoghi di interesse

lunedì 1 gennaio 2018 - giovedì 31 dicembre 2020

Livorno - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Livorno).

Livorno è un comune italiano di 158 371 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Toscana. È situata lungo la costa del Mar Ligure ed è uno dei più importanti porti italiani, sia come scalo commerciale sia come scalo turistico, centro industriale di rilevanza nazionale, da tempo in declino, tanto da essere riconosciuta nel 2015 come “area di crisi industriale complessa”.
Tra tutte le città toscane è solitamente ritenuta la più moderna, sebbene nel suo territorio siano presenti diverse testimonianze storiche, artistiche e architettoniche sopravvissute ai massicci bombardamenti della seconda guerra mondiale e alla successiva ricostruzione.
La città, notevolmente sviluppatasi dalla seconda metà del XVI secolo per volontà dei Medici prima e dei Lorena in seguito, fu importante porto franco frequentato da numerosi mercanti stranieri, sede di consolati e compagnie di navigazione. Ciò contribuì ad affermare, sin dalla fine del Cinquecento, i caratteri di città multietnica e multiculturale per eccellenza, dei quali sopravvivono importanti vestigia, quali chiese e cimiteri nazionali, palazzi, ville e opere di pubblica utilità indissolubilmente legate ai nomi delle importanti comunità straniere che frequentarono il porto franco fino alla seconda metà dell’Ottocento. Questa vocazione internazionale portò a identificare la città come Leghorn nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America, Livourne in Francia, Liorna in Spagna, ecc., analogamente alle più importanti capitali di stato dell’epoca.
La città è celebre per ospitare il Santuario di Montenero, intitolato alla Madonna delle Grazie patrona della Toscana, nonché per aver dato i natali a personalità di prestigio come Amedeo Modigliani, Pietro Mascagni, Giovanni Fattori, Carlo Azeglio Ciampi e molti altri.

Sito istituzionale
http://www.comune.livorno.it/

Eventi a Livorno
http://www.comune.livorno.it/portaleturismo/

Eventi
Livorno ospita un gran numero di eventi e manifestazioni, alcuni dei quali hanno rilevanza nazionale.

L’Associazione culturale “Premio Ciampi” dal 1995 organizza annualmente il Premio Ciampi, un concorso musicale nazionale ispirato alla figura del cantautore labronico Piero Ciampi; il concorso è riservato principalmente alle nuove generazioni di musicisti, ma in qualità di ospiti vi hanno partecipato artisti quali Carmen Consoli, Nada, Luciano Ligabue e altri. La cerimonia di premiazione si svolge in ottobre all’interno di un programma di concerti e iniziative culturali della durata di alcuni giorni.
Dal 2008 al 2010, nel mese di luglio, la città ha ospitato l’Italia Wave Love Festival, una manifestazione incentrata principalmente sulla musica rock e alla quale hanno partecipato artisti e gruppi musicali di rilevanza anche internazionale come i The Chemical Brothers.

Dal 1953 la caratteristica cornice della Rotonda di Ardenza ospita, nella seconda metà di agosto, il Premio Rotonda, una rassegna pittorica nazionale di arte contemporanea.

Sempre in estate, solitamente tra luglio e agosto, si svolge Effetto Venezia, la manifestazione che anima uno dei quartieri più antichi e caratteristici della città, quello della Venezia Nuova, con spettacoli, iniziative culturali e mercatini artigianali che si snodano lungo i canali del rione.

Di grande richiamo sono anche gli eventi sportivi legati al Trofeo Accademia Navale e città di Livorno, un punto d’incontro per appassionati di vela che si svolge a Livorno dal 1981 (dal 1984 con cadenza annuale, nel periodo di aprile-maggio); parallelamente alle regate, alle quali partecipano equipaggi internazionali, la manifestazione è collegata a una serie di eventi che si tengono nelle aree del Porto Mediceo.

