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Luca Freschi. Tomorrow in the battle think of me

martedì 23 Settembre 2025 - sabato 18 Ottobre 2025
Luca Freschi. Tomorrow in the battle think of me

sede: Manuel Zoia Gallery (Milano).

L’esposizione raccoglie una ventina di opere tra sculture, installazioni e lavori inediti che affrontano i temi della memoria e della trasformazione. Con questo progetto, l’artista conferma la sua ricerca sul linguaggio contemporaneo e sul dialogo tra materia e immaginario.

La citazione “Tomorrow in the battle think of me” è tratta dal Riccardo III di William Shakespeare, successivamente ripreso anche come titolo del romanzo Domani nella battaglia pensa a me di Javier Marías. Nell’opera shakespeariana la frase indica una maledizione pronunciata dal fantasma della regina Anna verso il re che l’ha fatta uccidere: una minaccia e un’invocazione a pensare a lei, disperare e morire nella battaglia che lo attende.
Luca Freschi riattiva e trasforma la frase legandola ad un immaginario che parla di memoria e responsabilità. L’artista ne fa un uso che sembra evocare la condizione attuale: un presente segnato da fragilità e crisi, in cui il pensiero del domani è già un campo di lotta. Il corpo, singolo o collettivo è custode di una memoria vivente, di un’eredità che sostiene e sorregge. Così, le sue Cariatidi, figure portanti ma vulnerabili, moderni obelischi che giocano tra i pieni e i vuoti, grazie alla sovrapposizione di vasi, calchi di statue o teschi, sono metafora del peso della memoria. Anche i Breviari – un richiamo agli ex voto – opere minimali dai colori forti che racchiudono pochi elementi, una musicassetta, un gelato, un fiore, una forbice o dei chiodi, diventano tracce di memoria, strumento di resistenza. I Pavimenti d’ombre rappresentano quell’insieme di rovine che l’artista scegli di conservare, dove ogni oggetto presente diventa un pezzo da custodire. Tutte le altre opere in esposizione si fanno custodi di oggetti effimeri o meno, ad esempio le Ampolle, contenitori di riproduzioni di oggetti naturali e minerali, il calco di una mano, un corno di un animale, un pezzo di conchiglia, un busto.
La verticalità rigorosa delle Cariatidi, la calma orizzontale compositiva nei Pavimenti d’ombre, gli spazi circoscritti ma con soluzioni originali nei Breviari: corpi, parole, materie, tutti elementi che trasformano il passato e il ricordo in una presenza attiva capace di accompagnarci nel conflitto del presente.

La sua ricerca si distingue dunque per il dialogo profondo tra passato e presente, tradizione e modernità; tra richiami iconografici e formali, le sue opere inducono a continui déjà-vu.
L’artista attinge dalla cultura del passato, dalla mitologia fino all’arte contemporanea e lo fa con un linguaggio plastico, attraverso l’utilizzo della terracotta e della ceramica. Colpiscono le forme, i materiali e i colori, il contrasto tra le superfici dai colori vivaci, ottenuti con smalti lucidi e brillanti, e le opere più recenti, caratterizzate da tonalità più opache e atmosfere sospese. Questa dialettica tra brillantezza e velatura sottolinea ulteriormente la tensione tra vitalità e fragilità, tra presenza e dissolvenza, che attraversa la ricerca dell’artista.

Inaugurazione
martedì 23 settembre, ore 18 – 20

Immagine in evidenza
Luca Freschi – Una parte del Tutto smarrito – 2019 – terracotta ceramica dipinta, objet trouvè, legno e plexiglass – cm 87x87x13

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