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Luisa Menazzi Moretti. Io sono – La mostra, il libro, il video

giovedì 1 marzo 2018 - lunedì 26 novembre 2018

Luisa Menazzi Moretti. Io sono - La mostra, il libro, il video

sede: Varie Sedi (Italia).

“Io sono”, l’ultimo progetto curato da Luisa Menazzi Moretti, raccoglie le fotografie e i racconti di alcuni rifugiati e richiedenti asilo conosciuti durante la sua permanenza in Basilicata nel 2017.
Grazie alla loro spontanea partecipazione, l’autrice ha potuto raccogliere le loro storie e ritratti.

“Ho incontrato persone arrivate nel nostro Paese alla ricerca di una vita migliore. Ognuno di loro ha voluto raccontare la sua storia. Da dove viene, chi è? Questa gente la vediamo da lontano, in televisione, su internet, a volte ci sembra un gruppo indistinto, paiono tutti uguali. Ma sono persone, prima che migranti”.

I protagonisti di “Io sono” arrivano in Italia dall’Afghanistan, Pakistan, Siria, Nepal, Libia, Gambia, Nigeria, Senegal, Egitto, Congo, Mali, Costa d’Avorio, Eritrea, Etiopia, fuggendo da vicende e con alle spalle storie personali molto differenti.
Nei loro racconti una frase evoca un ricordo che suggerisce il segno, in forma di oggetto, impresso su ogni singolo scatto fotografico.
Il progetto comprende una mostra, un libro pubblicato da Giunti Editore e un video.

Alcune delle storie di “Io sono”

Io sono, Adama – Senegal
Io sono Adama, ho diciotto anni, vengo dal Senegal. Mio zio mi ha promessa in sposa a un suo amico, era molto vecchio, avevo quattrodici anni. Ho deciso di scappare, da sola. Sono stata costretta ad andare via: o mi sposavo o mio zio mi uccideva. Prima, sono andata in Gambia, poi in Mali, in Niger; fuggivo di continuo, dormivo per la strada, è stato difficile, ero terrorizzata che mio zio mi desse la caccia e mi trovasse. Infine, dopo più di un anno, sono arrivata in Libia. E’ l’inferno, mi hanno umiliato, molto…no, non me la sento di raccontare altro. Dopo alcuni mesi che ero lì sono stata portata sulla costa e messa in una barca, non conoscevo la destinazione. E’ così che un anno fa sono arrivata in Sicilia.

Io sono, Mohamed – Costa d’Avorio
Io sono Mohamed, ho diciassette anni. Ho lasciato la Costa d’Avorio per una questione politica. Durante la campagna elettorale del 2015, lavoravo con mio fratello per un candidato. Con i soldi che guadagnavo mi pagavo la scuola e quello che mi serviva per vivere in città, ad Abobo. Ma un giorno un gruppo violento di giovanissimi terroristi molto feroci, il Microbe d’Abobo, ci hanno dato la caccia e, quando ci hanno trovato, ci hanno bastonato, bastonato e bastonato quasi a morte. Non so come, ma siamo sopravvissuti e riusciti a scappare in Burkina Faso, in Nigeria ed infine in Libia; lì, se sei nero ti trattano come uno schiavo, sei costretto a fare i lavori forzati, ti picchiano e, alla fine della giornata, non ti danno pochissimo cibo, a volte neppure quello. Per fortuna, dopo alcuni mesi siamo riusciti ad imbarcarci.

Io sono, Sardar – Pakistan
Io sono Sardar, ho vent’anni, vengo dal Pakistan, dalla zona del Beluchistan. Ho deciso di lasciare il mio Paese perché i problemi con i Talebani erano molti, hanno bombardato scuole e ucciso centinaia di studenti. La guerra era un fatto quotidiano ed il rischio di perdere la vita, continuo, la mia vita era sempre circondata dalla morte, dalla distruzione. Appena ho compiuto diciassette anni i talebani mi hanno ordinano di andare a combattere con loro; se continuavo a rifiutare, mi avrebbero ammazzano. Sono venuti sia fino a casa mia che a scuola per minacciarmi e ordinarmi: “Tu, tu viene a combattere! Se vieni, molto bene, altrimenti ti uccidiamo. ” Io sono uno studente, non voglio combattere! Purtroppo non era più possibile per me rimanere nel mio Paese. Penso alla mia famiglia: non so dove vivono, non so dove siano.

Breve biografia
Nata a Udine nel 1964, Luisa Menazzi Moretti all’età di tredici anni lascia l’Italia per trasferirsi con la famiglia negli Stati Uniti, dove in Texas, nella città di College Station, frequenta la high school per poi proseguire a Houston i suoi studi universitari. In quegli anni inizia la sua passione per la fotografia; frequenta corsi prediligendo la stampa e lo sviluppo in bianco e nero. Ritorna a vivere in Europa, si laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne, lavora a Londra per poi, dopo alcuni anni, trasferirsi in Italia. Ha vissuto a Udine, Bologna, Roma, Napoli e Venezia. Critici curatori e scrittori quali Francesco Bonami, Achille Bonito Oliva, Denis Curti, Valerio Dehò, Maria Flora Giubilei, Antonio Giusa, Lothar Müller, Daniele Pitteri, Domenico Quirico hanno presentato e curato le mostre dell’autrice. Nel 2017 Giunti editore pubblica Io sono – Luisa Menazzi Moretti. Nel 2016 la casa editrice Contrasto pubblica Ten Years and Eighty-Seven Days e, sempre nello stesso anno, Gente di Fotografia pubblica Somewhere – Luisa Menazzi Moretti; due sono i cataloghi editi da Arte’m di Luisa Menazzi Moretti: Words (2013) e Cose di Natura – Nature’s Matters (2014).

Progetto prodotto da Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata, Cooperativa il Sicomoro, Arci Basilicata.

Date e luoghi della mostra “Io sono”

Matera, Museo Nazionale di Palazzo Lanfranchi
Opening: 1 marzo 2018
Apertura al pubblico: dal 2 marzo al 5 aprile 2018

Potenza, Museo Archeologico Provinciale
Opening: 18 maggio 2018
Apertura al pubblico: dal 19 al 31 maggio 2018

Lecce, Convento dei Teatini
Date da definire nei mesi di luglio e agosto

Napoli, Palazzo delle Arti – PAN
Opening: 24 ottobre 2018
Apertura al pubblico: dal 25 ottobre al 26 novembre 2018