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Nuoro – Eventi e luoghi di interesse

lunedì 1 Gennaio 2018 - giovedì 31 Dicembre 2020

Nuoro - Eventi e luoghi di interesse

sede: Varie Sedi (Nuoro).

Nuoro è un comune italiano di 36 590 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia della Sardegna centro-orientale dal 1927. Nota come Nuoro dal 1720, un tempo era conosciuta col nome latino di “Nùgorum”.

Sito istituzionale
http://www.comune.nuoro.it

Eventi a Nuoro
http://www.comune.nuoro.it

Eventi

Sagra del Redentore
Riveste enorme importanza, sia per l’attaccamento e devozione dei nuoresi sia come attrattiva turistica, la Sagra del Redentore che dura circa una settimana, all’interno della quale vi è anche la sfilata dei costumi della Sardegna. La sagra ha termine con la funzione religiosa che ha sede ai piedi della statua del redentore il 29 di agosto di ogni anno.

Sardinia International Ethnographic Film Festival.
Il Sardinia International Ethnographic Film Festival (SIEFF) è una rassegna internazionale di cinema etnografico, organizzata dall’Istituto superiore regionale etnografico della Sardegna. Il festival, nato nel 1982 (con il nome Festival Internazionale Biennale di Film Etnografici), in contemporanea con il Bilan du Film Ethnographique di Jean Rouch, (ora Festival International Jean Rouch) ospitato all’interno del Musée de l’Homme di Parigi, è il più vecchio festival di cinema etnografico in Europa. Il SIEFF è membro della Coordinating Anthropological Film Festivals of Europe.
La manifestazione ha cadenza biennale e si svolge nell’Auditorium del Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde a Nuoro.

Nel fine settimana tra la prima e la seconda metà di novembre c’è la manifestazione Mastros in Nugoro, inserita nel circuito Autunno in Barbagia, nel quale si aprono case storiche e i musei della città. Durante la manifestazione che si svolge nei quartieri di Santu Predu e Seuna e che richiama non solo i nuoresi, ma anche turisti e visitatori, vengono esposti prodotti tipici e artigianali. Dal 2014 inoltre è stato introdotto nell’evento Su Cojubiu Nugoresu, un rito antico in cui si celebra il matrimonio in costume tradizionale. Fino al 2007 la manifestazione si chiamava Mastros in Santu Predu, poiché era coinvolto solo l’omonimo quartiere. dopo due anni di pausa dal 2010 la manifestazione cambia nome in Mastros in Nugoro e da quest’anno coinvolge anche il quartiere di Seuna.

Un altro importante appuntamento è quello del 21 novembre per la festa della Madonna delle Grazie a carattere prettamente religioso, ma che coinvolge l’amministrazione comunale.Secondo la tradizione, un giovane pastore trovò, nel XVII secolo, una piccola statua lignea della Madonna che si dimostrò miracolosa. Fu così che nel 1812 la città fece voto alla Vergine per essere liberata dalla peste. Per sciogliere il voto, da allora viene allestita una processione in cui 12 nuoresi col tradizionale costume, accompagnati dal sindaco e dal gonfalone, offrono 12 ceri alla Madonna in rappresentanza degli altrettanti rioni della città; nel tempo si sono aggiunti altri sette ceri, offerti dai membri della confraternita delle Grazie.

Molto sentita è anche la festa di Sant’Antonio abate, il 16 e 17 gennaio, durante la quale, come in molti centri della zona, i vari quartieri organizzano grandi falò (sos focos) nelle piazze e offrono ai cittadini fava e lardu (fave con lardo), vino e pane carasau. È tradizione durante la festa fare il giro dei numerosi fuochi della città dove gli organizzatori fanno a gara per il fuoco più bello e l’ospitalità. Attorno al fuoco: canti, balli sardi e l’immancabile gioco della morra. I più frequentati sono solitamente quelli dei quartieri del centro storico, come quello di Santu Predu o della cattedrale.

