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Peggy Franck. In a naked room

martedì 4 Febbraio 2025 - domenica 2 Marzo 2025
Peggy Franck. In a naked room

sede: Banca di Bologna – Palazzo De’ Toschi (Bologna).
cura: Davide Ferri.

“È complicato provare a definire il lavoro di Peggy Franck fissandolo nei limiti di una definizione univoca e di un medium specifico” afferma il curatore Davide Ferri. “La sua pratica può avere un carattere inafferrabile e sfuggente: pittura espansa, installativa, a vocazione scultorea? Oppure pittura e basta, pittura come impronta dell’individualità, la cui cornice è lo spazio tutto intero? Pittura, scultura e fotografia coesistono nel suo lavoro e in relazione tra loro, come termini equivalenti, che le permettono di comporre un’immagine muovendosi tra diverse possibilità combinatorie e azioni reversibili”.

Alla base del lavoro di Peggy Franck c’è il segno pittorico, fluido e volatile – un segno di pennellate libere, multidirezionali e instabili, che sembra collocarsi nell’alveo dell’espressionismo astratto, di artisti amati come De Kooning, Motherwell ed Helen Frankenthaler – realizzato in verticale come in orizzontale, con strumenti eterogenei, che rilanciano una trama di movimenti e gesti che percorrono la superfici e lo spazio, talvolta le pareti dello stesso, esplorandone anche le zone marginali.

In a Naked Room è una mostra in cui Franck si confronta con Palazzo De’ Toschi alludendo alla presenza di un corpo che ha abitato lo spazio pubblico. Al centro della mostra c’è il Salone della Banca, non più ambiente di rappresentanza, ma stanza nuda, spogliata di elementi che lo connotano come luogo dell’ufficialità quasi a stabilire, con essa, una dimestichezza che la trasforma in un ambiente domestico.

La mostra nasce dall’avvicendamento di passaggi e momenti differenti, e fa incontrare temporalità diverse in un ‘qui e ora’ della composizione. Per diversi giorni, nel mese di gennaio, l’artista ha “abitato” lo spazio per dipingere una superficie orizzontale di grandi fogli di alluminio, una sorta di nuovo pavimento sovrapposto a quello della stanza. Una volta dipinta, la superficie, ricoperta da una stratificazione di pennellate e campiture, riflette la luce che entra nel salone attraverso le grandi finestre, ponendo il corpo dell’osservatore e la sua trama di movimenti al centro della composizione – nella misura in cui le superfici cambiano in base al movimento di una persona nella stanza.

Le pennellate su superfici riflettenti – come del resto anche gli oggetti (per lo più “trovati” o di risulta, oppure materiali grezzi che si dispongono sul pavimento in cumuli o grovigli) – possono dunque espandersi a dismisura oppure comprimersi e appiattirsi nella fotografia, come a vivere una seconda esistenza che prescinde dalla loro presenza materica. In mostra saranno esposte anche alcune immagini fotografiche di dipinti già esistenti, oppure derivanti dall’intervento appena realizzato su fogli di alluminio, anch’esse elementi di una macro-composizione che può allargarsi fino a coinvolgere tutto lo spazio, anche le zone marginali, e le stanze adiacenti al salone.

Peggy Franck (Zevenaar, 1978, vive e lavora ad Amsterdam) crea opere stratificate che si collocano al confine tra fotografia, installazione e pittura. Franck cattura le sue ambientazioni attraverso la fotografia e incorpora queste immagini in nuove installazioni. Per l’artista un “interno” è uno spazio intrigante tra privato e pubblico, tra il mondo interiore e quello esteriore. Le sue costellazioni sono fluide e aperte alla trasformazione, proprio come nel mondo interiore, dove le cose possono cambiare e connettersi in vari modi. Franck lavora spesso direttamente in un ambiente, e a volte dipinge direttamente sulla parete di uno spazio espositivo: una testimonianza fisica dell’atto sensibile del fare. Unisce diversi aspetti di presentazioni precedenti in nuove costellazioni e concetti espositivi.

Immagine in evidenza
The touch of a hand, 2024 Gouache su pagina di libro / Gouache on book page 29 x 24 cm (part.)

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