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Lost in time – Mostra collettiva

venerdì 13 luglio 2018 - giovedì 2 agosto 2018

Lost in time - Mostra collettiva

sede: El Bagnin de Gorla – Cascina Martesana (Milano).
cura: Paola Riccardi.

Il progetto Lost in Time, selezionato dalla curatrice Paola Riccardi per il sesto appuntamento della rassegna fotografica triennale Altri Mondi, è una collettiva coordinata da Michele Greco.
I fotografi in mostra sono tutti membri, assieme allo stesso Greco, del progetto LostItaly, che ha come obiettivo di creare una sorta di memoria collettiva attraverso un archivio di immagini di luoghi abbandonati, scattate dagli stessi fotografi ma anche con notizie storiche e fotografiche.

Lost in Time illustra il concetto di orizzonte-tempo: spazi che, una volta lasciati dall’uomo diventano qualcos’altro; nell’abbandono si afferma violenta una nuova identità dei luoghi che porta in sé la dimensione del tempo e della memoria e che si riconnette alla matrice originaria.
L’avventura di LostinItaly è nata più di dieci anni fa, quando un piccolo gruppo di fotografi dilettanti decise di riunirsi in un forum per condividere una grande passione diffusa all’epoca più all’estero che in Italia: i luoghi abbandonati.
Da allora l’attività fotografica di questo gruppo si è affiancata al recupero delle informazioni storiche di un mondo che sta pian piano sparendo e le cui tracce sopravvivono soltanto nelle nobili macerie dimenticate da tutti: hanno iniziato così a scoprire, esplorare e raccontare fabbriche, manicomi, ospedali e ville dimenticate da tutti.

Cristiano Antognotti
Nato a Firenze nel 1969; ha sempre maneggiato macchine fotografiche, un po’ per gioco un po’ perché amante dei ricordi. Fabbriche, ospedali, vecchie dimore; testimoni silenziosi di un vecchio passato, spesso glorioso, a volte doloroso. Cerca, con i suoi scatti, di ridar vita a questi ambienti, ai loro oggetti. Di dare voce ai muri scrostati e ammuffiti, alle loro storie troppo spesso dimenticate. L’incontro con LostItaly è stato decisivo per riuscire a costruire qualcosa che vada oltre la semplice passione.

Sandro Baliani
Comincia a fotografare e a stampare per suo conto in bianco e nero nel 1969. Nel 1975 scopre il fascino delle rovine moderne e da allora insieme ad un amico, gli edifici abbandonati scoperti casualmente. Grazie al diffondersi su internet di notizie e persone dedicate agli abbandoni e all’arrivo del digitale il suo archivio fotografico si amplia notevolmente. Continua comunque a usare, per il bianco e nero, le fotocamere analogiche e a stampare in proprio, su vari supporti, le sue fotografie.

Marco Antonio Brambilla
Nato nel quartiere Bovisa (Milano) nel 1977, riceve da subito un imprinting industriale e di periferia, fatto di fabbriche abbandonate, gasometri e profumo di catrame scaldato dal sole. Nel 2006 scopre l’esplorazione urbana e nello stesso anno diventa uno dei primi membri della neo-nata community italiana LostItaly. Da subito predilige l’aspetto esplorativo a quello prettamente fotografico e finalmente la sua grande curiosità trova innumerevoli sfoghi che lo portano anche ad indagare sulla storia dei luoghi abbandonati. Il fascino e il rispetto per questi posti sono il carburante della sua passione verso l’esplorazione urbana.

Roberto Conte
Nato a Monza nel 1980, ha iniziato a fotografare nel 2006 esplorando aree industriali dismesse dell’hinterland milanese, ampliando poi le tipologie di abbandono e muovendosi su aree geografiche sempre più ampie, esplorando luoghi in tutta Europa e oltre. Tra i primissimi membri di LostItaly, che ha sempre considerato come un gruppo di persone con cui poter coltivare la propria passione in modo sano e con gli stessi presupposti etici. Parallelamente all’esplorazione urbana ha sviluppato un interesse per la fotografia di architettura, in particolar modo per gli edifici brutalisti e per il modernismo negli ex Paesi socialisti.