Molto sentite sono le gare che vedono contrapporsi le varie cantine remiere livornesi, ognuna con il proprio gozzo. Ogni estate si svolgono tre competizioni principali tra i rioni della città: la Coppa Risi’atori (seconda domenica di giugno, dalla Torre della Meloria al Porto Mediceo); la Coppa Ilio Barontini (ultimo sabato di giugno, a cronometro, in notturna, lungo i fossi della città); il Palio Marinaro (seconda domenica di luglio, tratto di mare di fronte alla Terrazza Mascagni).

Musei

Museo della Città: inaugurato nel 2018, ospita un polo culturale con collezioni che ripercorrono la storia della città, nonché una esposizione di arte contemporanea e una sezione della Biblioteca Labronica.
Museo civico “Giovanni Fattori”, allestito intorno alla metà degli anni novanta del Novecento nella suggestiva cornice di Villa Mimbelli (via San Jacopo in Acquaviva), ospita un’importante raccolta di opere dei Macchiaioli e dei Postmacchiaioli, movimenti che si svilupparono a Livorno e in altre località della costa labronica.
Museo di storia naturale del Mediterraneo, ubicato in via Roma, fu fondato nel 1929. Si tratta di un museo ritenuto all’avanguardia sia dal punto di vista del contenuto esposto, sia delle strutture.
Museo diocesano Leonello Barsotti, inaugurato il 22 dicembre 2008, occupa alcuni locali attigui al Seminario Girolamo Gavi e raccoglie suppellettili e opere sacre della Diocesi di Livorno. In particolare, qui sono collocate due tavole di scuola giottesca collocate in precedenza nella chiesa di San Jacopo in Acquaviva. Il 22 dicembre 2009 è stato ulteriormente ampliato con l’aggiunta di nuove sale espositive.
Museo Mascagnano, raccoglie i cimeli appartenuti al musicista livornese Pietro Mascagni. Il percorso museale è stato recentemente allestito presso il Teatro Goldoni.
Museo di Santa Giulia, situato presso l’omonima chiesa, in (Largo Duomo). Contiene arredi sacri, paramenti liturgici e l’antica tavola di scuola giottesca raffigurante Santa Giulia con scene della sua vita e del martirio.
Galleria degli ex voto, la galleria occupa un’ala del Santuario di Montenero, in piazza di Montenero 9. Espone una tra le più grandi raccolte di ex voto d’Italia, donati dai primi anni dell’Ottocento sino a oggi.
Acquario comunale Diacinto Cestoni, l’acquario, situato nei pressi della Terrazza Mascagni, è intitolato al naturalista che tra il XVII e il XVIII secolo abitò a Livorno. Inaugurato nel 1937 e ricostruito nel 1950, è stato notevolmente ampliato nel corso del restauro conclusosi nel 2010 e oggi risulta il terzo acquario più grande d’Italia.
Casa natale di Amedeo Modigliani, la casa, situata in via Roma 38, contiene una ricca documentazione sulla vita artistica e sull’opera del noto pittore labronico. Attualmente è visitabile solo il sabato e la domenica su appuntamento.

Livorno e la pittura

«Il libeccio soffia impetuoso travolgendo tutto ciò che incontra; il mare azzurro in tempesta, gli esili tronchi degli arbusti impotenti davanti a cotanta potenza della natura e là, tra le fredde tonalità che saltano dall’azzurro al giallo chiaro, la tamerice resiste impavida, piegata, quasi spezzata dalle raffiche di vento.»
(Luca Dal Canto, Livorno e la pittura, Corriere di Livorno del 2 gennaio 2008)

