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Matteo Mandelli. The contact

sede: Fabbrica del Vapore (Milano).
cura: Alisia Viola, Tommaso Venco.
La mostra documenta, in tutta la sua contemporaneitĆ , il movimento della Phygital Art attraverso le opere di Matteo Mandelli, uno dei pionieri della scena internazionale di questa corrente.
L’intenzione ĆØ quella di infrangere le catene sociali e materiali generate dall’opera fisica per potersi specchiare nelle infinite possibilitĆ del digitale. Tutto cambia a seconda di come viene guardato, ciò che viene osservato può mutare, le prospettive modificano l’opera e cosƬ lo spettatore, il quale viene chiamato ad andare oltre il supporto fisico e a toccare il digitale con mano.
Quando si parla di infinito, ancora ad oggi considerato qualcosa di intangibile e inarrivabile per l’essere umano, si pensa subito a Lucio Fontana, il quale ha stravolto questa poetica nell’arte mediante i suoi tagli. Matteo Mandelli, riprendendo il medesimo concetto, ĆØ riuscito invece a renderlo totalmente tangibile e palpabile, attraverso un’estensione e un completamento delle opere dell’artista italo-argentino, aggiungendo una sua chiave personale.
L’artista in The Contact, crea un ponte tra fisico e digitale realizzato non più sul supporto tradizionale per eccellenza, la tela, bensƬ su quello di ultima generazione: lo schermo. La tela e i colori vengono costituiti dalla frammentazione e dall’esplosione dei cristalli liquidi che rappresentano i veri protagonisti delle sue opere. Matteo Mandelli, sceglie lo schermo come supporto, in quanto simbolo del progresso tecnologico e il flessibile da taglio come pennello contemporaneo. Al momento del contatto, con la rottura dei cristalli liquidi, si vanno a generare dei nuovi colori che a loro volta originano nuovi orizzonti. Sono proprio questi i nuovi piani di lettura a formare l’opera, una generazione digitale su un supporto fisico. La particolaritĆ di questa operazione ĆØ la capacitĆ dell’artista di trasformare un concetto infinito ed eterno, come la tecnologia, in qualcosa di mutabile. L’opera cambierĆ nel tempo e invecchierĆ assieme al suo proprietario fino a spegnersi. Ogni schermo ĆØ accompagnato dal suo corrispettivo NFT a testimonianza del primo contatto che si crea tra l’artista e l’opera. Quando lo schermo cesserĆ di funzionare, diventerĆ lui stesso la testimonianza, mentre la sua controparte digitale diventerĆ l’opera vera e propria, in quanto ne permette una conservazione e una fruizione.
La mostra vuole essere un manifesto dell’arte Phygital nel senso più profondo del termine, finora poco conosciuto al grande pubblico. Un progetto di carattere artistico-culturale, sociale e innovativo. L’esposizione ĆØ l’occasione per venire a conoscenza e a contatto diretto con una delle micro-avanguardie che si sta sviluppando sempre più velocemente a livello globale.
La mostra si apre con una proiezione di forte impatto emotivo e sensoriale, accompagnata dalle ultime opere inedite realizzate dall’artista. In quanto mostra phygital, saranno presenti dei lavori attraverso i quali lo spettatore sarĆ chiamato a interagire direttamente creando un’esperienza partecipata. Di particolare interesse ĆØ quella che vedrĆ il pubblico indossare un caschetto, che permetterĆ di co-creare un’opera sulla base delle emozioni percepite. Una sperimentazione in cui arte, tecnologia e neuroscienza si uniscono costituendo un’esperienza inedita ed emozionale.
Inaugurazione
martedƬ 20 giugno ore 18.30
Immagine in evidenza
(part.)