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Luciano Ventrone. Meraviglia ed estasi

domenica 15 Aprile 2018 - domenica 6 Gennaio 2019

Luciano Ventrone. Meraviglia ed estasi

sede: Chiesa monumentale di San Francesco (Gualdo Tadino).
cura: Vittorio Sgarbi, Cesare Biasini Selvaggi.

Le invenzioni dell’artista romano, anche nella produzione più recente, suscitano infatti sicuramente stupore, riuscendo a fondere pittura, luce, forma, colore, scenografia e illusione, per creare immagini dalla forte spettacolarità, che si accingono a rapire i sensi dello spettatore come in una vera e propria estasi mistica.
A partire dalle sue proverbiali nature morte, tradotte sulla tela con la sua inconfondibile cifra pittorica dalla tecnica senza imperfezioni, assolutamente nuova, iperbolica, esagerata, barocca, metafisica.
Quella stessa che colpì e conquistò, nei primi anni Ottanta, il gusto e l’interesse critico di Federico Zeri.
Fiori e frutta sono, infatti, tra i soggetti più indagati dall’artista, per l’intrinseca bellezza e plasticità delle forme di questa natura in posa, per l’immediato fascino esercitato dai suoi colori, per la reattività delle superfici ai riflessi della luce artificiale, per le allusioni simboliche a essi legati.

Ventrone esagera, perfeziona pertanto il reale, e costringe il pubblico a fare i conti con immagini che altrimenti non avrebbero, al di fuori della sua interpretazione, interessato nessuno.
Come nel caso del monumentale polittico di 3 x 3 m, dal titolo “Mosaico” (2011), raffigurante una melagrana gigante spaccata, esposto precedentemente nel Padiglione Italia della 54° edizione della Biennale di Venezia.
Ma i “coup de théâtre” non finiscono qui.
Il percorso espositivo comprende anche due rari nudi, un momento di riflessione fisico sulla bellezza spirituale del corpo femminile, sulla sua splendida plasticità.
Completano, infine, la mostra due inediti paesaggi, “Silvi Marina” (2013 / 17) e “I racconti del vento” (2006), rispettivamente una marina e un deserto (soggetto eseguito solo in quattro versioni), vere e proprie istantanee di luce e colore, dove il sole sostituisce la fredda e artificiale luminosità elettrica delle nature morte, riflettendo quella luce calda che vena d’avorio il mare Adriatico nei pomeriggi d’agosto, così come le dune di sabbia della Libia.

Luciano Ventrone nasce a Roma nel 1942. Nel 1983 un articolo scritto da Antonello Trombadori su “L’Europeo” induce lo storico dell’arte Federico Zeri a interessarsi dell’artista suggerendogli di affrontare il tema delle nature morte. È qui che inizia la sua lunga, e ancora non completa, ricerca sui vari aspetti della natura, catturando particolari sempre più dettagliati e quasi invisibili a “occhi bombardati da milioni di immagini”, quali sono quelli degli uomini della nostra epoca. È questa ricerca di Ventrone che ha destato, nei decenni, l’attenzione, tra gli altri, di Federico Zeri, Sergio Zavoli, Duccio Trombadori, Marco Di Capua, Vittorio Sgarbi, Achille Bonito Oliva, Roberto Tassi, Giorgio Soavi, Edward Lucie-Smith, Angelo Crespi, Beatrice Buscaroli, Eugenia Petrova. Ad aprile 2018 a Ventrone è dedicata una personale anche a Londra, alla Pontone Gallery, nel cuore di Chelsea e Knightsbridge, a pochi minuti di distanza da Saatchi Gallery e Sloane Square Tube.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue italiano-inglese edito da Carlo Cambi Editore.
Ufficio stampa Archivio Ventrone: Paola Saba.
Inaugurazione: domenica 15 aprile ore 17.30

Dettagli

Inizio:
domenica 15 Aprile 2018
Fine:
domenica 6 Gennaio 2019
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

CHIESA MONUMENTALE DI SAN FRANCESCO
Piazza Martiri della Libertà
Gualdo Tadino, Perugia 06023 Italia
+ Google Maps
Sito web:
www.roccaflea.com