Con questa immagine Livorno è nota attraverso l’opera di uno dei più importanti pittori dell’Ottocento italiano: Giovanni Fattori, maestro della corrente “verista” dei Macchiaioli nata a Firenze intorno agli anni sessanta dell’Ottocento e sviluppatasi sulla costa labronica proprio nel periodo in cui nacque un altro livornese, fuggito poi a Parigi, destinato a sconvolgere l’arte europea: Amedeo Modigliani. Ne La libecciata (1880-85), ma già ne La Rotonda dei bagni Palmieri (1866), così come in molti altri dipinti macchiaioli, Livorno è ritratta con la sua luce accecante resa visivamente, secondo le teorie della macchia, con un contrasto di macchie di colore e chiaroscuro ottenute attraverso la cosiddetta “tecnica dello specchio nero”.
Ma la Livorno artistica non è soltanto Ottocento, Macchiaioli e Modigliani. Essendo una città portuale, ricca a partire dal XVI secolo sia di scambi commerciali sia culturali, è stata per centinaia di anni il crocevia di opere d’arte e il luogo dove molti artisti, non soltanto labronici, hanno operato chiamati a corte prima dai Medici e poi dai Lorena. Le più antiche tracce di arte pittorica ancora esistenti appartengono al Basso Medioevo e in particolare agli inizi del XIV secolo, periodo al quale risalgono sia i due santi agostiniani della chiesa di San Jacopo in Acquaviva (attribuiti, se non a Giotto stesso, quasi sicuramente alla sua bottega, oggi nel Museo diocesano Leonello Barsotti), sia la Pala di Santa Giulia presente in un’antica pieve di Livorno e oggi collocata nella Confraternita omonima.

Del secolo successivo troviamo invece il Cristo coronato di spine del Beato Angelico (proprietà della parrocchia di Santa Maria del Soccorso e oggi esposto nel Duomo), la Madonna Dantesca del Maestro della Natività di Castello (scuola di Filippo Lippi), oggi al Museo civico Giovanni Fattori, e la Pala con Santa Lucia collocata in San Giovanni.

Ma, come detto, è a partire dal finire del Cinquecento, con la nascita medicea di Livorno città-porto del Granducato di Toscana, che l’arte labronica comincia a muoversi e ad animarsi. Il Seicento vede operare importanti pittori fiorentini e toscani come Matteo Rosselli, Domenico Cresti detto Il Passignano (alla cui scuola è attribuito il dipinto della Sacra Famiglia, oggi nella chiesa di Santa Caterina, e di parte delle tele sul soffitto del Duomo insieme con Jacopo Chimenti) e il pisano Pietro Ciafferi, autore con Filippo Franchini (probabilmente livornese) e il perugino Agostino Tassi di alcuni degli affreschi che ornavano le facciate dei palazzi dell’attuale via Grande. Si ricorda anche Filippo Maria Galletti per i lavori nel Santuario di Montenero.

Nel Settecento la Livorno dell’Illuminismo annovera la presenza non soltanto di molti importanti artisti europei come Alessandro e Tommaso Gherardini e il francese François Riviere attivo nella chiesa degli Armeni, ma anche di alcuni celebri scultori e architetti nati in città o trapiantati a Livorno, tra cui Giovanni del Fantasia (autore ad esempio della chiesa del Luogo Pio), Giovanni Baratta (scultore in varie chiese della città tra cui San Ferdinando), e Antonio Corazzi (architetto in Polonia, ricordato per alcuni edifici pubblici).

Un discorso a parte va fatto per Giuseppe Maria Terreni, nato a Livorno nel 1739, celebre pittore attivo principalmente in Toscana e autore di molte vedute di città del Granducato e di alcuni affreschi nel Santuario di Montenero e in altre chiese cittadine. Un dipinto a lui attribuito, Festa al Santuario di Montenero (1770), si trova oggi alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo probabilmente esportato nel Nuovo Mondo attraverso uno dei tanti scambi commerciali che il porto di Livorno intraprendeva tra Sette e Ottocento con gli Stati Uniti d’America.

