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Pensare per immagini. Opere pittoriche di Giacinto Cargnoni

sabato 26 Gennaio 2019 - domenica 24 Febbraio 2019

Pensare per immagini. Opere pittoriche di Giacinto Cargnoni

sede: Spazio Aref (Brescia).

In mostra sono esposti quadri di medio e grande formato che illustrano la pluriennale attività pittorica di Giacinto Cargnoni.
Sin dalle prime esposizioni collettive di fine anni Cinquanta e dalle prime personali del decennio successivo, Giacinto Cargnoni realizza una pittura surreale e fantastica molto differente dalle principali correnti dell’arte bresciana contemporanea di quegli anni.
Partendo da archetipi della moderna società occidentale (immagini di città, rottami industriali, uccelli ornamentali, ecc.
), le sue opere descrivono, in maniera critica e onirica, la realtà che ci circonda.
L’artista, durante la sua lunga carriera, ha variato più volte i soggetti e le tecniche utilizzate, ma ha sempre mantenuto un caratteristico stile pacato e ricercato, dovuto soprattutto all’uso di colori tenui e di studiati equilibri formali.

“Pensare per immagini. Per poi trasformare le idee in opere. La ricerca di Giacinto Cargnoni parte da qui, dal bisogno di raccontare e di dar vita a figure che nella realtà visibile non esistono. Ma la sua non è una pittura astratta, tutt’altro. È una pittura che realizza rappresentazioni fantastiche utilizzando immagini di oggetti reali. Max Ernst, ad esempio, è uno degli artisti più stimati da Cargnoni, per la sua capacità di usare l’immaginazione come filtro per neutralizzare l’asettica realtà dei fatti e per estrarre, dalla fredda banalità delle cose, risultati misteriosi. Gli elementi che l’artista inserisce nei suoi quadri non sono né casuali né involontari: sono anzi molto precisi e significativi. Il loro senso non sta, spesso, nell’avere una chiara identificazione, ma nell’essere archetipi che il pittore recupera dall’immaginario collettivo del mondo occidentale in cui vive. Gli esiti più interessanti della sua opera sono, infatti, i momenti di critica della società. Già dagli anni Settanta, con una serie di opere ecologiste, si interroga sul senso dell’obsolescenza del mondo tecnologico, denunciando l’inquinamento e la follia del concetto dell’usa e getta, che coinvolge non solo i prodotti di consumo ma anche l’ambiente, la cultura e le persone. Pensare per immagini è, quindi, una dichiarazione d’intenti, in contrasto con la grigia visione mercantile che domina il mondo. In una società dove tutto deve avere un codice, un nome e un prezzo, l’artista afferma che si può (si deve) denunciare l’alienazione a cui gli uomini e la natura sono soggetti. Cargnoni, da pittore non accademico, ama sperimentare e variare le tematiche e le tecniche artistiche utilizzate nei suoi lavori. Per questo motivo gli esiti possono essere diversissimi. Lo spettatore si trova così spiazzato di fronte a quadri che spesso sorprendono, per i misteriosi risultati e le imprevedibili proposte. Quando a Brescia si riuscirà a fare uno studio complessivo sul sistema dell’arte della seconda metà del Novecento, gli storici impegnati non avranno un compito facile. Alcune cose però già oggi risultano evidenti: ad esempio che la generazione nata negli anni Trenta e Quaranta, quella dalla quale proviene Cargnoni, è stata particolarmente fortunata. Gli artisti nati in quegli anni hanno infatti avuto, dagli anni Sessanta in poi, almeno due decenni nei quali le loro opere sono state esposte, ammirate e acquistate da un folto pubblico di appassionati, a dimostrazione che anche nella provinciale Brescia era “passato” un certo gusto della modernità e della sperimentazione artistica, veicolato da alcune coraggiose gallerie. Rispetto alle correnti prevalenti della pittura bresciana del Dopoguerra, da quella tradizionale legata al paesaggismo e figurativismo di matrice quasi ottocentesca, a quella aperta alle nuove proposte del post-cubismo picassiano, Giacinto Cargnoni si colloca invece in una nicchia a parte, dove alcuni artisti locali hanno avuto il coraggio di cercare una propria via autonoma rispetto agli indirizzi prevalenti del sistema dell’arte bresciano, sconfinando a volte in una pittura di denuncia sociale, poco gradita al mercato. Il rifiuto di Cargnoni di abbracciare un’arte piacevole, che ha coinvolto persino certo astrattismo confinandolo in una “maniera”, ha avuto un costo che l’artista ha pagato sempre, con coerenza e consapevolezza”.
Marco Camisani

Giacinto Cargnoni nasce a Brescia il 20 aprile 1932 da genitori provenienti da Levrange, frazione di Pertica Bassa in Val Sabbia. Dopo aver lavorato come insegnante di lettere, dal 1982 si dedica totalmente alla pittura. Negli anni acquista anche fama di incisore, realizzando numerosissime opere grafiche. Espone in decine di mostre personali e collettive, in un’instancabile attività artistica che prosegue con vitalità da più di cinquant’anni.

Inaugurazione: Sabato 26 gennaio alle ore 18:00

Dettagli

Inizio:
sabato 26 Gennaio 2019
Fine:
domenica 24 Febbraio 2019
Categoria Evento:
Tag Evento:
, , , ,

Luogo

SPAZIO AREF
Piazza Loggia, 11/f
Brescia, 25121 Italia
+ Google Maps
Telefono:
030 3752369
Sito web:
aref-brescia.it
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