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Marco Marciani. I fiori della memoria e dello sguardo

sabato 30 giugno 2018 - domenica 29 luglio 2018

Marco Marciani. I fiori della memoria e dello sguardo

sede: Ostello di Magliano Sabina (Magliano Sabina).
cura: Lorenzo Canova.

Dopo la mostra “Luminarie” del 2016, Marco Marciani torna con le sue ultime nuove opere a percorrere i paesaggi che gli sono più cari e vicini, rappresentando, come scrive il critico Lorenzo Canova, curatore della mostra, “(… ) la natura in termini contemporanei, cercando un rapporto diverso di interpretazione e di ricreazione del visibile, con quel potere che ha la pittura nel farci vedere le cose in modo nuovo, quando ha la forza di sorprendere e guidare il nostro sguardo (… ) “.

E non a caso si intitola “I fiori della memoria e dello sguardo” questa personale che espone quaranta opere in cui tecnica mista o olio e smalto si alternano su tela e carta, a testimonianza di come l’urgenza di creare non sia mai disgiunta dall’indagare e sperimentare nuovi materiali, nuove forme espressive.
“Da quando ho iniziato a dipingere – dice Marco Marciani – ho usato olio, acquerelli, acrilici, smalto. Stendevo i colori a olio puri, senza diluirli, perché mi piaceva l’evidenza e la consistenza che lasciavano sulla tela, il tratto materico e potente. Ora apprezzo e uso il colore diluito, lo diluisco così tanto da far diventare l’olio quasi un acquerello, perché ora so che l’olio non è solo materia, ma ha un’anima che rimane, sempre. E ha tantissima forza. “.
Marciani, lontano dal riprodurre la natura in modo fotografico, utilizza anche, in parte, la tecnica del dripping, facendo schizzare il colore sulla tela posta in orizzontale, perchè questa tecnica pittorica dà l’idea del gesto ampio, del movimento istintivo, fissando in maniera inequivocabile il momento presente.
E poi, come scrive Lorenzo Canova, interviene sulla tela, “(… ) si serve del pennello come un’interfaccia che da` forma e senso alla sua visione, la sua mano incide e taglia gli strati di colore (… )” per restituirci paesaggi che, da sempre, sono parte di noi.

“Una fusione archetipa tra natura e arte, un occhio alla ricerca del mistero delle cose, fioriture e luci di un mondo in bilico tra realtà e immaginazione: la pittura di Marco Marciani si muove rapida e fluida alla ricerca della luce segreta e dei riflessi sconosciuti che si nascondono tra i petali e i fili d’erba, tra le foglie e il cielo di luoghi familiari e rinnovati dallo sguardo e dalla mano dell’artista.
Marco Marciani ama la leggerezza e la densità della pittura, compone opere che si inseriscono in quella linea dell’arte internazionale in cui gli elementi iconici sono inglobati in una tessitura astratta, dove le soluzioni materiche si ricompongono in un intreccio cromatico fatto di spessori e di stesure più liquide, di rugosità, di segni e di azioni gestuali che ritrovano i ricordi di immagini affioranti dal sostrato brulicante di un colore in fermento.
Marciani trova dunque la sua personale declinazione nella rivisitazione di quella linea che va dall’Impressionismo all’Informale naturalistico che nell’arte italiana e internazionale trova periodicamente una nuova stagione, partendo dalle terre e dai sottoboschi di Morlotti e arrivando paradossalmente alle ultime opere di Damien Hirst che da qualche tempo si dedica alla sua declinazione lisergica delle Mimose di Bonnard.
Marciani ci ricorda come sia ancora possibile rappresentare la natura in termini contemporanei, cercando un rapporto diverso di interpretazione e di ricreazione del visibile, con quel potere che ha la pittura nel farci vedere le cose in modo nuovo quando ha la forza di sorprendere e guidare il nostro sguardo.
Marco Marciani ha composto dunque una sintesi della sua memoria e della sua percezione, avvicinandosi ai particolari minimi e assoluti di un prato e di un bosco, facendo scorrere il nostro occhio nella lontananza delle terre, dei colli e delle montagne che conosce bene e racconta estraendone il succo essenziale fatto di verdi, di azzurri e del giallo delle stelle, delle luci elettriche e delle lucciole, nuclei splendenti e pulsanti che si distendono in prospettiva verso il cielo blu cobalto della sera come un tappeto di speranze rinate dopo la tempesta.
La pittura di Marciani si distende quindi con rapidità e con icastica esattezza, scorre sul supporto come un flusso liquido e rigenerante di colore che nelle sue correnti ridà vita a uno spazio dove la rappresentazione della natura assume costantemente forme nuove e antichissime, sospese tra gli intrecci astratti e i frammenti iconici di una tradizione millenaria, in una prospettiva che si apre forse a una segreta dimensione spirituale.
In una coltivazione di smalti e di velature preziose, Marco Marciani rielabora allora la sua primavera interiore, invitandoci a entrare nel labirinto della sua pittura, in un vespro dove piccoli bagliori si fanno strada tra i segni neri degli alberi che tagliano lo spazio come scansioni nette che segnano il quadro, ravvivate da un pulviscolo quasi profumato che fa vibrare l’intera atmosfera di un luogo che riconosciamo come nostro anche se non lo abbiamo mai visitato.
Il dripping si trasforma in questo modo in un distillato di ricordi dove la materia pittorica condensa frammenti di tempo nascosti in un giardino ipotetico, allo stesso tempo distante negli anni e prossimo al nostro presente, uno spazio dove le fioriture si rinnovano, tra petali neri e densi di petrolio e di dimenticanza, tra boccioli luccicanti che crescono e si incastonano sul supporto come un’incrostazione preziosa d’oro e di lapislazzulo.
Così Marco Marciani si serve del pennello come un’interfaccia che dà forma e senso alla sua visione, la sua mano incide e taglia gli strati di colore, gioca tra tenebre e luce, si immerge nel limo e nel fango, si cala nelle ombre del sottobosco, si indurisce come una corteccia, diventa esile come uno stelo, lieve come un petalo che non è destinato a sfiorire, piantato da una pittura che rinasce vitale e perenne nutrita dalla linfa feconda della luce del mondo”.
Lorenzo Canova

 

Marco Marciani, biografia
Nato il 28 marzo 1967 a Magliano Sabina (Rieti). Ha lavorato come attore di teatro, cinema, tv. Ha insegnato per sette anni presso l’Accademia Beatrice Bracco le materie: approccio alla telecamera, sensoriale e acting sul palcoscenico. Nel 2013 – 2014 scrive e dirige gli spettacoli teatrali “Seguimi” e “I’m not religious”. E’ stato componente della giuria tecnica per le finali di Miss Italia 2015 e 2016 e componente della commissione per il titolo di Miss Cinema 2015, con Massimo Ferrero e Enrico Lucherini. Nel 2016 realizza una personale dal titolo “Luminarie” che espone alla Galleria Ostello Magliano Sabina e alla Galleria Il Granello di Sabbia Civita Castellana (Viterbo).

Ufficio stampa: Sara Grita Palombelli
Inaugurazione: sabato 30 giugno 2018, ore 18.00

Dettagli

Inizio:
sabato 30 giugno 2018
Fine:
domenica 29 luglio 2018
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

OSTELLO DI MAGLIANO SABINA
Via Mariano Falconi, 2
Magliano Sabina, RI 02046 Italia
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Telefono:
0744 921014
Sito web:
www.ostellomaglianosabina.com