Nella pittura, uno dei principali artisti dell’Ottocento livornese fu Enrico Pollastrini, di cui si ricorda l’Immacolata Concezione nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo. I nomi citati sono soltanto alcuni dei molti artisti che hanno avuto contatti, diretti o indiretti, con la città labronica e la cui storia serve per dimostrare che l’arte livornese ha una tradizione radicata sin dal Cinquecento e un’eredità importante che prosegue per tutto il Novecento (Gruppo Labronico) e va oltre i Macchiaioli, con i Postmacchiaioli, tra cui Giovanni Bartolena e Ulvi Liegi (quest’ultimo vicino all’espressionismo Fauves), il Divisionismo di Plinio Nomellini, e molti altri artisti come Giulio Allori, Renato Natali e Mario Madiai che fanno della luce e dell’ispirazione labronica uno strumento di raffinatezza pittorica.

Grande importanza hanno avuto le avanguardie artistiche, che sorsero numerose nel secondo dopoguerra, tra cui si cita l’Eaismo, ideato da Voltolino Fontani. Nel dopoguerra si misero in luce artisti come Gianfranco Ferroni, Mario Nigro, Ferdinando Chevrier, Renato Spagnoli e Gianfranco Baruchello.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture civili

Acquedotti

Acquedotto Leopoldino, è un acquedotto cominciato sul finire del Settecento per alimentare la città. Le condotte, originandosi dalle sorgenti di Colognole, raggiungono Livorno dopo un percorso di diciotto chilometri incastonati tra le sinuose colline che costituiscono il sistema dei Monti Livornesi. È gestito da ASA.
Cisternone, è un monumentale serbatoio ancor oggi funzionante e posto ai margini della città ottocentesca, al termine del viale Carducci e a lato del Parco Pertini. Fu progettato dal Poccianti e innalzato tra il 1829 e il 1842. È tra i migliori esempi di architettura neoclassica realizzati in Italia. Assieme al Cisternone furono costruiti il Purgatorio di Pian di Rota e il Cisternino di città.

Palazzi e Ville

Bottini dell’olio, questo antico magazzino per la conservazione dell’olio si trova nel quartiere della Venezia Nuova e il nucleo originario risale al 1705. Oggi ospita numerose esposizioni, mentre il piano superiore è una sede, assieme ad altri edifici cittadini, della Biblioteca Labronica.
Casini d’Ardenza, nell’Ottocento erano un’elegante struttura ricettiva suddivisa in numerosi appartamenti. Il progetto si deve a Giuseppe Cappellini, che per alcuni si ispirò al Crescent di Bath.
Grattacielo di piazza Matteotti, con i suoi 26 piani (91 m di altezza) è l’edificio più alto di Livorno e rappresenta una formidabile architettura del Novecento sul tema della casa a torre. È stato progettato negli anni cinquanta dal celebre Giovanni Michelucci su incarico del Ministero del Tesoro. Sorge a poca distanza dalla Villa Fabbricotti.
Hotel Palazzo, si tratta di un grande e lussuoso albergo ubicato davanti alla Terrazza Mascagni e caratterizzato da una imponente facciata sormontata da due caratteristiche torrette. Fu costruito nella seconda metà del XIX secolo per volontà di Bernardo Fabbricotti, già proprietario dell’omonima villa livornese. Da luglio 2008 è stato aperto nuovamente al pubblico, dopo un lungo periodo di inattività.
Palazzo de Larderel, è il più sontuoso palazzo cittadino. Ubicato sulla via omonima, fu residenza della importante famiglia de Larderel. In origine era costituito da alcune palazzine isolate che furono unite intorno alla metà dell’Ottocento dietro a una monumentale facciata, caratterizzata da un raffinato timpano riccamente decorato.
Palazzo delle Colonne di marmo, è uno dei più eleganti palazzi della Venezia Nuova, caratterizzato da numerose decorazioni in marmo. Fu eretto per conto della famiglia Gamberini su disegno attribuito a Giovan Battista Foggini; successivamente, nei primi anni del Novecento fu annesso all’adiacento Palazzo del Monte di pietà.
Castello del Boccale, edificio residenziale costruito alla fine dell’Ottocento, ingloba una torre quadrata di epoca precedente. È ubicato sulla costa nei pressi di Antignano. Recentemente restaurato, è stato frazionato in lussuosi appartamenti.
Castello Sonnino, fu residenza del Barone Sidney Sonnino e si erge su un promontorio a picco sul mare a pochi chilometri dalla città, presso la frazione di Quercianella. Qui, in una grotta della scogliera, fu tumulata la salma dello stesso Sonnino, da sempre particolarmente legato a questi affascinanti luoghi.
Villa Fabbricotti, l’aspetto attuale risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando Vincenzo Micheli, su incarico di Bernardo Fabbricotti, trasformò un edificio preesistente in una sontuosa dimora signorile. È circondata da un grande parco pubblico. In estate ospita un cinema all’aperto.
Villa Mimbelli, costruita da Vincenzo Micheli per Francesco Mimbelli tra il 1865 e il 1875, oggi ospita il Museo civico Giovanni Fattori, mentre i vicini granai sono destinati allestimento di mostre temporanee.