Per il carnevale si può assistere alla manifestazione del carnevale barbaricino, con le maschere provenienti dai centri vicini come i mamuthones di Mamoiada, boes e merdules di Ottana, turpos di Orotelli, su bundu di Orani ecc.; è stata riscoperta una delle caratteristiche maschere di Nuoro chiamata Bove o Boves, simile ai boes di Ottana e citata dallo studioso Raffaello Marchi. Altre maschere tipicamente nuoresi, in fase di studio e ricostruzione, sono quelle di su turcu e quella di maschera a gattu, molto simile a quella scoperta a Sarule, citate da Grazia Deledda in alcune sue opere.

Musei

Museo Deleddiano (“Museo di Grazia Deledda”)
Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari sarde (“Museo del costume” o Museo etnografico)
Museo nazionale archeologico – mostra reperti dal 500.000 a.C. sino al basso Medioevo. Vi si ritrovano anche varie ricostruzioni archeologiche tra cui la vasca lustrale di Sedda ‘e sos carros di Oliena.
Museo d’arte della provincia di Nuoro (MAN) – ospita mostre temporanee internazionali oltre ad una collezione permanente di importanti artisti sardi del XIX e XX secolo.
Museo Ciusa – Tribu – ospita la collezione di alcune tra le più famose sculture di Francesco Ciusa.

Siti Archeogici

Nuraghi

Nurache Biscollai
Nurache Corte
Nurache Costiolu
Nurache Curtu
Nurache Dèo
Nurache Durgulileo
Nurache Feghei
Nurache Fenole
Nurache Funtana ‘e Littu
Nurache Gabotele
Nurache Gurturju
Nurache Jacupiu
Nurache Loghelis
Nurache Monte Gurtei
Nurache Murichessa
Nurache Murzulo
Nurache Noddule o Loddune
Nurache Nurdole
Nurache Nuschele
Nurache Orizanne
Nurache Pradu ‘e Leo
Nurache Pedra Pertusa
Nurache S’Abba biba
Nurache Sa Murta
Nurache Tanca Manna
Nurache Soddu
Nurache Sodduleo
Nurache Su Ribu ‘e su sàliche
Nurache Su Saju
Nurache Tertilo
Tres Nuraches
Nurache Tigologoe
Nurache Ugolio

Monumenti e luoghi d’interesse

Monumenti

Piazza Sebastiano Satta (Costantino Nivola);
Statua del Redentore, eretta nel 1901 (sul Monte Ortobene);
Scultura “Madre dell’ucciso” (Francesco Ciusa) (nella chiesa di San Carlo);
Porta della Città;
Porta della Barbagia con Madre mediterranea (Pietro Cascella);
Prefettura
Vecchio Ospedale San Francesco
Rifugi antiaerei nuoresi
Sa Conca, rifugio sotto roccia utilizzato come ovile (sul Monte Ortobene);
Rocciai del Monte Ortobene – monumenti naturali;
Omaggio a Grazia Deledda – monumento dell’artista Maria Lai, presso la Chiesa della Solitudine;

Architetture religiose

La cattedrale di Santa Maria della Neve
La cattedrale di Santa Maria della Neve è un monumento del XIX secolo, in stile neoclassico. Eretta per volontà del vescovo Giovanni Maria Bua, nella prima metà del XIX secolo. Il progetto venne affidato all’architetto Antonio Cano. La posa della prima pietra risale al 12 novembre 1835. I lavori, che furono rallentati a causa della morte accidentale durante l’esecuzione dei lavori, dell’architetto Antonio Cano nel 1840, terminarono con la consacrazione del 29 giugno 1853. Oltre l’altare maggiore dedicato a santa Maria della Neve furono affrescati nel soffitto ed eretti nella navata sinistra gli altari: Vergine del Carmelo, Madonna della Salute, Sacro Cuore; nella navata destra gli altari: San Salvatore da Horta, Santa Lucia, Madonna di Lourdes. All’interno è presente una tela rappresentante la deposizione di Cristo, a lungo attribuita erroneamente[65] al pittore bolognese Alessandro Tiarini.
Questa nuova cattedrale prese il posto dell’antica pieve di Santa Maria ad Nives. Secondo l’Alberti essa doveva essere costruita nella maniera catalana. Durante il periodo di costruzione della nuova cattedrale, la Diocesi di Nuoro utilizzò come cattedrale la chiesa de “Sa Purissima”. Una antica chiesa oramai perduta situata nel Corso Garibaldi, dove successivamente fu costruito il municipio di Nuoro (demolito per costruire l’edificio di una banca).

