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Maragliano 1664-1739 – Lo spettacolo della scultura in legno a Genova

venerdì 9 novembre 2018 - domenica 10 marzo 2019

Maragliano 1664-1739 - Lo spettacolo della scultura in legno a Genova

sede: Palazzo Reale di Genova – Teatro del Falcone (Genova).
cura: Daniele Sanguineti.

Palazzo Reale, nel Teatro del Falcone, propone una mostra dedicata alla figura di Anton Maria Maragliano, autore di sculture lignee.
Conosciuto soprattutto per le sue sculture di figure, fu attivo fra la fine del Seicento e i primi quattro decenni del secolo successivo, in particolare a Genova dove tenne una rinomata bottega. Rinnovò in chiave barocca e pre-rococò l’arte del legno, operando una “riforma” collegata alla poetica di grande decorazione contemporaneamente svolta da Filippo Parodi nel marmo e Domenico Piola nella pittura e attuando un efficace compromesso tra ispirazione aulica e gusto popolaresco.

Per la prima volta si potranno ammirare, a confronto tra loro, i capolavori di Maragliano, testimoni della potenza persuasiva del legno dipinto e dorato a personificare i protagonisti del Paradiso: dalle eleganti statue mariane agli aggraziati Crocifissi fino alle grandiose macchine processionali con i martirii dei santi. Si tratta del primo evento espositivo utile a dar conto del profilo monografico dell’artista, affrontato negli ultimi vent’anni in maniera specifica e approfondita da Daniele Sanguineti che ha apportato un capillare apporto archivistico e filologico, incrementando notevolmente il catalogo delle opere.

La capacità di corrispondere alle esigenze della committenza attraverso immagini di forte impatto emotivo rese possibile, a partire dall’inizio del Settecento, l’ottenimento di un vero e proprio monopolio che costrinse lo scultore alla dotazione di un assetto imprenditoriale articolato. Ben due generazioni di allievi furono accolte nelle stanze di Strada Giulia, nel cuore di Genova, dove Maragliano aveva la bottega, dando corso a quel fenomeno di divulgazione del linguaggio che rappresenta l’aspetto più affascinante, benché problematico, dell’approccio allo scultore: e gli allievi degli allievi perseguirono questa divulgazione oltrepassando la fine del secolo.

La mostra, allestita negli ambienti del Teatro del Falcone, propone un percorso espositivo dalla doppia impostazione: da un lato l’iter cronologico, con i modelli culturali di riferimento, gli esordi, la bottega e l’intervento progressivo degli allievi, dall’altro una serie di sezioni tematiche, articolate in aggregazioni di opere per iconografia o impatto scenografico.

L’esposizione si apre con una sezione dedicata ai precedenti con le opere degli artisti su cui il giovane Maragliano si formò, da Giuseppe Arata e Giovanni Battista Agnesi a Giovanni Battista Bissoni e Marco Antonio Poggio. Seguiranno i luoghi di Maragliano evocati attraverso una serie di documenti, incisioni e acquerelli utili a raccontare le fasi di apprendistato e gli ambienti che hanno ospitato lo spazio di lavoro di Maragliano nel corso degli anni.
Il San Michele Arcangelo di Celle Ligure, richiesto a Maragliano nel 1694, e il San Sebastiano per i Disciplinanti di Rapallo, commissionato nel 1700, testimoniano, in un’apposita sezione, il ruolo dei modelli in sintonia con la più aggiornata cultura figurativa radicata a Genova grazie al pittore Domenico Piola e allo scultore francese Pierre Puget. Queste sculture, capaci di tradurre nella tridimensionalità del manufatto la grazia coinvolgente propria della pittura coeva e della scultura berniniana, rivelano il nuovo, delicato dinamismo della cultura barocca.
La pratica di lavoro, dalla manipolazione dei modelli in creta alla collaborazione con i pittori – specie quelli di Casa Piola – costituirà un approfondimento di particolare interesse che renderà comprensibile il progetto ideativo nell’interezza del suo iter.
L’accostamento progressivo di alcuni crocifissi, grandi o piccoli, da cappella, da altar maggiore o da processione, mostra il sostanziale rinnovamento conferito da Maragliano all’iconografia fino all’ottenimento di un cliché replicabile da parte degli allievi.

Una serie di Madonne, sedute in trono, e una cassa processionale – il Sant’Antonio Abate contempla la morte di san Paolo eremita oggi pertinente all’omonima confraternita di Mele – restituiscono le valenze di teatralità delle composizioni maraglianesche, per le quali il biografo Ratti, riportando il giudizio del popolo, scriveva: “… han tutta l’aria di Paradiso”.

Le tematiche penitenziali, da Settimana Santa, sono illustrate nella sezione “La passione secondo Maragliano”. Accanto ad opere dal piccolo formato, tra cui le statue da presepe, che permetteranno di apprezzare pienamente la perizia tecnica di Anton Maria Maragliano saranno inoltre esposti raffinati oggetti, di ambito sacro e profano, commissionati da famiglie nobiliari per le proprie raccolte private.
Il percorso si conclude con un’allusione alla complessa gestione dell’eredità maraglianesca, grazie alla presenza di alcuni pezzi realizzati dai principali allievi.

Vista la ricca presenza di opere di Maragliano nel tessuto cittadino, la mostra prosegue in città dove vengono opportunamente segnalate sculture e casse processionali ancora oggi custodite nei luoghi d’origine, come la Pietà di San Matteo, i Dolenti della cappella Squarciafico in Santa Maria delle Vigne, il San Pasquale della Santissima Annunziata, che non potrebbero essere movimentate per la loro complessità. I diversi siti verranno così coinvolti nell’itinerario espositivo, creando accessi facilitati per i visitatori, anche in collaborazione con l’Ufficio Arte Sacra della Curia Arcivescovile di Genova.
Un ulteriore collegamento alla mostra riguarda la Pinacoteca dell’Accademia Ligustica dove è allestito un presepe con le statue afferenti alle collezioni civiche (Museo Luxoro), per dar conto dell’impronta maraglianesca sulla produzione di statuaria presepiale di secondo Settecento.

Inaugurazione: venerdì 9 novembre 2018, ore 17:00