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Osmosi – Mostra collettiva

sabato 21 aprile 2018

Osmosi - Mostra collettiva

sede: Spazio 100 (Torino).
cura: Marco Luca Greppi.

Spazio 100 propone una particolarissima esposizione di opere che sperimentano una sinergia tra artisti e l’osmosi fra i loro diversi stili.
Una mostra-progetto su diverse tecniche e personalità, per esplorare le trasformazioni dell’arte contemporanea a partire proprio dagli artisti stessi.
Ognuno di questi, infatti, ha avuto un’opera di un altro artista (e viceversa) su cui intervenire liberamente, con la propria tecnica.
“Osmosi” è quindi esposizione di originalissimi risultati di rielaborazioni reciproche: opere uniche, realizzate “a quattro mani” senza un tema imposto o una forzata visione d’insieme; ogni singolo artista ha lavorato esprimendo la propria creatività nella reinterpretazione e fusione con l’opera d’arte altrui.

Metodologia di lavoro
Prima, le opere potevano essere immediatamente riconosciute come frutto di uno specifico artista e della sua tecnica.
Gli stimoli dell’opera altrui su cui lavorare hanno dovuto sedimentare nell’artista prima di emergere come tecnica, essere reinterpretati dalla personalità di ognuno, come, ad esempio, dimostrano un paio di opere dove scompare quasi completamente la figura originale in favore della rinnovata, pura astrazione dell’artista che l’ha rielaborata.
Dopo il processo di osmosi, gli spettatori potranno così ammirare la fusione tra tecniche e stili che danno vita a opere completamente nuove, ognuna figlia di 2 artisti.
Tecniche diverse, fuse all’interno di una medesima opera.

Come nasce l’idea di Osmosi
Alla base della ricerca espositiva di Spazio 100 da sempre c’è l’esplorazione della dimensione narrativa degli artisti coinvolti nei progetti, quali depositari di storie, memorie e vissuti.
Ecco come Marco Luca Greppi, curatore della mostra, presenta Osmosi:
“Viviamo in un’epoca in cui c’è un continuo interscambio tra espressioni artistiche.
Molti, oggi, sono gli artisti che in una sorta di colloquio a distanza inseriscono nei propri lavori frammenti, spesso inconsapevolmente, di opere altrui: tutte azioni che, in un certo senso, contaminano la loro arte. Con Osmosi si è voluto fare un passo in più: attivare volontariamente l’azione artistica su opere altrui”.
Dopo un primo approccio operativo dove si sono messi a confronto diretto gli artisti, si è intuito che l’approccio migliore era lavorare a questa modalità di espressione artistica senza incontri di persona: Spazio 100 ha quindi fatto da filtro per la consegna delle rispettive opere, per evitare che i singoli artisti si influenzassero vicendevolmente con il dialogo.
Ogni artista si è così sentito completamente libero di intervenire e rielaborare l’opera dell’altro (e viceversa).
“Sono molto interessato agli aspetti che caratterizzano le dinamiche relazionali che si stabiliscono tra artisti” conclude Greppi, “per giungere all’elaborazione creativa dei contenuti che emergono da questi processi, in riferimento ai momenti di confronto con l’altro. Credo che si sia realizzata un’osmosi ideale, che arricchisce il lavoro di artisti che acquisiscono la consapevolezza di non essere assoluti, ma relativi rispetto alle opere di altri artisti”.

Ad Osmosi saranno esposte tutte le opere rielaborate, affiancate da un’opera di ogni artista.
Gli artisti coinvolti nel progetto:

Elena Beccaria, Druento (TO), 1967
Abbandonato il figurativo, nelle sue opere usa parole anzichè immagini per rappresentare pensieri, stati d’animo, emozioni; si esprime in modo diretto, pur lasciando spazio ad interpretazioni speculari (vedasi le opere “No-on”, “I Am-mai”, “Wow-mom”,…). Un modo per comunicare utilizzando l’arte contenuta nelle parole stesse, che diventano così anche piacevoli da guardare, al di là del loro significato letterale. Con Spazio 100 ha esposto: nel 2014 e ad AAF Milano 2016. Rielaborazione su opera di Gerbino.

