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Mario Negri. Scultore a Milano

30 Ottobre 2019 - 6 Gennaio 2020

Mario Negri. Scultore a Milano

sede: Villa Necchi Campiglio (Milano).

La mostra è un omaggio del Il FAI – Fondo Ambiente Italiano a Mario Negri (1916- 1987), scultore tra gli anni Cinquanta e Ottanta del Novecento, valtellinese di nascita ma milanese di adozione, uomo appartato per carattere, volutamente lontano dalla fama e dalle mode, e perciò non a tutti noto, ma artista originale e significativo e intellettuale attivo e partecipe, cruciale nella formazione di un’identità culturale moderna, di cui Milano è sempre stata fertile scenario.

Questa mostra vuole rappresentare a un pubblico largo la sua opera, perché se ne riscoprano il valore, l’inedita bellezza e la suggestiva poetica.
È un’occasione per raccontare l’artista, ma anche l’artigiano, lo scrittore, il critico e l’intellettuale, nelle sue relazioni con altri artisti, amici e ispiratori, da Alberto Giacometti a Henry Moore, da Vanni Scheiwiller a Giovanni Testori.

L’esposizione, nata da un’idea del FAI condivisa con Flavio Fergonzi, è a cura di Luca P. Nicoletti, con Marina, Maria Laura e Chiara Negri, figlie dell’artista, e riunisce circa 40 lavori in bronzo o gesso realizzati dal 1957 – anno dell’esordio con una personale alla storica Galleria Il Milione – al 1987: una selezione di opere che restituisce un ritratto esaustivo di Mario Negri nel momento più alto e compiuto della sua ricerca artistica.

Le sculture sono volutamente inserite nel contesto, dal giardino agli ambienti della villa: poste in dialogo con l’architettura, sono collocate sugli arredi domestici o accostate ad altre opere d’arte, come fossero parte anch’esse della collezione privata di famiglia.
Gli accostamenti sono scelti per esaltare forme, linee e colori delle opere in mostra sullo sfondo della villa, ma anche per evidenziare affinità e differenze con alcuni elementi della collezione permanente, i cui autori costituiscono un punto di riferimento dello stesso Mario Negri: Arturo Martini, Adolfo Wildt o Mario Sironi sono alcuni dei maestri del Novecento che accompagnarono la sua formazione; questo inedito e produttivo confronto permette di cogliere derivazioni ed evoluzioni, ovvero la capacità dell’artista di trovare il proprio moderno linguaggio a partire da una tradizione scultorea affermata (si veda ad esempio l’accostamento tra il Nuovo busto di donna o Ritratto senza volto di Negri e il Busto di fanciulla di Arturo Martini della Collezione Gian Ferrari).
Una gran parte delle opere in mostra è esposta, inoltre, nel sottotetto della villa, in un allestimento progettato da Marina e Maria Laura Negri, più tradizionalmente museale, e che tuttavia, rifacendosi ad un’indicazione suggerita dall’artista stesso nelle mostre da lui curate, tende ad instaurare un dialogo tra le sculture, come una messa in scena drammatizzata in cui le opere sono come attori rappresentanti “una misteriosa popolazione che parla una lingua moderna ma porta con sé un respiro antico”.

Mario Negri (1919-1987) nasce in Valtellina, ma vive e lavora a Milano. Dopo gli studi in architettura e reduce dalla guerra, frequenta le botteghe artigiane di modellatori, formatori, scalpellini e fonditori per impadronirsi della tecnica della lavorazione delle materie, in particolare bronzo, gesso e pietra. Sono anni intensi di formazione che lo porteranno a sviluppare un personalissimo linguaggio espressivo. Mario Negri rilegge e interpreta, portandola fino agli anni Ottanta del Novecento, la grande lezione della storia della scultura, dall’arte egizia a Giovanni Pisano e fino ai modelli della modernità novecentesca, che avevano riformulato volumi e linee senza mai abbandonare la scelta figurativa. Declinando i temi classici del nudo femminile e del movimento, la ricerca artistica di Mario Negri ruota principalmente intorno alla figura umana rielaborata in inesauribili varianti formali. Dai suoi lavori emergono la fedeltà caparbia e la dedizione indiscussa al mestiere artigianale della scultura come arte antica, come disciplina artistica emarginata dalla modernità, ma che affonda le sue radici, più di ogni altra, nella materialità e nella manualità, nella storia e nell’etica; nella scultura l’artista ripone una caparbia fiducia, riconoscendo ad essa la capacità di rappresentare appieno la natura umana; dalle sue opere emergono una visione umanistica, una sofferenza esistenziale e un’interiorità profonda, considerate motore e ispirazione della sua arte.

Sabato 9 e domenica 10 novembre 2019 Villa Necchi ospiterà una “mostra dentro la mostra”: l’esposizione di una selezione di sculture di giovani artisti a cura di Jean Blanchaert e Stefano Boccalini, con il patrocinio della NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano; nei due giorni sono previsti incontri e conferenze, e laboratori creativi per scultori giovanissimi: bambini tra 5 e 10 anni.
Tra gli eventi collaterali previsti nel periodo della mostra, inoltre: un concerto per due pianoforti di Luca Buratto e Alexander Gadjiev (lunedì 18 novembre, ore 20, nel Tennis della villa), un incontro aperto al pubblico dedicato allo scultore a cura di Luca P. Nicoletti, e la possibilità, su appuntamento, di visitare lo studio di Mario Negri in Via Stoppani.
Accompagna la mostra il catalogo edito da Skira.

Dettagli

Inizio:
30 Ottobre 2019
Fine:
6 Gennaio 2020
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

VILLA NECCHI CAMPIGLIO
Via Wolfgang Amadeus Mozart, 14
Milano, 20122 Italia
+ Google Maps
Telefono:
02 76340121
Sito web:
www.visitfai.it/villanecchi/