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- Questo evento è passato.
Maurizio Foglietti e Germana Galdi. Da oggetti quotidiani del passato a riflessi e trasparenze

sede: Fondazione Kattinis (Roma).
cura: Federica Fabrizi.
Oggetti comuni come simboli di un percorso universale: dalla contemplazione della memoria e dall’importanza di custodire e preservare il passato, espressa da Maurizio Foglietti, si arriva all’evoluzione emotiva e personale di Germana Galdi, che esalta la necessità di riconoscere sé stessi attraverso la trasparenza delle proprie emozioni e il coraggio di rifletterle nel mondo.
Maurizio Foglietti ci invita a intraprendere un viaggio verso il passato nostalgico, dove ogni pennellata sembra racchiudere l’eco di un tempo perduto. Riesce a trasmettere la leggerezza e la delicatezza di un mondo che non esiste più, ma che persiste nella memoria collettiva. Le sue opere sono intrise di un’aurea poetica in cui l’acqua e il colore si fondono per dar vita a soggetti caratterizzati da una leggerezza malinconica, dove il passato diviene il protagonista assoluto. L’acquarello, per Foglietti è lo strumento ideale per fermare il tempo, per cristallizzare quei frammenti di esistenza che altrimenti andrebbero perduti. I suoi soggetti, oggetti quotidiani del passato, sono trattati con una delicatezza quasi eterea: i contorni sono sfumati, le forme emergono e si dissolvono, lasciando intravedere non solo l’oggetto in sé, ma anche il ricordo che esso evoca. In questo modo, Foglietti trasforma l’acquarello in un ponte tra il presente e il passato, in cui le sue pennellate catturano l’essenza di un tempo che sembra scivolare via, ma che, attraverso l’arte può essere momentaneamente fermato. Questa immersione nel passato non è statica: il passato non è un ricordo freddo e distante, ma è un luogo vivo, ricco di storie. Gli oggetti, semplici e ordinari, diventano simbolo di un’umanità che cerca di afferrare la bellezza fugace del tempo. Il suo utilizzo del colore è altrettanto significativo: toni tenui e sfumati, come se la luce e le ombre fossero degli elementi narrativi, altri attori che partecipano alla costruzione dell’immagine. Foglietti non è interessato a una rappresentazione precisa e dettagliata della realtà; al contrario, i suoi acquarelli sono finestre aperte su un mondo che ormai si è dissolto, in cui il ricordo si fa immagine. L’arte di Maurizio Foglietti è dominata dal desiderio di preservare ciò che è stato. In sintesi, con la sua tecnica raffinata e la sua sensibilità poetica ci offre una riflessione sul tempo, sulla memoria e sull’importanza di preservare, attraverso l’arte, quella piccole tracce di bellezza che altrimenti svanirebbero. Ogni sua opera è un invito a fermarsi, a guardare con attenzione, a lasciarsi cullare dalla dolce malinconia del passato e, in questo processo, a riscoprire il potere evocativo del ricordo.
Germana Galdi raccoglie l’eredità anche del suo passato con oggetti di famiglia e li trasforma in qualcosa di profondo dove rievoca e custodisce. Galdi guarda al presente come campo di evoluzione interiore. Dal 1996, sviluppa Riflessi e Trasparenze, un progetto di introspezione arricchito da un Master in Art Counseling a testimonianza di anni di gruppi di crescita personale. Utilizza l’arte per facilitare l’introspezione, concentrandosi sulla trasparenza emotiva e aiutando le persone a superare difficoltà attraverso la consapevolezza di sé e l’espressione delle proprie emozioni. Nella serie Riflessi e Trasparenze, Galdi trascende la pura estetica e ci invita a un dialogo con noi stessi, utilizzando il vetro e il metallo come potenti metafore delle dinamiche umane. Il vetro, fragile ma penetrabile dalla luce, rappresenta la vulnerabilità e la trasparenza delle emozioni; il metallo, resistente e riflettente, incarna la forza che si sviluppa con l’autoconsapevolezza. Questi materiali diventano strumenti per un’esplorazione interiore, in cui la luce che attraversa il vetro o si riflette sul metallo simboleggia la relazione tra ciò che proviamo e il mondo esterno. Il concetto di riflesso non è solo un fenomeno fisico, ma una metafora profonda della nostra capacità di riconoscere e accogliere le nostre emozioni. Come la luce che si riflette e si scompone, anche le emozioni, una volta accettate, si manifestano all’esterno, influenzando chi ci circonda e rafforzando le nostre connessioni con il mondo. Essere trasparenti con sé stessi, secondo Galdi, è un atto di autenticità e coraggio, un processo che richiede di spogliarsi delle maschere e dei condizionamenti che il passato ci impone. La sua capacità di evocare un dialogo tra luce e ombra, tra il visibile e l’invisibile, è la chiave poetica del suo lavoro. La luce che attraversa il vetro, come le esperienze che viviamo cambia d’intensità e significato, trasformando la trasparenza in un simbolo del processo di crescita personale. Riflessi e Trasparenze non è solo un percorso artistico, ma anche un viaggio autobiografico, filosofico e spirituale, che per Galdi rappresenta un vero e proprio stile di vita. L’artista ci invita a guardare dentro di noi con la stessa chiarezza con cui osserviamo gli oggetti riflessi. Attraverso la trasparenza e la capacità di riflettere, ci esorta a lasciarci attraversare dalla vita, accogliendo le emozioni e trasformandole in luce, svelando così la bellezza nascosta dentro di noi. Dal 1996 a oggi, Germana Galdi ha ampliato questo percorso esplorando altre forme espressive, come gli astratti in acrilico su tela, con illustrazioni e frasi illustrate. Tuttavia, il tema centrale rimane sempre lo stesso: il lavoro interiore, portare alla luce chi siamo veramente, consapevolizzare le nostre emozioni e narrare la nostra storia attraverso l’arte al fine di agire e arrivare ad un cambiamento individuale e collettivo.
Inaugurazione
sabato 19 ottobre dalle 17:00 alle 21:00
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(part.)