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Mariella Ghirardani. Perlux, cod. 8300

giovedì 19 ottobre 2017 - venerdì 10 novembre 2017

Mariella Ghirardani. Perlux, cod. 8300

sede: Amy D Arte Spazio (Milano)
cura: Anna d’Ambrosio.

Materia ed energia sono trasformabili una nell’altra. Ogni materiale od oggetto può essere impiegato nella creazione di un’opera d’arte, ma ciò che realmente conta, in fondo, è il modo in cui viene inserito in essa dalla mente dell’artista: il processo creativo. Dopotutto, abbiamo a che fare con l’arte contemporanea, con l’arte del materiale al servizio del concetto.

Proprietà della materia: massa, volume, densità
La nuova e inedita produzione dell’artista Mariella Ghirardani, allieva dello scultore giapponese Hidetoshi Nagasawa e del critico d’arte Jole De Sanna, nasce da un dono (atto della dona-azione / azione nel dono): il Perlux cod. 8300 con finitura all’acqua, dotato di particolari riflessi, tipici delle perle naturali, che creano giochi di luce, fogli termici di grafene trasparente e graphene copper.

Smart-materials: il segreto celato
Mariella Ghirardani opera scientificamente – svelamento delle proprietà – per poi realizzare alchemicamente, allontanandosi dalla sostanza fisica della materia per esplorare l’universo evocativo nelle cose. Il suo è un connubio molto intimo e dialettico che, nel suo caso, non diventa manufatto (merce) ma altro.

Nella scultura fatta pittura di Mariella Ghirardani, la prudente geometria dello spiraglio “non con­tiene l’irruzione del fantasma cognitivo ma l’avvento dell’assenza” nel rapporto tra visibile e invisibile, interiore e interno, arte e natura. In tal modo l’artista si procura e nello stesso tempo pratica l’allontanamento da ogni incontro, la riduzione del reale al puro ingombro, al meccanico movimento dell’aprire e chiudere la porta. Aprendo e chiudendo la porta dell’attimo con la non percettibilità di ciò che è interno. Così le sue opere Oceano luce, Lost horizon, Thermal Release, Graphene–Copper, Minimal blu, tutte del 2017, diventano “il risarcimento di un’attesa, nel miraggio di un incontro”.
E dunque, attraverso un vero e proprio rovesciamento dell’approccio scientifico tradizionale e della stessa logica produttiva, il materiale per la Ghirardani non è più solo l’esito di una ricerca finalizzata a migliorare le sue prestazioni tecniche e funzionali, ma è esso stesso “materia d’invenzione”.

Al di là dello sguardo
Rendere visibili forme non è una necessità per l’artista che, come Luis Buñuel con il disincantato taglio di un occhio nel film surrealista “Un Chien Andalou”, ci mette in guardia dalla potenza e dai limiti dello sguardo. Con un poetico gesto grafico, lo spettatore, accecato, dovrà fare affidamento su altri sensi, o meglio su altre sensazioni per fruire l’immaginario. L’invisibile è la promessa di altro da vedere.

Forclusione
In questo felice e difficile ménage à deux s’insinua il terzo – leggi gallerista –, che da forcluso incita allo show, parodia del visibile. L’obbligo di esposizione che consegna tutto alla visibilità porta l’aura, come “apparizione di una distanza”, a sparire completamente. Il valore di esposizione si fonda unicamente sul fatto di produrre interesse.

“La società esposta è una società pornografica. Tutto è rivolto all’esterno, svelato, denudato, svestito ed esposto. L’eccesso di esposizione fa di ogni cosa un prodotto, che è votato, nudo, senza segreto, al divoramento immediato […] L’imperativo dell’esposizione conduce a un’assolutizzazione del visibile e dell’esteriore. L’invisibile non esiste, perché non produce alcun valore di esposizione, alcun interesse”.
(Byung-Chul Han, La società della trasparenza)

Il progetto espositivo si arricchirà di un testo critico ad opera di Rosella Ghezzi.

Dettagli

Inizio:
giovedì 19 ottobre 2017
Fine:
venerdì 10 novembre 2017
Categoria Evento:

Luogo

AMY-D ARTE SPAZIO
Via Lovanio, 6
Milano, 01457 Italia
+ Google Maps
Sito web:
www.amyd.it

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Ufficio Stampa
Vittorio Schieroni