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Luciano De Vita – Mostra personale

martedì 21 Gennaio 2020 - domenica 23 Febbraio 2020

Luciano De Vita - Mostra personale

sede: Pinacoteca Nazionale di Bologna (Bologna).
cura: Silvia Evangelisti.

La figura di Luciano De Vita è una delle più interessanti del panorama artistico dei tre decenni del secondo dopoguerra italiano, sia per l’alta qualità artistica che per la versatilità nella pratica dell’arte e nell’impiego dei materiali.
Allievo e assistente di Giorgio Morandi, famoso come incisore, non è altrettanto conosciuto come artista a tutto tondo, nonostante gli inviti alla Biennale di Venezia e l’importante attività di creatore di scenografie per l’opera lirica.

La mostra riunisce in un unico luogo le diverse attitudini di De Vita, testimoniandone la straordinaria forza creativa nella pittura, nella scultura, nella scenografia e – naturalmente – nell’incisione.
In esposizione una trentina di dipinti anche di grandi dimensioni, disegni, sculture, un ampio corpus di incisioni arricchito dai quattro libri d’artista realizzati nella sua vita e rari materiali per il teatro come costumi, bozzetti, maquette.

Luciano De Vita (1929-1992) nasce ad Ancona nel 1929. Negli anni Cinquanta frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Pittore, dedica una precisa attenzione all’incisione, all’acquaforte. Nel 1954 la sua prima mostra personale. Nel 1955 è chiamato presso l’Accademia bolognese, come assistente alla Cattedra d’incisione, da Giorgio Morandi. Nel 1961 ottiene la cattedra di Tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Torino. Successivamente è trasferito a Milano all’Accademia di Brera e vi rimane fino al 1976. Aderisce al Movimento Informale, ma per breve tempo. Esporrà a “L’Informale in Italia fino al 1957” (Livorno 1963). Quindi partecipa alle più importanti mostre in Italia e all’estero: Chicago, New York, Lincoln, Tokjo, Parigi, Londra, Vienna, Heidelberg, Berlino.. . . Consegue vari premi nazionali e internazionali: all’VIII Quadriennale, Roma 1959; alla XXX Biennale d’Arte, Venezia 1960; alla IV Exposition Internazionale de Gravure, Lubiana 1961; alla VI Biennale di San Paolo del Brasile, 1961; al Premio del Fiorino, Firenze 1963; alla prima Biennale de Gravure, Cracovia 1966, ecc.. . , Mostre personali a New York, 1964; Roma 1966; Venezia 1966. Sempre nel ’66 presenta a Parma una prima antologica di pittura, alla Galleria Nazionale della Pilotta, Del 1965 sono le sue prime sculture. Presenta nel 1967 e nel 1971 due mostre alla Galleria dè Foscherari di Bologna, rispettivamente chiamate “L’Altare di Bologna”, e “Nel mio giardino”; quest’ultima sarà anche il titolo di una fortunata cartella, contenente dodici grandi acqueforti. Nel 1969 inizia una lunga collaborazione con il Teatro. Per il Comunale di Bologna realizza l’allestimento scenico e i costumi per “Turandot” di G. Puccini, 1969; per “Otello” di G. Verdi, 1971; per “L’angelo di Fuoco” di Prokofev, 1973. Per le Feste Musicali, sempre a Bologna, nel giugno del ‘74, mette in scena nel Cortile dell’Archiginnasio “Le Veglie di Siena” di Orazio Vecchi. L’attività e l’esperienza teatrale lo occupano quasi totalmente e, anche se la galleria ha una pausa, il lavoro teatrale costituisce per De Vita un momento di intensa attività. Nel 1975 inaugura la nuova Galleria d’Arte Moderna di Bologna con una vasta rassegna antologica comprendente dipinti, sculture, incisioni e un nutrito assemblaggio di elementi figurali ricavati da quei suoi primi lavori teatrali. Invitato, è presente con due lavori alla Biennale Internazionale del Bronzetto (Padova 1977); a “Multiscultura” (Marseille, 1978). Ritorna al Teatro per “Orfeo ed Euridice” di C. W. Gluck (Como, Auditorium di S. Francesco 1976, regia, scene e costumi); nel 1978 eseguirà le scene e i costumi per “Il Castello del Principe Barbablù” di Béla Bartók, al Teatro La Scala di Milano. Per il Teatro Comunale di Bologna curerà nell’ordine la regia, l’allestimento scenico e costumi per tre opere: “Turandot” di G. Puccini, 1979; “Otello” di G. Verdi, 1980; “Aida” di G. Verdi, 1981. Dopo queste esperienze riprende con impegno la pittura. È presente in diverse mostre: “L’Informale in Italia”, Galleria d’Arte Moderna, Bologna 1983; “Intergrafik ‘84”, Berlino 1984; XI Quadriennale, Roma 1986; “L’Arte italiana dopo l’informale”, Chiostro di San Domenico, Imola 1988; “Autoritratto non come ritratto”. Arte Fiera, Bologna, 1988; “Artisti italiani oggi”, Lima, Perù, 1989. Infine l’ultima esperienza espositiva a Palazzo Pepoli (Bologna), presentata da Andrea Emiliani nel maggio del 1992. Ha ricoperto la cattedra di tecniche dell’incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna fino al 1992, anno della sua morte.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Pendragon Edizioni, con testi di Silvia Evangelisti, Pietro Lenzini, Maria Gioia Tavoni e Cataldo Serafini. Ampi apparati completano la pubblicazione: una scelta di fotografie di Luciano De Vita e del suo lavoro realizzate da Nino Migliori, una bibliografia completa a cura di Federica Rossi, e un gruppo di testimonianze di amici e colleghi, oltre ad un ricordo dei tre eredi Pantàno che hanno messo a disposizione opere e documenti.

Mostra promossa dall’Accademia di Belle Arti di Bologna nell’ambito di Art City Segnala 2020.
Ufficio Stampa: Accademia di Belle Arti di Bologna
Inaugurazione: martedì 21 gennaio 2020, ore 17, Salone degli Incamminati della Pinacoteca.

Dettagli

Inizio:
martedì 21 Gennaio 2020
Fine:
domenica 23 Febbraio 2020
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

PINACOTECA NAZIONALE DI BOLOGNA
Via Belle Arti, 56
Bologna, 40126 Italia
+ Google Maps
Telefono:
051 4209411
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