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No Name – storia di un collezionismo a parte

venerdì 6 luglio 2018 - domenica 28 ottobre 2018

No Name - storia di un collezionismo a parte

sede: Castello di Morsasco (Morsasco).

Il percorso si snoda attraverso 70 opere esposte nella sala padronale del Duecento, inedito spazio del castello mai aperto al pubblico sino ad oggi, e che intorno al 1920 venne trasformata in un’infilata di camere interrompendo la continuità spaziale della struttura originaria.
Concepita come un’intima riflessione sul collezionismo, “No Name” nasce da un’idea di tre fervide menti creatrici: l’architetto Aldo Cichero, insieme con Franca Mollo proprietario del Castello di Morsasco e l’imprenditore e collezionista Marco Genzini che sottolinea “No Name è un tributo ad artisti le cui opere, seppur non battute all’asta e dunque non soggette a valutazioni d’acquisto da parte di mercanti d’arte, hanno comunque un intrinseco valore e un’indiscutibile validità oltre alla capacità di dialogare intimamente con il pubblico coinvolgendolo in un percorso emozionante e unico nel suo genere”.

A dare inizio alla collezione Genzini ci pensa tantissimi anni fa Oreste, padre di Marco, e nel corso degli anni sarà proprio il figlio ad arricchirla grazie all’acquisto di opere che potessero rispondere innanzitutto cosa si fosse acquistato nelle gallerie e negli studi milanesi tra gli anni Settanta e Novanta del XX secolo.
La selezione proposta presso il Castello di Morsasco e orientata sulla pittura ad eccezione di una piccola incursione nella scultura e nella fotografia, da un lato testimonia lo spirito febbrile della ricerca di quegli anni, dove artisti e gallerie rigettavano l’edonismo della “Milano da bere”, e dall’altro riporta alla ribalta non tanto i grandi nomi della pittura – fatta eccezione per la presenza di opere di Tano Festa, Mario Radice e Mario Schifano – quanto piuttosto la produzione di artisti particolarmente attivi nel dibattito artistico degli anni presi in considerazione come, ad esempio, Giorgio Albertini, Ludovico Calchi Novati, Luciana Matalon, Bruno Tosi e molti altri.
A questo nucleo si sono aggiunti alcuni nomi contemporanei proposti oggi da diverse gallerie milanesi, per creare un confronto e un dialogo su come l’arte visiva si stia evolvendo. La scelta sulla pittura è stata dettata sia per definire un confine d’indagine, vista l’ampiezza del periodo investigato, sia per inseguire un filo del pensiero che porta a domandarsi quale ruolo abbia avuto e ancora oggi rivesta la pittura nell’arte di questi ultimi anni. La pittura continua ad essere la vera mattatrice di tutte le arti, la più ricercata ma anche la più discussa, che sia figurativa, astratta o concettuale. In un momento storico in cui la realtà virtuale sta contaminando tutte le forme di espressione artistica, la pittura diviene oggetto di indagine e di ripensamento.
Molti degli autori in mostra sono pittori di ambito milanese per formazione o per scelta di vita.
Anche artisti stranieri presenti come i messicani Fernando Leal Audirac e Pasquale Russo Maresca, la francese Nathalie du Pasquier, il greco Papavassiliou Petros, l’argentino Ariel Soulé e lo statunitense Stanley Tomshinsky hanno avuto forti legami con la città. In mostra la scultura è rappresentata dai contemporanei Brinanovara+, Niccolò Calvi di Bergolo, Tiziana Cera Rosco e Carlo Pasini; per la fotografia da Francesco Bertola, Debora Garritani e Pina Inferrera e, in pittura, da Anna Caruso Cristina Lefter e Milena Sgambato.

Gli artisti in mostra: Giorgio Albertini, Francesco Bertola, Andrea Bozzi, Brinanovara+, Ludovico Calchi Novati, Niccolò Calvi di Bergolo, Anna Caruso, Paolo Consorti, Tiziana Cera Rosco, Kalina Danailova, Loris di Falco, Tommaso Dognazzi, Tano Festa, Stefano Galli, Debora Garritani, Pina Inferrera, Fernando Leal Audirac, Cristina Lefter, Massimo Lupoli, Francesco Magli, Max Marra, Luciana Matalon, Giorgio Melzi, Rosa Mundi, Carlo Pasini, Nathalie du Pasquier, Papavassiliou Petros, Alfredo Pieramati, Gianni Pisani, Jean Luc de Poortere, Mario Radice, Marco Nereo Rotelli, Pasquale Russo Maresca, Mario Schifano, Milena Sgambato, Nadereh Sursock, Ariel Soulé, Armando Stula, Stanley Tomshinsky, Bruno Tosi.

Ufficio Stampa: Agenzia Net-Uno
Inaugurazione: venerdì 6 luglio ore 18.
A seguire, alle ore 21:00, “Concerto per Corno e Arpa” tenuto dal cornista Vittorio Schiavone e dall’arpista Laura di Monaco su musiche del Novecento, e organizzato dalla casa discografica nipponica Da Vinci Publishing.
Secondo appuntamento con la Da Vinci Classics sarà mercoledì 11 luglio sempre alle ore 21:30, con il concerto di Massimo Marchese e Ugo Nastrucci che si esibiranno con la Viola a mano in “El Cancionero de Uppsala – Musica alla corte del Duca di Calabria” degli autori il Cancionero de Calabria, Luís Milane Francesco da Milano.

La mostra è visitabile il sabato e la domenica dalle ore 15.30 alle ore 17.30; altre date su appuntamento: 334 3769833