Architetture religiose

Duomo, dedicato a San Francesco, fu incominciato alla fine del Cinquecento su progetto di Alessandro Pieroni. Successivamente fu ampliato con l’aggiunta di due cappelle laterali. Da segnalare il pregevole soffitto ligneo intagliato, andato perduto nel corso dell’ultima guerra mondiale, a seguito della quasi totale distruzione della chiesa.
Chiesa di San Ferdinando, iniziatasi nel 1707 su progetto di Giovan Battista Foggini, fu conclusa nel 1716; in stile barocco, con una facciata incompleta, presenta una pianta a croce latina. Notevole il gruppo scultoreo conservato presso l’altare e opera di Giovanni Baratta, che rappresenta la liberazione degli schiavi. La chiesa era affidata all’ordine dei Trinitari.
Chiesa di Santa Caterina, iniziatasi nel 1720 su progetto di Giovanni del Fantasia, fu consacrata nel 1755. A pianta ottagonale, la chiesa è caratterizzata da una grande cupola ridotta all’aspetto di torrione a causa di problemi di natura statica. All’interno si può ammirare un notevole dipinto a olio del Vasari.
Santuario di Montenero, il colle di Montenero, fin dalla prima metà del XIV secolo è meta di pellegrinaggi. L’attuale santuario risale al XVIII secolo e al suo interno sono custoditi un numero rilevante di ex voto. Sulla piazza antistante, sotto un loggiato, sono situate alcune tombe di livornesi illustri, come Francesco Domenico Guerrazzi e Giovanni Fattori.
Chiesa di San Jacopo in Acquaviva, di origini millenarie, sino al Cinquecento l’eremo di San Jacopo era affidato ai Padri Agostiniani. Nel XVI secolo il complesso fu ceduto alla comunità dei Greci Uniti per poi tornare agli Agostiniani. Modificata profondamente nella seconda metà del Settecento, l’aspetto attuale risale invece alla fine del XIX secolo.
Chiesa armena di San Gregorio Illuminatore, fu costruita nei primi anni del Settecento. Danneggiata durante la seconda guerra mondiale, fu abbattuta durante la ricostruzione del centro cittadino. Oggi resta solo la facciata, mentre alcuni resti delle decorazioni interne sono abbandonati nel giardino pubblico di Villa Fabbricotti.
Chiesa di San Giorgio già anglicana, sorta come chiesa anglicana, fu progettata da Angiolo della Valle e consacrata nel 1844. Di gusto neoclassico, presenta una facciata ornata da un portico sormontato da un frontone. Nel dopoguerra è stata restaurata e consacrata al culto cattolico.
Chiesa dei Greci Uniti, fu costruita nei primi anni del Seicento e intitolata alla Santissima Annunziata. È stata la chiesa nazionale dei greci che prestavano il loro servizio sulle navi dell’Ordine di Santo Stefano. Semidistrutta durante la seconda guerra mondiale, è sopravvissuta pressoché intatta la facciata settecentesca. L’interno, ricostruito, ospita una preziosa iconostasi.
Chiesa valdese, in stile neogotico, fu costruita intorno alla metà dell’Ottocento e fu sede, fino ai primi anni del Novecento, della chiesa Presbiteriana Scozzese. Al fine di non turbare il clero cattolico, fu imposto al progettista di realizzare un edificio simile a un palazzo, comprendente anche gli alloggi pastorali.
Sinagoga ebraica, l’antica sinagoga seicentesca, una della più grandi d’Europa, fu gravemente danneggiata nel corso dell’ultima guerra mondiale. Per volontà della comunità ebraica fu deciso di abbattere gli antichi resti e di costruire una nuova sinagoga, inaugurata nel 1962 e che nelle sue forme architettoniche richiama la Grande Tenda nella quale veniva custodita l’Arca dell’Alleanza.
Tempio della Congregazione Olandese Alemanna, questa chiesa protestante, fu costruita in stile neogotico tra il 1862 e il 1864 su progetto dell’architetto Dario Giacomelli. La facciata è ornata da tre rosoni e finestre bifore, mentre l’interno presenta un’aula a pianta rettangolare aperta da finestre ogivali e una tribuna posta sopra il vestibolo d’ingresso. La chiesa è da anni in stato di completo abbandono.