L’antico santuario della Madonna delle Grazie (Nostra Segnora ‘e sa Gràssia)
Il 22 ottobre 1679 il vescovo di Alghero Francesco Lopez de Urraca concedeva a Nicolau Ruju Manca la “permissione di poter fabbricare una chiesa in onore della Vergine delle Grazie di Nuoro”. Comincia con quest’atto ufficiale la storia della chiesa delle Grazie, edificio che è da considerarsi tra i più rilevanti della città di Nuoro.
La chiesa si trova nell’antico quartiere di Sèuna. È stata restaurata. Realizzata alla fine del Seicento in una foggia semplice, lineare, quasi rustica. La facciata presenta un portale centrale, con due semicolonne sulle quali poggia un doppio architrave modanato sormontato da un timpano triangolare in trachite. Gli stipiti ed i capitelli delle colonne sono decorati con figure zoomorfe e floreali che rimandano al linguaggio decorativo gotico-catalano. Al di sopra di esso, come unico elemento decorativo della facciata troviamo un più antico rosone in trachite di foggia gotico-catalana, incastonato nella facciata, che si dice provenisse dalla più antica chiesa di “Santu Milianu” (attribuita erroneamente dal clero spagnolo a san Giuliano era in realtà San Mamiliano) andata oramai in rovina.
Al portale si accede tramite una scalinata in granito. Un secondo ingresso si apre nella fiancata laterale sinistra della chiesa, il quale si presenta con stipiti in trachite rossa e sovrastato da una nicchia, con logiche decorative tardo barocche. Sulla fiancata destra poi, il terzo ingresso al tempio, di nuovo con stipiti in trachite rossa, conduceva un tempo ad uno spazio esterno ampio e circondato da colonne, che fungeva da ostello per i pellegrini durante la festa della patrona di Nuoro. Questo genere di ostelli, noto come “cumbessias”, sono tipici della Sardegna ed i più antichi risalgono al periodo della dominazione bizantina. Sulle fiancate vi sono infine loggette che interrompono, alleggerendolo, il volume massiccio della costruzione. L’edificio sacro ha pianta rettangolare e presenta un presbiterio quadrato. Il soffitto è costituito da una volta a botte. L’altare maggiore è sopraelevato di un metro e mezzo rispetto alla navata. Pregevoli dipinti, raffiguranti i 12 apostoli, i profeti, alcuni brani delle sacre scritture ed episodi dell’edificazione della chiesa, sono conservati nel santuario. Risalgono al XVIII secolo: sono stati realizzati su intonaco, poi imbiancato a calce fresca, con terre colorate, secondo una tecnica sarda molto peculiare anche nell’effetto. Nel 1720 l’area ecclesiale ospitò una residenza dei gesuiti. Sotto il pavimento venne ritrovata la sepoltura di una persona di sesso maschile, probabilmente il costruttore della chiesa Nicolau Ruju Manca.

