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Napoleone 1769-2019: un “Grande” di Francia in Toscana

lunedì 29 Luglio 2019 - giovedì 31 Ottobre 2019

Napoleone 1769-2019: un "Grande" di Francia in Toscana

sede: Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba – Palazzina dei Mulini (Portoferraio, Livorno).
cura: Stefano Maurri.

I soldatini di piombo di ambiente napoleonico della collezione “Alberto Predieri” della Fondazione Cassa di Risparmio Firenze e le stampe d’epoca della collezione della Fondazione Livorno, protagonisti della mostra, contribuiscono a rinnovare l’interesse per un luogo, il suggestivo complesso dei Mulini di Portoferraio, in cui la presenza di Napoleone continua ad esercitare il suo fascino e a richiamare l’attenzione da parte di un vasto pubblico internazionale.

Ne è testimonianza il successo della mostra “Napoléon. Dalla collezione di incisioni napoleoniche della Fondazione Livorno, dalla collezione di soldatini “Alberto Predieri” della Fondazione CR Firenze”, tenutasi nello stesso museo nel corso dell’estate 2018.
L’esposizione appena inaugurata presenta un nuovo allestimento, curato da Stefano Maurri: sia per le incisioni che per i soldatini, infatti, è stata proposta una rotazione che ha consentito di presentare oggetti prima non esposti.
In particolare, per le stampe si è privilegiata la scelta di immagini riferite alla storia italiana e alla permanenza di Napoleone all’isola d’Elba.
L’allestimento è pensato specificamente per questo evento, sia per quanto riguarda la presentazione delle stampe, sia la scelta, la collocazione e il numero delle vetrine destinate ad accogliere i soldatini; del tutto inedito l’apparato multimediale: ad accompagnare stampe e soldatini sono, infatti, video, luci e audio che evocano emozioni e suggestioni del periodo di riferimento.
Sono inoltre esposti interessanti documenti d’epoca della permanenza di Napoleone all’isola d’Elba: copie anastatiche di lettere autografe di Napoleone in cui si affronta il tema dello sfruttamento dei giacimenti minerari dell’isola.

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La Collezione Predieri, donata da Francesca Rousseau Predieri alla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, è costituita da circa 1700 pregevoli oggetti, già esposti, parzialmente, in passato in mostre temporanee. Dal 2014 circa 1500 pezzi della Collezione sono esposti in modo permanente nella prestigiosa sede della Fondazione, in pieno centro storico di Firenze, in via Bufalini.

Alberto Predieri, docente di diritto pubblico e grande esperto di economia, di storia e di storia dell’arte, aveva raccolto per tanti anni questa stupenda collezione di soldatini, di cui era esperto conoscitore. Si tratta di una collezione unica nel suo genere, sia per il numero dei pezzi, sia per il percorso che consente di apprezzare la storia d’Italia, dalle Repubbliche Giacobine di fine Settecento, fino agli inizi del Risorgimento.

La Fondazione Livorno, Arte e Cultura possiede una rilevante collezione di stampe napoleoniche, costituita nel corso degli anni con un mirato impegno di ricerca e di acquisizione. Parte di tale patrimonio è già stata oggetto di esposizione al pubblico in numerose occasioni e in diverse sedi.
Si tratta in prevalenza di immagini dedicate alle imprese militari di Napoleone, concepite con attenta pianificazione propagandistica onde contribuire alla creazione della “leggenda” del grande personaggio. Anche sotto questo profilo, per l’età napoleonica si può parlare di un’epoca storica nuova ed originale: accanto alle creazioni artistiche dei pittori neoclassici, come David, Carle Vernet, Gros, Appiani, che con i loro dipinti descrivono con enfasi retorica l’epopea dei trionfi imperiali, il potere istituzionale si propone di influire sull’opinione pubblica attraverso una comunicazione il più possibile popolare, tramite la diffusione capillare di stampe, capace di raggiungere larghi settori di popolazione.
La semplificazione tecnica dell’incisione a stampa, tra fine Settecento e inizio Ottocento, rende questa operazione più economica e ne facilita una più rapida esecuzione e, quindi, diffusione. Le tecniche usate sono quelle dell’incisione e dell’acquaforte e spesso vengono poi acquerellate a mano, per aumentarne la gradevolezza estetica, magari anche allo scopo di facilitarne l’azione propagandistica.

Il Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche, articolato nelle sedi della Palazzina dei Mulini e di Villa San Martino, si propone di non disperdere il ricordo della permanenza nell’isola di Napoleone Bonaparte (4 maggio 1814-26 febbraio 1815), costretto all’esilio elbano dopo l’abdicazione e il trattato di Fontainebleau e prima dei “Cento giorni”. Nella residenza di città, la cosiddetta Palazzina dei Mulini, Napoleone tentò in breve tempo di ricreare, in formato ridotto, l’atmosfera di una corte che lo aveva sempre accompagnato, auspice anche il soggiorno della madre e della sorella Paolina. Attualmente vi si conservano cimeli, arredi e mobili dell’epoca e parte dell’interessante biblioteca portata con sé dall’imperatore e poi da lui donata alla Comunità di Portoferraio.

L’originale struttura settecentesca dell’attuale Teatro, fu modificata su ordine di Napoleone dagli architetti Paolo Bargigli e Luigi Bettarini con l’intento di creare, a servizio della casa e della corte, uno spazio duttile, dalle funzioni differenziate grazie a un sistema di paraventi e pareti mobili: sala da pranzo, sala da biliardo, sala da ballo, teatrino. Oggi questo suggestivo spazio, dalle pareti decorate a panneggi verdi su tenui fondi rosati, diviene sede espositiva per il particolare viaggio attraverso l’epopea napoleonica proposto dalla mostra “Napoleone 1769-2019: un “Grande” di Francia in Toscana nel 250° anniversario della nascita”.