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Nathalie Djurberg & Hans Berg. Un viaggio attraverso il fango e la confusione con piccole boccate d’aria

sabato 6 Ottobre 2018 - domenica 27 Gennaio 2019

Nathalie Djurberg & Hans Berg. Un viaggio attraverso il fango e la confusione con piccole boccate d’aria

sede: Mart Rovereto (Rovereto).
cura: Lena Essling, Gianfranco Maraniello.

A Rovereto la più ampia rassegna mai dedicata al duo svedese Djurberg & Berg, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2009. Un sogno a occhi aperti in un mondo surreale e dissacrante, attraverso le contraddizioni del nostro tempo.
Tra installazioni ambientali, paesaggi immersivi, realtà virtuale, il Mart come non l’avete mai visto.

“Su con la vita, sì, siete deboli e sì, la vita è dura; sì, siete dei farabutti, peccatori e non siete nessuno, odiati e trascurati e incompresi. Vi date delle arie e mentite e tradite e inventate storie nella vostra testa distorcendo ogni esperienza. È come un viaggio nel fango e nella confusione con piccole boccate d’aria. Ma ehi, che boccate, che meravigliosi respiri senza compromessi, senza giudizio che racchiudono tutto l’amore per gli spregevoli, gli sbagliati, i pedanti e per il vostro sé miserabile, sporco, quel sé che non osa entrare in casa, che non osa sedersi sulla sedia, che non osa assaggiare il porridge, quel porridge amaro, quel porridge troppo caldo, quel porridge dal sapore dolce. Sì, voi siete perduti, sì, state affogando in occultamenti e scuse, i vostri piedi affondano nel fango e state combattendo e lottando. Trascinate quelle scarpe infangate nella stanza, e sì, siete i benvenuti, lo siete sempre stati, questa è la vostra casa, il vostro tempio, questo è tutto per voi.
Questa è una celebrazione”.
Nathalie Djuerbeng e Hans Berg

Comincia con questo testo introduttivo la mostra che il Mart di Rovereto, insieme al Moderna Museet di Stoccolma e in collaborazione con la Schirn Kunsthalle di Francoforte, dedica agli svedesi Nathalie Djurberg e Hans Berg.
Una volta varcata la tenda che cela l’ingresso, il visitatore è catapultato in ambienti onirici abitati da personaggi stravaganti: persone, animali e piante che interpretano le pulsioni e le contraddizioni dell’animo umano. Come nelle realtà alterate e simboliche delle favole, esseri fantastici e grotteschi rappresentano vizi, virtù, metafore, messaggi, miti. I paesaggi dell’assurdo di Djurberg e Berg sono taglienti allegorie della società contemporanea, con i suoi riti, le debolezze, i sentimenti più viscerali. In questi magici e inquietanti mondi, come così nella narrazione popolare, l’analisi non è giudicante, ma sa essere spregiudicata.

Surreale, l’arte di Djurberg e Berg racconta di noi, senza condanne.
In bilico tra umorismo e oscurità, solleticando lo scollamento tra repulsione e attrazione, la mostra descrive un viaggio interiore, un esperimento per decifrare l’esistenza, “il tentativo di un ego di trovare la propria strada”, dichiarano gli artisti.
Djurberg e Berg esplorano le convenzioni e le norme precostituite, minando le certezze alla base dell’odierno patto sociale, sovvertono i cliché, le gerarchie di potere e i ruoli di genere. Tra scenari allucinati e ritmi vorticosi, le verità preconfezionate sulle supremazie uomo-natura o uomo-donna, così come i confini filosofici del tempo e dello spazio, vengono sovvertiti. Alleggerito da una soggiacente ironia, il crollo dei paradigmi è spaventoso e affascinante. Nella seducente confort zone della fantasia, le opere scatenano emozioni estreme e distanti tra loro, scavando nell’oscurità più profonda e volteggiando verso l’euforia più folle. Innocenza e vergogna, desiderio e ripugnanza, attrazione e avversione.
L’invito degli artisti ai visitatori è: “Perdere la strada”, smarrendosi tra oggetti, suoni, immagini in movimento, musica ipnotica. L’esposizione si snoda attraverso enigmatici labirinti della mente e paesaggi archetipici: il bosco, la grotta, la casa diventano spazi psicologici che nutrono le nostre inquietudini.

