altri risultati...
Trova le Mostre e gli Eventi nella tua Città | Segnala il tuo Evento
- Questo evento è passato.
Look here – Mostra collettiva

sede: Galleria Frediano Farsetti (Milano).
cura: Lorenzo Bruni.
La mostra propone un dialogo inedito tra Fernando Sánchez Castillo, Ingeborg Lüscher e Lapo Binazzi (UFO), artisti appartenenti a tre generazioni e modalità differenti, i cui interventi caratterizzano in maniera autonoma i tre livelli dello spazio espositivo di Milano.
Le opere scelte appositamente per l’occasione dagli artisti, permettono di riflettere da una parte sulle peculiarità delle singole ricerche, dall’altra di identificare specifici elementi in comune, pur mantenendo implicazioni formali e concettuali distanti tra loro.
Denominatori comuni sono il tema della scultura/oggetto, inteso come dialogo tra l’ambiente e rilascio di energia, ma anche la pittura/immagine come “illusione oggettiva” che si intreccia con le strategie del camouflage.
Le installazioni, i quadri, le sculture e le opere fotografiche presenti ruotano intorno alla capacità di rappresentare un momento di tensione della materia: l’istante della sua impellente trasformazione in relazione all’architettura in cui è inserita.
Per gli artisti in mostra dare voce a questo istante è il modo per creare un incontro tra opera, contenitore e spettatore oltre che per rispondere in maniera consapevole all’ambiguità dei segni con cui il soggetto deve fare i conti dalla metà degli anni Sessanta, l’inizio dell’era dei mass media.
Il titolo Look Here esorta non soltanto a guardare ma anche a sentire più in generale suggerendo un’esperienza coinvolgente e non distaccata delle cose, evoca quello che accomuna le opere di Fernando Sánchez Castillo, Ingeborg Lüscher e Lapo Binazzi (UFO).
I loro lavori colpiscono per una particolare anti-spettacolarità e proprio per questo sorprendono nel momento in cui ci conducono a riflettere sui meccanismi di sedimentazione del concetto di quotidiano, di senso comune e di cosa può essere considerato opera d’arte, progetto di architettura o oggetto di affezione. Oltre alle varie presenze in mostra che suggeriscono un’analisi sul ruolo storico e attuale della scultura, sono presenti una serie di opere fotografiche che testimoniano l’incontro con l’altro nella necessità di svelarlo. In particolare sono da notare le opere che superano i confini tradizionali della pittura oscillando tra rappresentazione e distorsione delle superfici.
Questo aspetto appare evidente di fronte ai pannelli di Lapo Binazzi (UFO) che si dispongono nello spazio portando su di essi dipinti dai temi floreali che si mischiano ad una casa ANAS e a un telefono da campo facendo ripensare alle applicazioni delle teorie gestaltiche della Bauhaus e portando l’attenzione su come vengono interpretati i segni e non solo a come sono creati. Questa è la stessa riflessione che è al centro della scelta di Castillo di realizzare dei quadri astratto/gestuali dal titolo Funky Riot o Stock Market le cui macchie sono la copia esatta delle tracce lasciate sui muri dal lancio di bombe di colore o di frutta da parte dei manifestanti a partire dagli anni Sessanta contro il potere costituito.
Nel caso dei grandi quadri di Lüscher, scansioni verticali in cui il colore scuro risalta rispetto alle porzioni non di pigmento bensì di zolfo che produce luce invece di simularla, suggeriscono di osservare le cose come parte di un tutto e in relazione alle entità incommensurabili che costituiscono la vita. I dipinti/oggetti appena citati puntano a riflettere sugli strumenti stessi della costituzione e manifestazione di un’immagine: essi non si limitano a riflettere sugli strumenti della pittura, ma indagano come possano essere osservate le tracce delle realtà. L’obiettivo è tramutare l’osservatore in fruitore consapevole delle sue possibilità di interazione con il mondo che lo circonda, sia mediatico che naturale, sia scientifico che istintuale.
Il curatore Lorenzo Bruni, riguardo ai temi comuni che emergono dalla fruizione delle opere dei tre artisti della mostra Look Here, scrive: L’oggetto del 1975 di Lapo Binazzi (UFO), la cui forma rimanda a un coltello, ha la lama fatta di plexiglas colorato che lo rende irreale e fuori dal comune. Sensazione che aumenta quando l’opera è accesa come fosse una lampada: la luce porta a trascendere la sua presenza e a far interagire in maniera disarmante i temi di aggressione e di seduzione come quelli di ordinario e di surreale. Gli stessi temi sono indagati dalla scultura Precettore di Castillo, un giovane albero che sembra appena divelto dal terreno – come testimoniano le radici che appoggiano sul pavimento – il cui tronco spezzato è però ricomposto e salvato con l’aiuto di una canna di bambù che lo sostiene e lo raddrizza. Le minute forme del 1987 di Lüscher, tra il geometrico e il sensuale, ricoperte di zolfo e poste su una base, introducono la relazione tra il concetto di organico e inorganico. Queste opere propongono modalità, differenti nell’apparenza ma simili nelle intenzioni, che si propongono di affrontare il paradosso tra le categorie di macro e micro, di trovato e creato, di visibile e immaginabile. In particolare, se osservate nello stesso ambiente, permettono di ripensare il ruolo della scultura come oggetto e la sua possibilità di manifestarsi come rilascio di energia ed espansione dell’attorno e non soltanto come occupazione di spazio.
In occasione di Look Here sarà realizzato un libro che, oltre che contenere le immagini del dialogo site specific tra opere e contesto, include le interviste a vari intellettuali con cui allargare i temi del dibattito proposto dalle opere. Il libro sarà presentato nel corso della mostra. Le interviste ai protagonisti della mostra e ai critici saranno anche fruibili attraverso i social media.
Inaugurazione
7 ottobre ore 18.00
Informazioni
02 794274; info@galleriafredianofarsetti.it
- Fernando Sánchez Castillo
- Ingebor Luscher
- Lapo Binazzi


