Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages

Trova le Mostre e gli Eventi nella tua Città | Segnala il tuo Evento

Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

Look at me! Il corpo nell’Arte dagli anni ’50 a oggi

7 Settembre 2019 - 5 Gennaio 2020

Look at me! Il corpo nell’Arte dagli anni '50 a oggi

sede: Fondazione Ghisla Art Collection (Locarno).
cura: Angela Madesani, Annamaria Maggi.

Look at me! è un’articolata indagine attraverso il mezzo fotografico, che, dai lavori socialmente impegnati degli anni Sessanta e Settanta, porta ai grandi autori della fotografia degli anni Ottanta e giunge sino alla contemporaneità.

“La prospettiva dalla quale si è partiti è un’indagine sulla relazione tra il corpo femminile e maschile e le ricerche di alcuni importanti artisti che hanno lavorato con il cinema, il video, la fotografia, l’installazione. Una ricerca che esce dal riduttivo concetto di genere per porre in dialogo artisti e opere assai diversi fra loro”, afferma Angela Madesani.

“Il corpo – spiega Annamaria Maggi – nella storia dell’arte è il soggetto più antico: sin dalle prime forme di rappresentazione, e per molti versi ancor oggi, il corpo umano è il soggetto principe delle diverse pratiche artistiche. Senza il corpo non ci sarebbe l’arte. In passato la figura umana è stata l’imprescindibile strumento per comunicare storie e per dare forma visibile a sentimenti, credenze e concetti; ancor oggi, nonostante il moltiplicarsi di tendenze e prassi non figurative succedutesi nell’ultimo secolo, il corpo rimane ancora il protagonista della ricerca di molti degli autori contemporanei più radicali e interessanti: il corpo continua a venir chiamato dall’arte ad esser simbolo”.

I lavori, cronologicamente collocati fra i Sessanta e i Settanta, sono quasi sempre testimonianza di azioni performative come nel caso di Marina Abramovic, di Vito Acconci, di Urs Lüthi, di Ana Mendieta, di Fabio Mauri, di Bruce Nauman, di Denis Oppenheim e di Gina Pane.
Vengono quindi proposte opere di grandi fotografi, che hanno posto il corpo, al centro delle loro ricerche, come Robert Mapplethorpe con le immagini di nudo maschile, in chiave perlopiù sadomaso e omoerotica.
Moda, pubblicità, sono il fulcro del lavoro di uno dei più irriverenti autori della fotografia degli ultimi trent’anni, David Lachapelle: le sue immagini dai colori molto forti presentano soggetti talvolta provocatòri, come nell’opera in mostra.
Donne in pose inequivocabilmente erotiche sono ritratte dall’artista-fotografo giapponese Nobuyoshi Araki.
Della stessa nazionalità è anche Izima Kaoru, che alle giovani modelle che fotografa, chiede in che circostanza desidererebbero morire e come vorrebbero essere vestite.
Immagini di grande eleganza, in aperto contrasto con quelle dure, esplicite dell’americana Nan Goldin.
Eros e thanatos è anche il soggetto delle immagini in mostra dell’americano Andres Serrano, in cui vecchiaia e giovinezza sono poste a confronto.
Delicati, struggenti sono gli autoritratti di Francesca Woodman, suicida a poco più di vent’anni.
Autoritratti sono anche quelli di Cindy Sherman, che sin dai primi passi in ambito artistico, ha utilizzato il travestitismo e il trasformismo.
Così come Luigi Ontani, che dagli anni Settanta si autoritrae in diverse fogge.
L’opera degli anni Novanta dell’inglese John Coplans è costituita da autoritratti dell’artista da vecchio in cui sono posti in evidenza i segni del passare del tempo.
Donne, anche in declinazioni erotiche e voyeuristiche, sono i soggetti delle immagini della francese Bettina Rheims.

Ufficio stampa: PCM Studio
Inaugurazione: sabato 7 settembre ore 18:00