Costruttori di universi, Djurberg e Berg giocano con gli ossimori anche nell’esecuzione materiale del lavoro. Le tecniche classiche dell’arte – scultura, pittura, disegno, musica – incontrano i dispositivi del presente. Divertenti e dissacranti, le grandi installazioni del duo svedese sono figurative e astratte, materiche e impalpabili: creature e oggetti tridimensioni dimorano dentro e fuori i film in stop motion, tra animazioni, sound art, realtà virtuale.

Al Mart le maggiori opere realizzate tra il 2003 e oggi sono allestite secondo un percorso temporale scandito dai cambiamenti tecnologici degli ultimi anni: dalle video installazioni dei primi 2000, alla virtual reality del 2018, Djurberg e Berg sono indiscussi interpreti del proprio tempo.
La retrospettiva si chiude con It Will End in Stars/ Finirà in stelle (2018), un vero e proprio set virtuale, prodotto in collaborazione con Acute Art. Utilizzando un visore ottico e due controller, i visitatori possono esplorare un ambiente fantastico, interagendo con l’opera e modificandone parzialmente il percorso narrativo.
Quella in virtual reality non è l’unica opera del 2018: vengono presentate a Rovereto due nuove animazioni già esposte a Stoccolma: Snake With a Mouth Sewn Shut, or, This is a Cel­ebration /Serpente con la bocca cucita, o Questa è una celebrazione e Delights of an Undirected Mind/ Delizie di una mente senza guida. Sono inoltre presenti due gruppi scultorei realizzati ancora nel 2018: Cheer Up – Yes You Are Weak and Yes, Life is Hard/Su con la vita – sì, tu sei debole e sì, la vita è dura e My Fixation With Making You Happy and Content/La mia fissazione di renderti felice e ontento e un lavoro inedito pensato appositamente per il Mart, Am I Allowed to Step on This Nice Carpet? /Mi è permesso calpestare questo bel tappeto?.

Al Mart trovano spazio un’intera sezione dedicata alle prime video animazioni, un “cinema”, un’installazione immersiva nella quale sostare. E ancora: The Potato/La patata e The Parade/La parata, due grandi installazioni provenienti dalla collezione della Fondazione Prada che nel 2008 dedicò a Djurberg and Berg la prima retrospettiva italiana.

All’uscita della mostra, nella nuova zona Lounge del Mart, viene proiettato un documentario sugli artisti e sul loro lavoro.
Nati entrambi in Svezia nel 1978, sperimentatori, dissacranti, ironici, i med-career Djurberg e Berg vivono e lavorano tra Berlino e Stoccolma.
Nathalie Djurberg si definisce pittrice e realizza principalmente sculture e installazioni di grande formato o video d’animazione stop motion. Lavora in stretto dialogo con il compositore Hans Berg, la cui musica conferisce alle opere quella dimensione coinvolgente e dinamica.
Insieme, negli ultimi dieci anni si sono guadagnati il ruolo di protagonisti della scena artistica internazionale. Le loro opere sono state esposte alla Biennale di Venezia, al New Museum di New York e al 21st Century Minsheng Art Museum di Shanghai.
La mostra “A Journey through Mud and Confusion with small Glimpses of Air / Un viaggio attraverso il fango e la confusione con piccole boccate d’aria” è la loro prima grande antologica.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo in inglese con saggi di Lena Essling, curatrice di Moderna Museet; Massimiliano Gioni, direttore artistico di The New Museum, New York; Patricia MacCormack, teorico del cinema, Cambridge; e David Toop, musicista e scrittore, Londra.

Dettagli

Inizio:
sabato 6 Ottobre 2018
Fine:
domenica 27 Gennaio 2019
Categoria Evento:
Tag Evento:
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Luogo

MART – MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA DI TRENTO E ROVERETO
Corso Bettini, 43
Rovereto, Trento 38068 Italia
+ Google Maps
Telefono:
800 397760
Sito web:
www.mart.trento.it/