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Matteo Carassale. Fiori rubati

sede: Primo Piano di Palazzo Grillo (Genova).
Il fotografo Matteo Carassale presenta un progetto, nato durante il lockdown del 2021, che invita a riflettere sullo stato di precario equilibrio tra vitalità e decadimento, caducità della bellezza e immortalità della fotografia
Foglie, papaveri, calle, pruni, rose, strelitzie, viburni, raccontano le origini del fotografo, nato e cresciuto in Liguria, e del suo lavoro di sottrazione, quasi di “furto”, dalla natura delle piante per poterne cogliere l’essenza del loro stato vegetativo all’interno del suo laboratorio, alla ricerca dell’effimero, dell’impermanenza, dell’eleganza della fragilità.
Nelle foto affiora l’equilibrio instabile del ciclo vitale, il perpetuo rinnovarsi, il fulgore della crescita e il declino della resa, in una sorta di allegoria dell’esistenza ricca di sfumature, tinte tenui, ombre colorate.
Matteo Carassale osserva con attenzione il mondo intorno a lui e, con la macchina fotografica, cattura la sua sbalorditiva bellezza. Nasce così questa serie di scatti dai colori profondi, sospesi in una dimensione onirica e intima. Alcuni fiori sono ritratti in varie fasi nello stesso scatto: boccioli e corolle aperte, petali turgidi o leggermente sfioriti, gambi eretti o già reclinati. Così l’autore racconta, a chi guarda, i passaggi di un ciclo completo, dall’esplosione vitale al decadimento, momenti diversi, ma ugualmente carichi di fascino.
Grazie al sapiente utilizzo della luce e della lunga esposizione, senza l’ausilio della post produzione, l’artista è riuscito a ottenere un risultato finale ispirato alle nature morte dei pittori della scuola fiamminga. Carassale ha eliminato qualsiasi contesto così che la mancanza di riferimenti accentua drammaticamente il forte effetto di precarietà, sottolineando la fugacità, l’inevitabile deperimento e, dunque, la fine dei soggetti rappresentati. Una fine nella quale vive però la bellezza: ogni foto, infatti, sembra volerci ricordare che dalla splendente maturità dei fiori alla decadenza del loro appassire, non scorre un tempo inutile.
Inaugurazione
giovedì 10 ottobre ore 18.00
Immagine in evidenza
(part.)