Le altre antiche “cresias”

Chiesa del Rosario (Su Rosàriu) – Nel quartiere San Pietro, a due passi dalla casa di Grazia Deledda. Venne edificata di fronte all’antica chiesa di San Pietro che non esisteva già più all’epoca del Casalis.
Chiesa di Santa Croce (Santa Ruche) – del XV-XVI secolo, antica sede di una confraternita, prossima alla piazza Su Connottu nel quartiere di San Pietro. All’interno una piccola cupola, archi in trachite a sesto acuto, un Cristo di scuola fiorentina del Quattrocento, ed un Cristo in croce di fattura spagnola di probabile datazione cinquecentesca.
Chiesa del Salvatore (Su Serbadore) -edificata prima del XV secolo ha subito numerosi restauri che ne hanno stravolto gli esterni. Furono inoltre abbattute nel novecento le cumbessias che servivano come appoggio per i pellegrini della festa de Su Serbadore.
Chiesa di San Giuseppe – facente parte del convento francescano dei Minori Osservanti (ordine soppresso nel 1866), intitolato a San Paolo e risalente al 1593 a seguito della donazione del Barone di Orosei don Gabriele Manca per una promessa al visitatore generale dell’ordine, P. Luigi de la Cruz. Il convento sorse in un’area periferica del borgo, vicino alla più antica chiesa di San Paolo fatta edificare nel 1572 dal Pievano di Nuoro don Bartolomeo Manca[senza fonte]. Il Convento divenne un centro culturale essendo accompagnato da una scuola che istruì alcuni giovani nuoresi nella retorica, filosofia e teologia.
Chiesa di San Carlo (Santu Càralu) -La semplice chiesetta, un oratorio in realtà, era frequentata dallo scultore Francesco Ciusa, la cui casa natale si trova proprio di fronte. All’interno del tempio si trova la tomba dell’artista, sopra la quale è collocata una delle copie della famosa scultura La madre dell’ucciso, opera con la quale Ciusa partecipò alla Biennale di Venezia nel 1907.
Chiesa della Madonna della Solitudine (sa Solidae) – cara al premio Nobel Grazia Deledda, che la cita nelle sue opere, si trova sulla strada che conduce al monte Ortobene, immersa nel verde. Di origine seicentesca, è stata demolita e ricostruita negli anni cinquanta; ospita la tomba della Deledda.
Chiesa di Santa Maria di Valverde (N.S. de Balubirde)
Chiesa della Madonna del Monte Nero (Virgin ‘e monte)
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Nostra Signora di Monte Nero.
Come si legge su una lapide esposta sopra l’ingresso, fu costruita in soli 30 giorni e dedicata alla Madonna del Monte Nero dai Fratelli Pirella (Melchiorre, insegnante e canonico a Cagliari, successivamente vescovo di Bosa e Ales, e i suoi fratelli Giovanni Angelo e Pietro Paolo, tutti e tre nativi di Nuoro) il 26 aprile 1608; narra la leggenda (riportata anche nel romanzo “Cosima” di Grazia Deledda) che uno dei fratelli, di ritorno dal santuario della Madonna del Monte Nero vicino a Livorno, si trovò in mezzo ad una tempesta, e promise di costruire una chiesa sulla prima cima dell’isola che avesse visto se si fosse salvato. È situata nel parco del Monte Ortobene a circa 900 metri d’altitudine. La chiesa nel 2002 è stata oggetto di un attentato dinamitardo che l’ha semidistrutta, a una decina d’anni di distanza da quell’attentato, nella chiesa stati completati i lavori di ricostruzione, perfezionato l’adeguamento statico delle strutture e rifatti gli infissi, i fregi architettonici, il piccolo campanile a vela e l’epigrafe in marmo (anch’essa distrutta dall’esplosione) sistemata nella cumbessia dove abitualmente la famiglia di Grazia Deledda trascorreva, in estate, un periodo di vacanze. La chiesa è stata riaperta al pubblico nel 2014.
Nostra Signora del Carmelo (Su Càrmene) – già San Leonardo (Santu Lenardu) in via Massimo d’Azeglio.

Nuoro. (11 novembre 2018). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 14 novembre 2018, 07:45 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nuoro&oldid=100940988.

Dettagli

Inizio:
lunedì 1 Gennaio 2018
Fine:
giovedì 31 Dicembre 2020
Categoria Evento:
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Luogo

VARIE SEDI – NUORO
Nuoro, 08100 Italia + Google Maps