Gualtiero Costi
Di lui si conosce poco. Si dice sia un anziano medico che si aggira in ospedali, sanatori e preventori dismessi. La sua figura aleggia in questi luoghi abbandonati portando conforto alle anime di chi vi ha vissuto. Alcuni sostengono di averlo incontrato in ville e castelli disabitati, altri in fabbriche obsolete. La presenza al suo fianco di una giovane e splendida ragazza enfatizza l’alone di mistero che lo caratterizza . . .

Roberto Diodati
Roberto è un “business man” di giorno che diventa un fotografo ossessionato durante il tempo libero. Ama scattare foto colorate e di qualsiasi cosa sia ricca di sfumature… chiese, palazzi, architetture sono il suo soggetto preferito durante i numerosi viaggi per lavoro. La passione per l’abbandono è abbastanza recente e sta recuperando velocemente il distacco dai suoi compagni più esperti. I potenti mezzi di editing e di elaborazione offerti dalla fotografia digitale lo aiutano a creare visioni normalmente non raggiungibili direttamente dalla macchina fotografica come panorami e time-stack. Il suo nome “d’arte” Controtono, esprime questa ricerca di visioni fuori dai canoni classici.

Michele Greco
Michele Greco Nato nel 1980, sin dall’adolescenza è affascinato dalle rovine e dai luoghi “in cui in genere è vietato l’accesso”. Inizia a fotografare edifici abbandonati una volta trasferitosi a Firenze nel 1999. Nel 2008 conosce i fondatori di LostItaly e si unisce al gruppo.

Marco Orazi
Nato nel 1975, muove i suoi primi passi con la fotografia analogica utilizzando una Zenith-E, della quale ricorda ancora l’inconfondibile rumore meccanico dell’otturatore. Nel 2009, ormai in piena era digitale, riemerge la passione per la fotografia. I primi scatti sono eterogenei: dai panorami allo “street”, dai ritratti ai monumenti. Nel 2014, dopo aver conosciuto altri fotografi con la stessa passione, che si unisce a LostItaly. I suoi interessi fotografici riguardano prevalentemente l’archeologia industriale e suoi i veri e propri capolavori di architettura, a volte paragonabili a cattedrali, dove bellezza e funzionalità erano facce della stessa medaglia.

Pietromassimo Pasqui
Nato a Roma alla fine dei favolosi anni sessanta, si interessa sin da ragazzo alla fotografia. Nel 2005 riprende in mano una macchina fotografica, stavolta digitale, ma gli manca qualcosa. Questo qualcosa prende forma, come la più classica delle illuminazioni mistiche, il giorno in cui si imbatte per caso nelle fotografie di Shaun O’Boyle sui luoghi abbandonati. Cercando fotografi italiani che abbiano anche loro questa passione arriva al sito di Sandro Baliani e si unisce al gruppo di LostItaly. Negli ultimi anni, uscito miracolosamente dal tunnel oscuro della post produzione HDR, riscopre la magia della fotografia analogica su pellicola, che riprende a sviluppare e stampare in casa.

Valeria Spiga
Non ricorda l’inizio del suo viaggio. Ricorda solo il bisogno che l’attirava in questi luoghi dimenticati dall’uomo. Persi nel tempo, dove la natura si riappropria del suo spazio, del suo mondo. Memorie industriali, memorie umane, storie di vita dimenticate. “Porta via soltanto immagini… Lascia soltanto orme…”

Gianmaria Sacco
Gianmaria Sacco Fotografa da quando avevo dieci anni, con lunghi intervalli di inattività. Ha ricominciato seriamente nel 2012 con un forte interesse per l’archeologia industriale. Affascinato da sempre dal declino, dall’abbandono e dall’impermanenza delle cose.

Espongono: Cristiano Antognotti, Sandro Baliani, Marco Antonio Brambilla, Roberto Conte, Gualtiero Costi, Roberto Diodati, Michele Greco, Marco Orazi, Pietromassimo Pasqui, Valeria Spiga, GianMaria Sacco.
L’intera rassegna Altri Mondi è presentata dall’associazione Ecologia Turismo Cultura, insieme a Cooperativa COMIN e Cooperativa Tempo per l’infanzia.
Inaugurazione: venerdì 13 luglio, dalle 19:00