Architetture militari

Mura Leopoldine, rappresentano l’antica cinta daziaria della città e non avevano scopo difensivo. Furono costruite a partire dagli anni trenta del XIX secolo su progetto di Alessandro Manetti e Carlo Reishammer. Sul finire del medesimo secolo la cinta fu ampliata; demolita nei primi decenni del Novecento, si conservano ancora alcune barriere (Porta San Marco, Barriera Fiorentina, Barriera Margherita, ruderi della Dogana d’acqua) e parte del tracciato, costituito da un elegante muraglione rivestito in pietra.
Fortezza Nuova, fu costruita su progetto di Bernardo Buontalenti e Don Giovanni de’ Medici, alla fine del Cinquecento, per essere poi modificata successivamente per far posto all’accrescimento del quartiere della Venezia Nuova. Oggi la Fortezza è adibita a spazio verde pubblico oltre che sede di eventi e manifestazioni.
Fortezza Vecchia, in questo fortilizio si sovrappongono tutti i secoli della storia cittadina, partendo dai primi insediamenti romani, fino ad arrivare alle devastazioni belliche del Novecento. L’aspetto attuale si deve comunque ad Antonio da Sangallo il Vecchio, che, nei primi anni del XVI secolo, ebbe incarico di trasformare una fortificazione d’origine pisana in una imponente macchina bellica.
Fosso Reale, è l’antico fossato posto a difesa della città medicea e modificato nel corso dei secoli, con una sostanziale rettifica intorno al 1840 e la creazione di piazza della Repubblica. I lavori del Fosso furono incominciati contemporaneamente alla fondazione della città buontalentiana, nel 1577. Lungo il fosso si estendevano le mura difensive, di cui oggi restano solo poche tracce.
Torre del Marzocco, attribuita dapprima a Lorenzo Ghiberti e successivamente a Leon Battista Alberti, questa torre, di forma ottagonale, fu edificata nella prima metà del Quattrocento dai fiorentini padroni del castello di Livorno. È alta ben 54 metri ed è rivestita interamente in marmo. A breve distanza si trovava la storica Torre del Magnale, gravemente danneggiata nel 1944 e demolita nel dopoguerra.

Livorno. (16 ottobre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 30 ottobre 2018, 08:23 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Livorno&oldid=100371378.

Dettagli

Inizio:
lunedì 1 gennaio 2018
Fine:
giovedì 31 dicembre 2020
Categoria Evento:
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Luogo

VARIE SEDI – LIVORNO
Livorno, 57123 Italia + Google Maps