Roberto Fontanella, Vicenza, 1958
Il suo interesse per gli aspetti esoterici, alchemici e filosofici lo porta ad approfondire le culture greco-romana, egizia, indiana e cinese senza trascurare segni e incisioni rupestri delle culture neolitiche e personalità come Guénon, Gurdgjieff e Kremmerz. Un substrato di conoscenze che permette a Fontanella una personale rielaborazione, usando un linguaggio artistico contemporaneo. La corretta proporzione tra materiali e colori nelle opere contribuisce in maniera determinante alla sua “trasmutazione” di segni e simboli in atto creativo, in opere compiute e reali. Con Spazio 100 ha esposto nel 2015. Rielaborazione su opera di Gerbino.

Emanuele Maria Gerbino, Asti, 1988
Da poco si è trasferito in Cina. Il suo processo creativo è frutto di una combinazione di colori corposamente plastici, che si accostano l’uno con l’altro, quasi annullandosi a vicenda: una forte spinta verso un colore “totale”, abbinata talvolta alla scrittura cirillica. Padroneggia una tecnica che, sovrapponendo molti strati di colore (in alcune opere fino a 20), richiede tempi molto lunghi di lavorazione. Con altri artisti, dal 2013 fa parte del progetto di Spazio 100 sui temi ambientali, “Hambient”. Allievo di Luca Beatrice, con Spazio 100 ha esposto: nel 2012, a The Others 2013, ad AAF Milano 2015 (ottenendo il riconoscimento della giuria come uno dei 10 migliori “Young Talents” della manifestazione internazionale). Rielaborazione su opera di Giammarinaro.

Mario Giammarinaro, Torino, 1951
Le sue opere drammatiche e suggestive rappresentano lo sfregio al paesaggio ed all’ambiente, invitandoci ad un sentimento di responsabilità nel tutelarlo e preservarlo. Con altri artisti, dal 2012 fa parte del progetto di Spazio 100 sui temi ambientali, “Hambient”. Con Spazio 100 ha esposto: nel 2012, a The Others 2013, nel 2014, nel 2015.

Sara Giraudo, Cuneo, 1973
Ha lavorato alla realizzazione di arredo-sculture permanenti per il Parco Michelotti a Torino. Allieva di Antonio Carena, ha elaborato una nuova modalità espressiva: il “controlled dripping”. Accompagnando le cascate di colore sulla tela, Giraudo ne controlla il risultato finale, generando una caduta manovrata di particelle colorate, di svariate dimensioni. Opere realizzate con grande perizia: visioni, paesaggi e addirittura ritratti (Steve Jobs, Einstein) su tele accarezzate da una pioggia di colore addomesticata. Con altri artisti, dal 2013 fa parte del progetto di Spazio 100 sui temi ambientali, “Hambient”. Con Spazio 100 ha esposto: nel 2012, a The Others 2013, nel 2014. Rielaborazioni su opere di Macario, Pescantini.

Gessica Macario, Cuneo, 1984
La sua tecnica impiega scientemente materiali non sempre consoni alla tipologia di pittura intrapresa. Sceglie di affiancare tecniche differenti, con una particolare metodologia di lavoro derivata dall’acquerello, usando però colori acrilici. Dedita completamente alla pittura astratta, ricrea sulla tela un mondo di segni vibranti e figure immaginarie. Con Spazio 100 ha esposto nel 2014. Rielaborazione su opera di Giraudo.

Enrico Pescantini, Brescia, 1984
Da qualche tempo si è trasferito a Lugano. Da un viaggio nasce il suo progetto fotografico più importante, con le icone pop Barbie e Ken: “Barbie loves Israel”, con i fidanzati di plastica più famosi del mondo. Per questo ottiene un grande interesse mediatico (Venerdi di Repubblica, Vanity Fair, Vogue e MarieClaire) superando i confini nazionali (Style, Times of Israel, Huffington Post ecc… ). Con altri artisti, dal 2012 fa parte del progetto di Spazio 100 sui temi ambientali, “Hambient”. Con Spazio 100 ha esposto: nel 2012, a The Others 2013 e le sue opere pop presentate ad AAF 2015 e 2016 salirono ancora alla ribalta di settimanali nazionali (Panorama) e network radiofonici (Radio Deejay).

Inaugurazione: Sabato 21 aprile 2018 ore 17.30

Luogo

SPAZIO 100
Via Oropa 100/A
Torino, 10153 Italia
+ Google Maps
Telefono:
328 4881637
Sito web:
www.spazio100.it