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Milano nelle opere di Marco Crippa. 50 anni di pittura di strada

sede: Museo della Permanente (Milano).
cura: Mimmo Di Marzio.
Il Museo della Permanente presenta la mostra “Milano nelle opere di Marco Crippa. 50 anni di pittura per strada” e rende cosƬ omaggio alla cittĆ e a uno degli artisti locali che l’hanno celebrata per oltre cinquant’anni di attivitĆ . L’esposizione, a cura di Mimmo Di Marzio, comprende una sessantina di opere, appartenenti a quasi sei decenni di attivitĆ di Marco Crippa, artista considerato l’ultimo pittore “en plein air” di Milano.
Una esposizione a oltre trent’anni dalla mostra che il Comune di Milano ha dedicato all’artista sulle grandi piazze lombarde (1989), che testimonia la passione di Marco Crippa per la sua cittĆ , sua unica modella. Una antologica che svela al pubblico una visione originale e inaspettata di luoghi noti e meno noti della citta meneghina. Nonostante gli esordi dell’artista siano legati a molteplici viaggi (Spagna, Francia, Olanda, Svizzera), Milano, sua cittĆ natale, resterĆ sempre indiscussa protagonista delle sue opere e la sua grande officina. Una cittĆ fatta di scorci immortalati nelle sue opere, prosaica e al contempo onirica, nostalgica e struggente nella sua anima popolare piena di vivacitĆ e mistero. Negli anni Sessanta, Milano era un mondo da scoprire, capitale italiana assoluta dell’arte europea. Crippa visse appieno il decennio magico che contraddistinse il panorama culturale e, in generale, della creativitĆ all’ombra della Madonnina.
“Da un certo punto di vista, quella di Crippa va vissuta come una narrazione pittorica che ha sempre (forse volutamente) viaggiato su un binario parallelo a quello della ricerca avanguardistica, con un linguaggio al guado tra pittura, cronaca e un fraseggio poetico che fotografa l’attimo fuggente, con un velo di nostalgia verso l’anima più intima e nascosta di una cittĆ che ha sempre amato, forse troppo ā afferma il curatore Mimmo Di Marzio”.
L’artista, outsider nel panorama artistico degli anni Sessanta – Settanta, dipinge in strada raffigurando ogni angolo della cittĆ , dai vicoli alle piazze più famose. La sera frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove il suo talento naturale trova presto sfogo in una pittura senza regole: istintiva, esuberante, gestuale. Ć affascinato dalle opere di impressionisti ed espressionisti, ammira l’arte del Rinascimento e in generale gli antichi maestri. La sua forte e complessa personalitĆ rifugge scuole, gruppi e tendenze. Marco Crippa si pone da subito sulla scena artistica come un pittore solitario, un fenomeno isolato. Quella di Crippa ĆØ una tecnica originale che nel tempo maturerĆ esiti sorprendenti, unita a un temperamento che non conoscerĆ crisi e incertezze, sempre sorretto da una immutata e meravigliosa ispirazione. Coloro che lo hanno osservato dipingere (di giorno, di notte, sotto la neve, in qualche cittĆ d’Italia o d’Europa), ricordano un pittore che spremeva tubi di colore direttamente sulla tela bianca, ricordano il gesto rapido, ampio e generoso della spatola e opere materiche dai forti contrasti cromatici; oli di fronte ai quali non ĆØ possibile parlare di impressionismo, poichĆ© le impressioni soccombono sotto il linguaggio più urgente e vibrante delle emozioni.
I suoi soggetti, come ĆØ evidente dalle opere in mostra, sono: le vie, le piazze del centro, i luoghi della finanza e della moda, i monumenti, ma anche i vicoli della cittĆ vecchia, le aree diroccate, le case di ringhiera con i panni stesi, i bidoni allineati nei cortili; i navigli, Brera, Porta Venezia, ma anche quartieri come Greco, Garibaldi, Bovisa, le stazioni, i parchi cittadini. Tuttavia Marco Crippa non può essere considerato un pittore di architetture ma piuttosto un pittore dell’attimo, o meglio, di attimi di vita. Al visitatore non resta che lasciarsi accogliere, abbracciare, inebriare da questa cittĆ . L’artista non si pone davanti alla veduta, egli ĆØ piuttosto dentro l’opera, ne ĆØ avvolto, completamente immerso. Il suo gesto ĆØ sempre presente, visibile, magistrale. E allo stesso tempo lo spettatore ne viene attratto, coinvolto, ne diviene protagonista. Marco Crippa ĆØ un artista di grande immediatezza, di impulsi, e la sua ispirazione si riversa unicamente sulla resa, sulla materia pittorica; ne consegue una espressione che non necessita di filtri intellettuali, di istruzioni, che non fa sfoggio di cultura, di citazioni. Il suo segno rapido, essenziale, vitale, chiama l’occhio dello spettatore semplicemente a testimoniare la naturalitĆ del suo processo pittorico. Le vedute di Crippa che eseguiva con il cavalletto, strategicamente piazzato agli angoli delle piazze o nei vicoli pedonali del centro storico, catturavano i passanti per l’istantaneitĆ e il respiro di una pittura abbozzata, senza l’ausilio del disegno, ma appena tratteggiata dal colore poi steso e graffiato con le spatole o con i manici dei pennelli. Ogni opera ĆØ realizzata interamente dal vero, sulla strada, a contatto con il pubblico.
In occasione della mostra verrĆ pubblicato un catalogo edito da Prearo Editore con un saggio introduttivo di Mimmo Di Marzio.
Immagine in evidenza
Piazza del Duomo, Milano, 1972, olio su tela, 60×70 cm (part.)